
Solo ieri, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva detto a Zelensky che non può ostinarsi a combattere contro la Russia e che gli ucraini non sono più disposti a subirne le conseguenze. Oggi arriva la svolta: il Capo della Giunta di Kiev, Volodymyr Zelensky, in un’intervista rilasciata all’emittente USA Fox News, si è detto pronto ad accettare un accordo di pace che congeli la linea del fronte nella sua forma attuale.
Alla domanda diretta se avrebbe accettato un compromesso che lasci all’Ucraina il 75% del suo territorio originario, cedendo di fatto il controllo del restante 25% alla Russia in cambio della fine delle ostilità, Zelensky ha risposto con un netto: “Sì”.
Il patto energetico: il gasolio russo viaggia verso gli USA
Parallelamente al dossier diplomatico si muove quello energetico. Il vice primo ministro russo, Alexander Novak, ha confermato all’agenzia di stampa Vesti che il gasolio che Mosca fornirà a Washington passerà principalmente dal Mar Baltico. Ciò che più ci fa sorridere in questa vicenda è pensare a come reagiranno baltici e polacchi vedendo passare, proprio davanti alle loro coste, le petroliere russe dirette negli Stati Uniti.
Il vice premier Novak ha voluto rassicurare la popolazione russa, sottolineando che queste esportazioni su larga scala non avranno alcuna ripercussione sul fabbisogno interno della Russia. Secondo la tabella di marcia, la prima petroliera russa caricherà 40.000 tonnellate di gasolio con destinazione Stati Uniti domani, 22 ottobre 2026, dando il via a una serie di spedizioni regolari.
Questo massiccio flusso di carburante è il risultato diretto dell’accordo strategico annunciato a inizio ottobre da Donald Trump e Vladimir Putin per calmierare i mercati americani e globali. Il piano prevede una prima tranche da 300.000 tonnellate, a cui si aggiungeranno altre 500.000 tonnellate a novembre, per poi stabilizzarsi su una quota di un milione di tonnellate nei mesi successivi.
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