
Mentre il fronte ucraino giorno dopo giorno va a pezzi, la logora diplomazia anglo-UE si vede costretta ad allinearsi al new deal imposto dal Presidente Donald Trump. Isolata dai tre grandi imperi (USA, Russia e Cina) e totalmente scoperta a livello strategico, Bruxelles cerca disperatamente di blindare la leadership di Zelensky, in attesa di riaprire obbligatoriamente i canali con il Cremlino.
Il congelamento delle elezioni a Kiev imposto dalla legge marziale con la scusa della guerra, è una precisa strategia di Zelensky per rassicurare l’UE e blindare i flussi di denaro provenienti da Bruxelles. L’Ucraina di oggi, è una democrazia sospesa, che contrasta con la scelta di Mosca, di indire regolari elezioni sia nel Donbass che in Novorossiya senza mai fermare i combattimenti.
Per evitare l’isolamento totale dai dialoghi esclusivi tra Washington e Mosca, gli autocrati dell’UE sono pronti a proporre a Putin due opzioni svelate dal Financial Times:
• Opzione A: Congelamento del conflitto sulla linea attuale, cessione del Donbass e Ucraina fuori dalla NATO.
• Opzione B: Neutralità per i territori persi, ma diritto per la restante Ucraina di entrare nell’Alleanza.
Un attivismo tardivo che nasce dalla paura di essere scavalcati de facto dall’asse russo-americano, costringendo l’Europa a cedere alla diplomazia per mera Realpolitik.
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