
Nel corso di un’intervista con il giornalista Michael Cohen, della radio newyorkese 77 WABC, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha aspramente criticato gli alleati degli Stati Uniti in Medio Oriente. Secondo Trump, questi Paesi hanno mantenuto una posizione di semi-neutralità nei confronti dell’Iran, subendone supinamente i contrattacchi: “…alcuni alleati degli Stati Uniti in Medio Oriente hanno adottato una posizione semi-neutrale nel conflitto con l’Iran, il che è stato un errore”.
Proseguendo il suo intervento ha aggiunto: “Quando iniziarono i bombardamenti statunitensi, l’Iran lanciò attacchi missilistici che colpirono l’Arabia Saudita, il Qatar, gli Emirati Arabi Uniti, il Kuwait, il Bahrein, che però non reagirono. Gli alleati arabi degli Stati Uniti credevano erroneamente di poter evitare di essere coinvolti nel conflitto tra Washington e Teheran, e ne hanno subito danni”.
Quello che Trump omette di dire, è il fatto che gli obbiettivi dei contrattacchi di Teheran, non erano i Paesi arabi della regione, ma esclusivamente le basi militari statunitensi. Oltretutto, sin dall’inizio, i vertici iraniani avevano ripetutamente affermato, che gli obiettivi degli attacchi iraniani erano esclusivamente militari sia statunitensi che israeliani presenti in Medio Oriente, anche se i danni collaterali contro strutture civili sono purtroppo inevitabili.
Infine, Trump ha dichiarato conclusa la missione della portaerei Abraham Lincoln dando ordine di allontanarsi dall’Iran, forse temendo che venisse affondata, un evento che avrebbe rappresentato un disonore per gli Stati Uniti. Due giorni fa, il 19 agosto 2026, Trump ha dichiarato di considerare difficile se non impossibile, un accordo con l’Iran e annunciato l’inizio di una “guerra economica e di isolamento” su vasta scala, contro il Paese, minacciando ritorsioni sui partner economici di Teheran.
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