Filippine: Duterte ai ferri corti con gli Stati Uniti, potrebbe allearsi con Russia e Cina

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Il presidente delle Filippine Rodrigo Duterte ha annunciato la sua intenzione di mettere fine alla sudditanza del suo paese verso gli Stati Uniti. Si è rivolto agli USA definendoli “Il suo ex padrone coloniale” e ha annunciato che era stato raggiunto un “punto di non ritorno” con Stati Uniti.
“Sto per attraversare il ‘Rubicone’ tra le Filippine e gli Stati Uniti”, ha detto usando un paragone storico il presidente Filippino ai giornalisti.
Duterte ha aggiunto che le Filippine vogliono legami più stretti con la Russia e la Cina, le due nazioni che hanno messo in dubbio la leadership mondiale degli Stati Uniti. Ha poi aggiunto che i legami con gli USA non saranno completamente interrotti, ma che Manila vuole esercitare una politica indipendente.

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“In realtà sono pronto a non interrompere totalmente i legami con gli Stati Uniti, ma voglio aprire alleanze con la Cina e il premier russo Dimitri Medvedev, che incontrerò durante una prossima visita in Russia”.
Queste esternazioni sono state fatte mentre Filippine e Stati Uniti si preparano a fare esercitazioni militari congiunti. Queste esercitazioni nel corso degli anni sono servite a cementare l’alleanza militare tra i due paesi.
Duterte in precedenza aveva annunciato che non permetterà più agli Usa di mantenere una presenza nel sud delle Filippine. Ora addirittura comprerà armi da Russia e Cina allo scopo di ridurre la dipendenza nei confronti degli americani, infine Manila è stata spinta dagli USA in una disputa marittima contro la Cina, nonostante avesse firmato con quel paese un trattato nel 1951.
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Duterte ha anche respinto le preoccupazioni espresse dall’agenzia di rating Standard and Poors, sullo scarso rendimento dell’economia filippina, osservazioni che non sono andate giù al Presidente Duterte.
“Non m’interessano le osservazioni di Standard and Poors”, ha detto il presidente “Aprirò le Filippine a nuove alleanze per il commercio e la finanza” con ovvio riferimento all’area BRICS.
Duterte è salito al potere con l’immagine da duro e la promessa di lottare contro i trafficanti di droga, la sua determinazione gli è valsa il soprannome di “Vendicatore”.

Luciano Bonazzi

Fonti>
-http://reseauinternational.net/
-https://www.rt.com/

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