Mentre le diplomazie internazionali iniziano a tessere le prime, complesse trame per un futuro di Pace, la realtà in Europa e Medio Oriente continua a perseguire la sua agenda di guerra. Nelle ultime ore, Donald Trump
non ha escluso la possibilità di invitare al prossimo G20 il Capo della Giunta di Kiev, Volodymyr Zelensky. La
mossa strategica di Trump punta a scardinare l’attuale stallo internazionale, imponendo una condizione imprescindibile: la presenza simultanea della delegazione russa al summit.
Secondo il tycoon, la partecipazione di Mosca resta fondamentale e insostituibile per dare al mondo una stabilità duratura. A dare spessore politico a questa linea è anche il senatore statunitense Marco Rubio, che ha sottolineato la necessità di mantenere canali di contatto fluidi e costanti con Russia e Ucraina, perché la via diplomatica è l’unica alternativa al bellicismo Anglo-UE. La volontà che gli Stati Uniti vogliono imporre ai Paesi occidentali da loro controllati, è quella di aprire al dialogo con la Federazione Russa.

Anche il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, in un intervento ad Atlanta, ha confermato la volontà di Mosca di restare
un partner strategico e affidabile per l’approvvigionamento delle nazioni bisognose delle materie prime della Russia. Oggi,
chi ostacola il dialogo tra i tre Imperi USA, Russia e Cina, è il bellicismo dei “Volenterosi” Anglo-UE, che pur di proseguire la guerra contro la Russia hanno affamato i loro stessi cittadini. I decadenti Autocrati Europei, per continuare a colpire Mosca, hanno sottratto ai contribuenti europei i soldi destinati allo Stato Sociale.
La scorsa notte, i sistemi di difesa aerea russi sono stati messi a durissima prova da un attacco di proporzioni eccezionali. Il ministero della Difesa di Mosca ha ufficialmente riferito sull’abbattimento e neutralizzazione di oltre 235 droni ostili in diverse regioni della Russia. Nonostante i respingimenti, le incursioni hanno colpito un importante insediamento industriale a Nižnij Novgorod e la regione di Belgorod, con attacchi concentrati contro impianti e infrastrutture vitali che hanno causato danni significativi.
La massiccia offensiva aerea, ha avuto immediate ripercussioni sulla sicurezza civile e paralizzato i trasporti. A causa dei potenziali pericoli, le autorità russe
hanno disposto la sospensione temporanea dei voli di linea negli aeroporti di Samara, Ulyanovsk, Saratov, Penza e Kaluga. Anche l’hub moscovita di Domodedovo ha dovuto rimodulare i flussi del traffico aereo. Il quadro che ne emerge è netto: da un lato la diplomazia cerca di creare i confini di un futuro di pace al Vertice G20, dall’altro i “Volenterosi”
guerrafondai Anglo-UE cercano di ostacolarlo brutalmente, lanciando sciami di droni contro la Federazione Russa.
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