Russia, Cina e alleati preparano la difesa contro l’aggressione USA-UE-NATO

Le esercitazioni militari congiunte “Vostok-2018svoltesi dall’11 al 17 settembre scorso in Siberia e in Estremo Oriente, coinvolsero 300.000 soldati, 36.000 veicoli corazzati, 1.000 aerei, 6.000 paracadutisti e 80 navi da guerra.

Lo scopo principale di quelle grandi manovre consisteva nel verificare la capacità militare Russo-Cinese, di difendersi da un’attacco nucleare da parte di Stati Uniti e sodali. Lo sforzo economico-militare di Vostok-2018 già in programma, è stato modificato dopo che le intelligences di Russia e Cina, avevano scoperto un piano d’attaccato nucleare progettato dagli occidentalisti.

Con quell’esercitazione, si volle dimostrare a Stati Uniti, Unione Europea e NATO, di quali risorse disponga l’Alleanza Euroasiatica, nella speranza di creare un deterrente, soprattutto verso quei paesi dell’Unione Europea, Italia compresa, che da due anni ammassano truppe sul confine occidentale della Russia.

Sul fronte Cinese, la minaccia proviene da Stati Uniti e paesi del blocco Southeast Asia Treaty Organization, sedicente organizzazione di difesa per il sud-est asiatico cui aderiscono formalmente Francia, Australia, Filippine, Nuova Zelanda, Pakistan, Regno Unito, Stati Uniti d’America e Thailandia. Tale blocco, con la scusa di dover fronteggiare la pressione comunista sull’Asia, in realtà attua provocazioni ed esercitazioni militari, atte a intralciare il transito commerciale della Via Della Seta Marittima, nel punto di passaggio presso gli arcipelaghi Spratly e Paracel.

Sottolineati in giallo i due punti dai quali, secondo gli USA, la flotta mercantile cinese non dovrebbe passare.

Altro obiettivo di Vostok-2018 è stato quello di valutare le capacità organizzative di mobilitazione a livello operativo e strategico, in caso di un attacco nucleare simultaneo da Ovest, Sud e Est dell’Eurasia.

Grazie alle rispettive intelligences, Russia e Cina erano a conoscenza, con mesi di anticipo, dell’uscita degli Stati Uniti dal trattato INF sui missili balistici nucleari a corto e medio raggio. Considerato che questo tipo di missili da crociera statunitensi sono destinati a colpire la Russia nella fase che precede l’offensiva aerea, l’uscita repentina degli USA dall’INF non poteva che preludere a un attacco.

Le direzioni strategiche di un attacco con missili nucleari a raggio medio-corto, procederebbero dal Mar Baltico a ovest e dal Mar Nero a sud, da postazioni già situate nelle basi USA-NATO in Europa occidentale e Romania. Dunque è per queste valutazioni che si potrebbe considerare come probabile, un’aggressione contro Russia e Cina nel medio-breve termine.

A differenza delle esercitazioni Vostok-2018, che erano in chiave strettamente difensiva, quelle USA-UE-NATO denominate TRIDENT JUNCTURE 2018 svoltesi nell’area baltica, erano caratterizzate da un alto livello offensivo. L’impostazione messa in atto da USA e NATO era di puro attacco, praticamente gli eserciti europei, compreso quello italiano, sono stati addestrati a un’aggressione militare contro la Russia.

Lo dimostrano in particolare le simulazioni di uno sbarco stile “Sbarco di Normandia” in condizioni climatiche simili a quelle di San Pietroburgo e Kaliningrad. Alle esercitazioni occidentaliste hanno preso parte 50.000 militari, 250 aerei e 65 navi, tra cui una portaerei, una portaelicotteri e tre mezzi da sbarco anfibio statunitensi.

Lettonia, 14 settembre 2018, il Presidente Mattarella visita il Contingente italiano, accolto dal Generale Graziano foto militarynewsfromitaly.com

Questa pericolosissima situazione, di fatto censurata dal mainstream, vede gli Euroinomani ripetere il mantra (FALSO!) che l’Unione Europea ci ha garantito settant’anni di pace, intanto, USA, UE e NATO rischiano di trasformare l’Europa occidentale in un campo di battaglia.

Luciano Bonazzi

Fonti: i link esterni che trovate nel testo

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