#Syria: Aggiornamento dai fronti siriani del 27-12-2018 ore 01.00 by Stefano Orsi


Da Stefano Orsi riceviamo il seguente aggiornamento dai fronti siriani

Manbij

È iniziato ieri 26 dicembre il ritiro delle forze USA che, come indicato nell’ultimo aggiornamento, ancora stavano presidiando la città di Manbij, delle forze francesi non si hanno notizie, se non che dovrebbero, non si sa con quali forze e mezzi, proseguire nella loro azione di affiancamento e pattugliamento a protezione delle SDF per impedire incidenti ( si li chiamavano così) tra le SDF e le FSA controllate dalla Turchia.
Le forze siriane, non stanno a guardare, sono stati segnalati anche nella giornata di ieri, dopo quelli del giorno di Natale, nuovi convogli militari, composti da decine di mezzi, dirigersi sia sulle posizioni già acquisite di Al Arimah, sia in direzione della stessa Manbij, avvicinandosi alla sua periferia in vista della partenza definitiva di tutte le forze siriane.

Al contrario di ieri non si è trattato solamente di forze della 1° Divisione corazzata, ma anche di un nutrito convoglio della più addestrata ed esperta Guardia Repubblicana di Damasco, unità di sicura esperienza e capacità, in grado di fronteggiare qualunque situazione.

Oltre a camion e “tecniche” sono stati osservati anche carri armati.

Purtroppo anche le FSA turche starebbero proseguendo nei loro movimenti a nord della città, si vanno accumulando truppe nei pressi di Halwanji ed altri villaggi, si preannuncia una situazione di nuova tensione in caso di corsa al trofeo, che in questo caso sarebbe la città di Manbij.

Qui potete vedere movimenti di forze turche in posizionamento al confine tra Turchia e Siria.

Un recupero di controllo da parte siriana su questi territori è di per se garanzia sufficiente a tranquillizzare la Turchia da possibili attacchi da parte YPG contro la sicurezza del territorio turco, il disarmo delle milizie curde ed SDF sarebbe garantito ed il ritorno al sistema di governo legittimo, garanzia di tutela dei diritti costituzionali e dell’ordine pubblico: La situazione , comunque, al momento resta incerta e difficile.

Raid Israeliano

Le polemiche successive all’ennesimo attacco israeliano non si placano.

Al di là dell’attacco eseguito il giorno di Natale, che per Tel Aviv ha significato pari a zero, mentre per i Siriani è un giorno di festa, le comunità cristiane in Siria sono le più numerose e benvolute di tutto il medio oriente, e lo stesso Presidente Assad non manca mai di partecipare alle sue celebrazioni, la notizia che ha causato le maggiori preoccupazioni a livello internazionale, sono state divulgate da fonti libanesi e russe.

Poco fa ascoltavo il Telegiornale di RT in lingua inglese e grande risalto era dato al fatto che i sei caccia F16s utilizzati dalla IAF per eseguire questo attacco massiccio, avessero messo a rischio di collisione ben tre voli di linea civili durante le delicate operazioni di atterraggio presso l’aeroporto di Beirut.

Dopo quanto accaduto nel loro ultimo raid nei pressi di Latakia, causando la distruzione di un IL-20 russo proprio in diretta conseguenza delle manovre messe in atto durante l’attacco e il disimpegno, ora, ancora una volta si è sfiorata la tragedia, avendo manovrato nelle vicinanze di voli civili, il sospetto è che li abbiano usati anche come scudo, avrebbero potuto provocarne anche la distruzione durante la risposta delle difese aeree siriane.

La responsabilità di incidenti durante questi attacchi è infatti da ritenersi interamente ascrivibile a chi compie attacchi immotivati ed illegittimi come appunto ha fatto Israele, violando lo spazio aereo non solo siriano ma anche libanese. Fatti dunque gravissimi che non mancheranno di provocare una nuova risposta russa alla continua sconsideratezza mostrata dai comandi di Telaviv.

Mosca ha precisato che i 6 caccia F16 abbiano lanciato 16 ordigni di precisione GBU-39, ( https://it.wikipedia.org/wiki/GBU-39_Small_Diameter_Bomb ) a volo planato di 70 km di gittata, delle quali solo due hanno potuto raggiungere gli obbiettivi mentre gli altri ordigni sono stati distrutti dai sistemi Pantsir S1, i danni sono stati estremamente limitati.

Pesante la presa di posizione del Ministro degli esteri libanese Gebran Bassil che ha invitato a condannare le azioni criminali di Israele in flagrante violazione della risoluzione 1701 delle Nazioni Unite del 2006, che allego in calce.

Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra? Quamdiu etiam furor iste tuus nos eludet? Quem ad finem sese effrenata iactabit audacia?*

Per oggi è tutto.
Stefano Orsi

Vedi anche: www.studiperlapace.it

* [“Fino a quando dunque, Catilina, abuserai della nostra pazienza? Quanto a lungo ancora codesta tua follia si prenderà gioco di noi? Fino a che punto si spingerà [la tua] sfrenata audacia?” – Invettiva di Cicerone tratta dalla prima Catilinaria NDR]

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