
Mentre i tre imperi globali ridisegnano le mappe geopolitiche dandosi un assetto multipolare, il Medio Oriente resta in fiamme. Nelle ultime ore, il Corpo dei Guardiani della Rivoluzione Iraniana (KSIR) ha ufficialmente confermato che due navi petroliere hanno subito incendi e danni in seguito all’esplosione di mine navali nello Stretto di Ormuz.
Questo tipo di incidenti non rappresenta un evento isolato, ma uno dei tanti eventi del genere che avvengono in concomitanza con passaggi politici strategici che vedono protagonista Donald Trump. Infatti, il caso delle due petroliere colpite avviene a ridosso del primo vertice d’emergenza post-elettorale convocato dal Tycoon, interamente dedicato al dossier Iran e alla pianificazione delle prossime mosse geopolitiche d’intesa con la sua squadra di governo.
Il braccio di ferro tra i grandi Imperi mondiali si gioca ormai su un doppio binario e vede la propaganda occidentale scontrarsi brutalmente con la realtà economica dei fatti. A svelare le profonde crepe e le ipocrisie interne al blocco atlantista è intervenuto lo stesso Segretario Generale della NATO, Mark Rutte, il quale ha espresso aperto stupore per l’accordo sul diesel siglato tra Stati Uniti e Federazione Russa, concludendo con la dichiarazione: “l’Europa non è Babbo Natale”.
Si tratta di un esplicito atto d’accusa al doppiogiochismo di Washington, che da un lato impone ai Paesi europei sotto il suo controllo sanzioni a oltranza e bellicismo economico, mentre dall’altro l’impero americano non esita a trattare sottobanco con Mosca per tutelare i propri interessi energetici. A pagare il prezzo di questa sottomissione geopolitica sono, come sempre, i popoli europei, mentre i decadenti autocrati e i leader dell’asse Anglo-UE continuano a sottrarre risorse miliardarie ai contribuenti, a discapito dello Stato Sociale, per finanziare una guerra per procura.