Continuano le ingerenze contro Di Maio e Salvini – VIDEO


Gli avvoltoi dell’antidemocrazia volteggiano sul tavolo tecnico Lega e M5S.

Domenica 13 maggio i due leader Di Maio e Salvini [VIDEO], hanno chiuso una serie di incontri politici, accordandosi sull’80% del programma. Lunedì, saliti al Colle hanno comunicato al presidente Mattarella che entro la fine della settimana, forniranno il nome del premier e chiuderanno l’accordo in base all’accoglimento dello stesso da parte dei rispettivi elettorati. Mentre le macchine organizzative dei due partiti lavorano sulle consultazioni interne, semplificata e al passo coi tempi quella dei 5 stelle, cioè tramite internet, più impegnativa quella leghista, che avverrà nei gazebo allestiti nelle piazze, come da tradizione. Per chi è nato nel primo dopoguerra, questa scelta è un patto inedito tra elettori e partiti: esempio di vera democrazia diretta!

Tutto l’establishment guarda spaventato a questi atti di democrazia, atterrito dal fatto che chi pratica queste decisioni, agisce nel pieno diritto costituzionale e non può fare nulla per contrastarlo.

Esiste anche una pletora di intellettuali, nani, ballerini e cantanti, che contesta qualunque atto o parola dei due movimenti, a prescindere da ogni logica. Ancora, a chi è nato nell’immediato dopoguerra, assistendo all’epoca allo scontro tra Comunismo, Fascismo e Atlantismo Anti-sovranista, non sfugge lo scontro odierno tra i vecchi poteri farraginosi e il nuovo che avanza.

Mentre si sprecano le etichette fascio/comuniste appiccicate a vanvera dai rosiconi che hanno perso democraticamente le elezioni, stiamo assistendo alla nascita di un programma Socialdemocratico. Non a caso, questo contratto di governo viene proposto da due giovani leader, che delle nostre vecchie contrapposizioni ideologiche sanno poco o nulla. Tra i mestatori, spiace dirlo, il presidente Mattarella che forzando Einaudi, rilascia dichiarazioni come fossimo una Repubblica Presidenziale invece che Parlamentare.

Inquietante anche la decisione presidenziale di blindare gli esteri, come avessimo a che fare con due forze incostituzionali. Singolare la dichiarazione del commissario europeo Dimitris Avramopoulos che ha rinfacciato all’Italia il denaro che Bruxelles assegna al nostro paese per via dell’emergenza migratoria. Ingerenza che segue il fuoco di fila scatenato a Firenze, durante l’ottava edizione di “The State of the Union” [VIDEO], durante il quale si è scatenata una ridda di grida d’allarme.

Considerato che l’Unione Europea è governata da funzionari non eletti, associati a poteri finanziari privati, situazione che andrebbe riformata, il pressing scatenato sul costituendo governo italiano rappresenta una inaccettabile interferenza irrispettosa dei nostri processi democratici. In ogni caso, se alle elezioni europee del 2019 il voto andrà secondo le statistiche, anche all’europarlamento si dovrà fare un serio lavoro di democratizzazione istituzionale, avvicinandolo ai cittadini europei. Sorvoliamo inoltre su certi pseudo intellettuali, che invocano poteri forti in grado d’intervenire sul voto popolare, quando questo vada contro logiche superiori, cioè l’idea settecentesca del dittatore illuminato.

Evitiamo di commentare un famoso collega che al programma televisivo Agorà ha dichiarato che la nostra Costituzione non contiene la frase “Il Potere Appartiene Al Popolo”. Se la Spagna ha impiegato un anno per darsi un governo peraltro di minoranza, la Germania ci ha messo sei mesi, passando a sua volta da un referendum tra gli iscritti, l’Italia può metterci tranquillamente due mesi e mezzo.

Per concludere, piacciano o meno Di Maio e Salvini, se chiudono il contatto, avremo un governo più equo, ma se non se ne farà nulla, da eventuali nuove elezioni, salvo massicci brogli, i due leader diverranno addirittura predominanti nel paese: E’ la democrazia bellezza!

Luciano Bonazzi

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