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Ieri, giovedì 24 settembre, nel susseguirsi degli attacchi con droni ucraini contro la Russia, che hanno colpito le città di Ulyanovsk e Perm, si è riunita l’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Tra le prime notizie trapelate vi sarebbe la volontà di Teheran di tornare all’accordo con Washington lanciato nel giugno scorso. Inoltre, stando alla notizia trapelata, che mentre scriviamo non è confermata, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, sarebbe disposto a rinunciare all’uranio iraniano.
Mentre le Nazioni Unite erano in pieno fermento, il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha incontrato il Segretario generale ONU António Guterres, per parlare del conflitto in Ucraina. Di grande importanza è stato l’incontro, tra il capo del Fondo russo per gli investimenti diretti (RDIF) Kirill Dmitriev e gli inviati presidenziali statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner. A riportarlo è il broadcast statunitense CNN, che cita alcune fonti: “Giovedì Dmitriev ha incontrato a New York gli inviati del presidente americano Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, per discutere della cooperazione tra Stati Uniti e Russia e di una soluzione pacifica al conflitto in Ucraina”.
Contemporaneamente al mini vertice russo-statunitense, alla Casa Bianca si teneva una cena ad alto livello tra il presidente cinese Xi Jinping e Donald Trump, per creare nuovi legami bilaterali: “Le relazioni tra Stati Uniti e Cina non sono mai state migliori” ha detto Trump. Ma al contempo, il New York Post riferiva che Trump vuole schierare altre navi da guerra con sistemi laser, nello Stretto di Hormuz.
Intanto la nostra Europa snobbata da tutti, per dimostrare a noi contribuenti UE che a qualcosa serve ancora, lancia stupide iniziative. Violando la Costituzione, l’Italia aveva segretamente dislocato i nostri Eurofigter e militari a far da mercenari per i sauditi, ora manda navi da guerra italiane a combattere contro gli Houti dello Yemen. Anche il frivolo presidente francese Emmanuel Macron non è da meno, tanto che l’Arméeha deciso di inviare in Arabia Saudita l’Armee, per proteggere la raffineria di Yanbu al-Bahra.
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