La guerra della Gran Bretagna al Cristianesimo: Parte I

Il Regno Unito nega l’asilo ai convertiti cristiani dall’Iran perché “il cristianesimo non è pacifico”. foto infowars.com

Dal Gatestone Institute, riceviamo e pubblichiamo il seguente articolo di Soeren Kern, Pezzo originale in lingua inglese, Britain’s War on Christianity: Part I, Traduzioni di Angelita La Spada, adattamenti a cura della Redazione.

  • “I predicatori di strada cristiani dovrebbero essere liberi di condividere il Vangelo, anche se ciò significa mettere in discussione la fede altrui.” – Christian Concern, in una petizione al ministro dell’Interno Sajid Javid.
  • Negli ultimi anni, nel Regno Unito, decine di cristiani – religiosi e laici – sono stati arrestati o licenziati a causa della loro fede. Molte delle vessazioni si basano su tre articoli di due leggi britanniche che sono vaghi e aperti a interpretazioni soggettive.
  • Durante un processo d’appello alla Crown Court di Bristol, l’avvocato Michael Phillips ha sottolineato l’importanza della libertà di espressione, anche nei casi in cui l’interlocutore non professa necessariamente le opinioni espresse. Un altro avvocato, Paul Diamond, ha affermato che non esiste alcun diritto a non essere esposti a idee contrarie. E ha aggiunto che se i passanti non desiderano ascoltare i sermoni, hanno la possibilità di andarsene.

L’arresto arbitrario di un predicatore cristiano a Londra ha attirato l’attenzione sull’uso continuo della normativa sull’incitamento all’odio per mettere a tacere i cristiani nella Gran Bretagna multiculturale – anche se i discorsi incendiari pronunciati dagli estremisti musulmani vengono regolarmente ignorati.

Il 23 febbraio, Oluwole Ilesanmi, un pastore evangelico nigeriano di 64 anni, noto come Predicatore Olu, è stato arrestato nella stazione della metropolitana di Southgate, a nord di Londra, in seguito a delle denunce concernenti il suo messaggio su Gesù considerato “islamofobico”. Un video dell’arresto, con più di due milioni di visualizzazioni, mostra due poliziotti che gli chiedono di smettere di predicare perché “nessuno vuole ascoltarlo”; gli sequestrano la Bibbia e poi lo arrestano per “disturbo della quieta pubblica”.

Il video è stato girato da Ambrosine Shitrit, co-fondatrice di Eye on Antisemitism, un’organizzazione con sede a Londra che monitora l’antisemitismo sui social media. Poco prima dell’arresto di Ilesanmi, la Shitrit lo aveva visto interagire con un altro uomo, che si è rivelato essere un musulmano. Pensando che quest’ultimo stesse per aggredire il Predicatore Olu, la donna ha iniziato a riprendere la scena con il suo telefono. Quando la polizia è intervenuta in risposta a una chiamata di emergenza, l’uomo musulmano ha abbandonato la scena.

Il video mostra Ilesanmi che chiede alla polizia: “Non toglietemi la Bibbia. Non toglietemi la Bibbia”. Un agente risponde: “Avrebbe dovuto pensarci prima di essere razzista”. Un famoso blogger, noto come Arcivescovo Cranmer ha twittato ciò che molte persone pensano: “Cara @metpoliceuk, mettendo da parte la spaventosa ignoranza di questi due poliziotti, avresti maneggiato una copia del Corano in questo modo?”

Ilesanmi ha dichiarato che dopo essere stato perquisito, la polizia lo ha portato in una zona isolata prima di “disarrestarlo”. In Gran Bretagna, il “disarresto” è un termine giuridico che significa che non è stato commesso alcun reato. In seguito, la polizia di Londra ha cambiato la sua versione di quanto accaduto e qualcuno l’ha accusata di inscenare un insabbiamento.

Quando il giornalista Marcus Jones di Premier Christian Radio ha chiesto alla Met Police – la forza di polizia di Londra – se Ilesanmi fosse stato condotto in una zona isolata, la polizia londinese ha espressamente negato. In uno scambio di e-mail, si legge che Ilesanmi è stato accompagnato “a circa 200 metri di distanza, disarrestato e mostrato a una vicina fermata dell’autobus”.

In seguito a ulteriori domande poste da Jones, la Met Police ha detto che il predicatore era stato “condotto a circa 3,5 miglia, a Hadley Wood, nella parte settentrionale di Londra, dove è stato lasciato alla fermata dell’autobus”. La polizia ha inoltre dichiarato che l’uomo era stato arrestato “per evitare [il corsivo è stato aggiunto] che potesse turbare la quiete pubblica”. E ancora: “Sì, gli agenti hanno constatato che aveva una carta bancomat”.

Jones ha inviato una e-mail contenente un ulteriore interrogativo: “Il signor Ilesanmi afferma di essere stato condotto a 5,2 miglia di distanza e lasciato ai margini del Wrotham Park, fuori dall’area londinese servita dai mezzi di trasporto. Ha inoltre ribadito che non aveva denaro con sé quando la polizia lo ha lasciato. Desidero solo essere certo della distanza: 3,5 miglia è la distanza esatta o approssimativa? Grazie”.

La Met Police ha così risposto: “L’uomo è stato condotto a circa 3,5 miglia, a Hadley Wood, nella parte settentrionale di Londra, dove è stato lasciato a una fermata dall’autobus. Come indicato qui di seguito, l’uomo è stato lasciato a una fermata dell’autobus con una carta bancomat”.

Christian Concern, il gruppo britannico che si occupa della libertà religiosa dei cristiani, ha scritto: “Oluwole non è stato portato a Hadley Wood. Ma a Wrotham Park, che si trova a una certa distanza da Hadley Wood ed è fuori dall’area londinese servita dai mezzi di trasporto. Era in possesso di una Oyster card [una carta ricaricabile con la quale si ha accesso ai trasporti pubblici di Londra] che non è stata accettata sul bus. È chiaro che non aveva addosso una carta bancomat quando la polizia lo ha perquisito. In ogni caso, la carta bancomat non è accettata sulla linea bus 84 della Metroline che ha poi preso. Inoltre, non ci sono sportelli bancomat ATM vicino al luogo in cui la polizia lo ha lasciato.

“Oluwole ha dovuto utilizzare il proprio smartphone per capire dove fosse e quale bus prendere per fare ritorno a High Barnet. Nel prenderne uno gli è stato detto che la sua carta Oyster non era accettata su quel mezzo pubblico. Ha spiegato che era stato lasciato lì dalla polizia e si chiedeva come sarebbe tornato a casa. L’autista lo ha invitato a lasciare il bus a meno che un passeggero non lo avesse aiutato, pagando in contanti il biglietto della corsa dell’importo di 2 sterline. Così è stato, e Oluwole ha ancora il biglietto che avalla la sua versione dei fatti”.

Christian Concern ha lanciato una petizione per chiedere al segretario di Stato per gli Affari interni Sajid Javid di fare di più per garantire che la polizia sia addestrata ad agire nel rispetto della legge: “Un video del predicatore di strada Oluwole Ilesanmi, che è stato arrestato all’esterno nella stazione della metropolitana di Southgate, è stato visto da milioni di persone in tutto il mondo. Non è la prima volta che un predicatore di strada cristiano viene ingiustamente arrestato nel Regno Unito.

“Un predicatore di strada cristiano dovrebbe essere libero di condividere il Vangelo, anche se ciò significa mettere in discussione la fede altrui.

“La legge tutela opportunamente la libertà di parola, anche se offende, sconcerta o disturba gli altri, ma troppo spesso gli agenti di polizia hanno mostrato di essere ignari di questa libertà o riluttanti a difenderla. Ne consegue un effetto negativo, visto che le persone sono sempre meno disposte a dire quello che pensano, per paura di essere arrestate”.

Il Ceo di Christian Concern, Andrea Williams ha aggiunto: “Nonostante le leggi che sostengono teoricamente la libertà di predicare in pubblico, in pratica, i poliziotti sono pronti a mettere a tacere i predicatori in seguito a ogni illazione (spesso falsa) di islamofobia o di omofobia. Questo non è soltanto ingiusto, ma uccide la libertà di espressione mediante l’autocensura. Vogliamo vedere gli agenti di polizia tutelare la libertà dei predicatori di strada usando solo i poteri loro conferiti, se davvero necessari”.

Negli ultimi anni, nel Regno Unito, decine di cristiani – religiosi e laici – sono stati arrestati o licenziati a causa della loro fede. Molte delle vessazioni si basano su tre articoli di due leggi britanniche che sono vaghi e aperti a interpretazioni soggettive:

  • Sezione 4A (Disturbo, allarme o molestia intenzionali) del Public Order Act del 1986: “Una persona è colpevole di un reato se, con l’intento di provocare una molestia, un allarme o un disagio, a) fa uso di parole o comportamenti minacciosi, offensivi o ingiuriosi o di comportamenti contrari all’ordine pubblico, oppure b) espone scritti, cartelli o altre visibili rappresentazioni che siano minacciosi, ingiuriosi o offensivi, qualora tali parole, comportamenti o rappresentazioni siano idonei a provocare disturbo, allarme o molestia nelle persone che possono assistervi”.
  • Sezione 5 (Disturbo, allarme o molestia) del Public Order Act del 1986: “Una persona è colpevole di un reato se, a) fa uso di parole o comportamenti minacciosi, offensivi o ingiuriosi o comportamenti molesti, o b) espone scritti, cartelli o altre visibili rappresentazioni che siano minacciosi, ingiuriosi o offensivi, udibili o visibili da una persona nei confronti della quale potrebbero così essere causati disturbo, allarme o molestia”.
  • Sezione 31 (Reati contro l’ordine pubblico con l’aggravante religiosa o razziale) del Crime and Disorder Act del 1998: “Una persona è colpevole di un reato cui alla presente sezione se commette – a) un reato ai sensi della sezione 4 del Public Order Act del 1986 (timore o provocazione di violenza); b) un reato ai sensi della sezione 4A di questo Act (Disturbo, allarme o molestia intenzionali); oppure c) un reato ai sensi della sezione 5 di questo Act (Disturbo, allarme o molestia), che è aggravato dalla discriminazione razziale o religiosa ai sensi di questa sezione”.

Molti di coloro che sono stati accusati di aver infranto la legge avevano sfidato le affermazioni dottrinali dell’Islam o avevano fatto proclami pubblici di etica sessuale cristiana. Una clausola sulla libertà di parola, introdotta da Lord Waddington come sezione 29JA nel Public Order Act del 1986, assicura che la critica pubblica dell’omosessualità o del matrimonio tra persone dello stesso sesso sia lecita. L’emendamento alla sezione 29J (Protezione della libertà di espressione [Orientamento sessuale]) afferma:

  1. “In questa Parte, per fugare qualsiasi dubbio, la discussione o le critiche mosse alla condotta o alle pratiche sessuali oppure l’invito rivolto alle persone di astenersi o di modificare tale condotta o pratiche non devono essere considerati di per sé minacciosi o intesi a fomentare odio”.
  2. “In questa Parte, per fugare qualsiasi dubbio, la discussione o le critiche mosse al matrimonio tra persone dello stesso sesso non devono essere considerate di per sé minacciose o intese a fomentare odio”.

Tuttavia, la polizia spesso usa metodi forti per rimuovere i predicatori cristiani dalle strade. I predicatori di strada musulmani, al contrario, sono spesso trattati con più indulgenza. Un video mostra la disparità dei criteri applicati dalla polizia britannica nei confronti dei predicatori di strada cristiani e musulmani.

In un episodio, un giudice musulmano ha condannato un predicatore cristiano per aver commesso un reato contro l’ordine pubblico, a causa della scelta di alcuni passi della Bibbia. Il giudice distrettuale Shamim Ahmed Qureshi, operante anche presso il Tribunale arbitrale musulmano che sovrintende le corti islamiche della sharia in Gran Bretagna, ha stabilito che Michael Overd, un ex paracadutista inglese che ora è un predicatore di strada cristiano, non avrebbe dovuto citare un versetto del capitolo 20 del Libro del Levitico, che invoca la pena di morte per gli israeliti che praticano la sodomia. Qureshi ha affermato che Overd avrebbe piuttosto dovuto citare il versetto 18:22 del Levitico, che descrive la pratica omosessuale come un “abominio”. Overd ha in seguito osservato: “Sono stupito che il giudice si arroghi il potere di decidere quali parti della Bibbia possano o meno essere predicate”.

Il parlamentare conservatore Sir John Hayes, di recente, ha avvertito che “l’epoca d’oro della libertà religiosa potrebbe finire”. E ha spiegato: “I credenti religiosi stanno ancora una volta affrontando una crescente pressione per limitare la loro fede alla ‘sfera privata’. Stiamo assistendo a una regolare, e sempre più impenitente, persecuzione dei cristiani che continuano a impegnarsi nell’insegnamento biblico, rifiutandosi di piegarsi alle ortodossie liberali e secolari”.

Qui di seguito la prima delle analisi suddivise in tre parti che prendono in esame la questione della persecuzione dei cristiani in Gran Bretagna. La prima parte documenta i tentativi di rimuovere i predicatori di strada dalla pubblica piazza. La seconda parte vaglia la persecuzione dei cristiani sul posto di lavoro. La terza parte documenta l’ostilità verso il Cristianesimo nella cultura britannica.

Il Gatestone Institute ha documentato oltre due dozzine di casi in cui i predicatori di strada, nel Regno Unito, sono stati arrestati, imprigionati o vessati arbitrariamente dalla polizia, dai pubblici ministeri e dal sistema giudiziario.

Luglio 2018. Londra. Alan Coote, un predicatore di strada cristiano 55enne, viene arrestato all’esterno della Cattedrale di St. Paul per “disturbo della quiete pubblica”, avendo letto ad alta voce la Bibbia. Coote aveva difeso quello che diceva essere un suo diritto legittimo a predicare all’esterno della cattedrale.

Martin Parsons del Barnabas Fund, un ente di beneficienza cristiano, ha dichiarato: “Questo episodio mostra la brutta china intrapresa dal Regno Unito che sta perdendo il suo retaggio di libertà religiosa. Tra i primi aspetti della libertà di culto consolidati in Inghilterra c’era la libertà di leggere la Bibbia in pubblico. La Cattedrale di St. Paul cerca di fermare qualcuno che legge pubblicamente il Discorso della Montagna”.

Il personale della cattedrale alla fine si è ricreduto, dando a Coote la possibilità di predicare in loco mezz’ora alla settimana.

Il Telegraph ha osservato che il trattamento riservato a Coote è stato molto diverso da quello riservato nel 2011 ai manifestanti anticapitalisti rimasti accampati all’esterno della cattedrale per più di tre mesi. All’epoca, il canonico cancelliere della cattedrale, Giles Fraser, dette ai manifestanti un caloroso benvenuto e affermò il loro diritto di protestare. E chiese alla polizia di lasciare i gradini dell’edificio religioso.

Marzo 2018. Barking, Londra. David Lynn, un pastore cristiano del Canada, viene  arrestato  all’esterno della stazione metropolitana di Barking dopo che una passante aveva detto alla polizia che l’uomo aveva espresso dei commenti omofobi. Lynn è stato poi rilasciato senza che a suo carico fosse stata formulata la minima accusa, dopo che la polizia aveva ammesso di aver sbagliato a trattenerlo.

Dicembre 2017. Camberley, Surrey. David Barker e Stephen Wan, due predicatori di strada musulmani, sono stati accusati di incitamento all’odio, dopo che alcuni contestatori li avevano segnalati alla polizia per commenti omofobi. Il 15 gennaio 2018, Barker e Wan vengono assolti da tutte le accuse poiché la polizia aveva stabilito che non avevano detto quelle cose di cui erano stati accusati.

Luglio 2017. Nottingham. Andrew Frost, un predicatore di strada cristiano, viene arrestato nel centro della città dopo aver presumibilmente discusso con due passanti in merito all’argomento omosessualità. I due uomini hanno affermato che Frost li aveva insultati e rivolto loro numerosi commenti volgari, da lui negati. Frost è stato incriminato ai sensi della Sezione 5 del Public Order Act del 1986. La Magistrates’ Court di Nottingham ha dichiarato Frost non colpevole e ha disposto il rimborso delle sue spese legali.

Giugno 2017. Lincoln, Lincolnshire. Daniel Courney, un missionario americano, viene arrestato nel quartiere di High Street, dopo che un passante musulmano aveva detto alla polizia che Courney aveva espresso commenti islamofobici. È stato incriminato ai sensi della Sezione 5 del Public Order Act del 1986. Il 14 settembre 2017, la Magistrates’ Court di Lincoln condanna Courney per l’uso di “linguaggio minaccioso e discriminatorio”.

Durante il processo d’appello alla Crown Court di Lincoln, i suoi avvocati sostengono che la legge gli conferisce la libertà di predicare il messaggio cristiano, una libertà che è stata riconosciuta da molti anni nei tribunali. Courney nega inoltre di aver espresso i commenti islamofobici a lui attribuiti. L’8 dicembre 2017, la Crown Court ribalta la sentenza della Magistrates’ Court.

Giugno 2017. Southwark, London. Ian Sleeper, un predicatore di strada cristiano, viene arrestato  all’esterno della Southwark Cathedral, dopo aver mostrato un cartello che diceva: “Amare i musulmani, odiare l’Islam, l’ora della verità”. Successivamente è stato rilasciato su cauzione poiché il Crown Prosecution Service non era riuscito a decidersi. Una volta in libertà provvisoria per sei mesi, la polizia ha deciso di non intraprendere alcuna azione contro di lui. Sleeper, che è proprietario di un ristorante a Ashford e dà lavoro ai musulmani, ha dichiarato quanto segue: “La società deve mettere nel dimenticatoio la correttezza politica e non avere paura di criticare l’Islam. Sono stati la correttezza politica e l’abuso dei miei diritti che mi hanno fatto finire per 13 ore in una cella della polizia.

“Io distinguo tra i musulmani e l’Islam come ideologia. Amo il mio vicino musulmano come la Bibbia comanda, e sono amico di tutto il mio personale musulmano. Detesto però l’ideologia della religione. Non dovremmo prendercela con i musulmani, ma con l’Islam. L’Islam rende i musulmani vittime, con una forte presa che li tiene prigionieri di una ideologia malvagia.

“La maggioranza delle persone con cui interagiamo in strada è d’accordo con noi. Tra loro ci sono musulmani ed ex musulmani. Molti musulmani temono di non poter parlare contro l’Islam e abiurare da esso, ma io ho avuto il privilegio di incontrare per strada ex musulmani che si sono uniti alla mia protesta”.

Marzo 2017. Bristol. Michael Overd e Michael Stockwell, due predicatori di strada musulmani, vengono condannati dalla Magistrates’ Court di Bristol per comportamento contrario all’ordine pubblico e per uso di “parole minacciose e offensive… che potrebbero destare allarme”. Nel luglio del 2016, Overd e Stockwell furono arrestati mentre predicavano al Broadmead Shopping Center di Bristol. In quel frangente, numerosi contestatori che sembravano essere sostenitori dell’Islam erano diventati chiassosi e aggressivi, qualcuno imprecando e lanciando insulti.

Ne seguì una discussione su diverse questioni, soprattutto sulle differenze tra l’Islam e il Cristianesimo. Quando Overd e Stockwell vennero arrestati, un poliziotto rimproverò uno dei due dicendo: “La gente era arrabbiata. Stavate contestando l’omofobia [sic]. Stavate contestando i musulmani”. L’agente li accusò di “comportamento antisociale”. Andrea Williams of the Christian Legal Center presentò ricorso: “La Bibbia e i suoi insegnamenti sono il fondamento della nostra società e hanno sancito molte delle libertà e delle tutele di cui godiamo ancora oggi. Pertanto, è straordinario che l’accusa, che parla a nome dello Stato, possa affermare che la Bibbia contiene parole offensive che, se dette in pubblico, costituiscono un reato penale”.

Durante il processo, il pubblico ministero Ian Jackson ha sostenuto che le argomentazioni bibliche sul ruolo unico e salvifico e sulla natura divina di Gesù Cristo fossero offensive. Di conseguenza, ha obiettato Jackson, citare i passi biblici in pubblico dovrebbe essere considerato un reato, ai sensi della Sezione 31 del Crime and Disorder Act del 1998.

Durante il processo d’appello alla Crown Court di Bristol, nel giugno del 2017, Michael Phillips, legale di Overd e Stockwell ha sottolineato l’importanza della libertà di espressione, anche nei casi in cui l’interlocutore non professa necessariamente le opinioni espresse. Un altro avvocato, Paul Diamond, ha affermato che non esiste alcun diritto a non essere esposti a idee contrarie. E ha aggiunto che se i passanti non desiderano ascoltare i sermoni, hanno la possibilità di andarsene. La Crown Court di Bristol gli ha dato ragione e ha assolto Overd e Stockwell da tutte le accuse.

Luglio 2016. Irvine, Scozia. Gordon Larmour, un predicatore evangelico, viene arrestato dopo aver risposto alle domande di un adolescente gay sulla visione cristiana in merito alla pratica omosessuale. Larmour, che spesso si reca a Irvine per distribuire volantini cristiani ai passanti, nel rispondere al ragazzo aveva fatto riferimento al Libro della Genesi, asserendo che Dio creò Adamo e Eva per generare figli. Le parole di Larmour hanno irritato il giovane, che ha chiamato la polizia dicendo che il predicatore aveva espresso delle osservazioni “omofobe”. Larmour è stato arrestato e accusato di comportarsi in “modo minaccioso e scorretto, aggravato da pregiudizi relativi all’orientamento sessuale” e di “aggressione”.

Nel gennaio del 2017, la Sheriff Court di Kilmarnock dichiara Larmour “non colpevole” dopo che lo sceriffo Alistair Watson aveva stabilito che le prove contro di lui non erano convincenti. Larmour ha affermato allo Scottish Mail on Sunday quanto segue: “La polizia non mi ha dato ascolto. Ha preso subito le parti del giovane omosessuale e mi ha letto i miei diritti. Penso che tentino disperatamente di mostrarsi come paladini delle minoranze, esagerando nell’altra direzione. Voglio poter dire alla gente la buona parola del Vangelo e pensare che dovrei essere libero di farlo. Non stavo esprimendo le mie idee – stavo citando la Bibbia.

“Penso che la polizia avrebbe dovuto gestire diversamente la situazione e ascoltare ciò che avevo da dire. Avrebbe dovuto calmare il ragazzo e non fare niente. In tribunale, l’amico del ragazzo ha detto la verità – che non l’avevo aggredito e non gli avevo rivolto epiteti omofobi. Ho semplicemente risposto alla sua domanda e gli ho parlato di Adamo ed Eva, del Paradiso e dell’Inferno. Predicare la Bibbia non è un reato”.

Dicembre 2015. Beverley, Yorkshire. Il 66enne Michael Jones, un predicatore di strada cristiano, viene arrestato per islamofobia. È stato accusato di aver gridato: “I musulmani sono terroristi, non dovrebbero essere accolti in questo paese”, “l’Islam non è una religione, l’Islam è terrorismo” e “l’Islam non predica la Bibbia, non è una religione, è terrorismo”. Una registrazione del suo sermone ha rivelato che non aveva pronunciato le parole di cui era stato accusato. Nel febbraio del 2016, il Crown Prosecution Service fa cadere tutte le accuse contro Jones.

Agosto 2015. Belfast. James McConnell, un 78enne pastore cristiano dell’Irlanda del Nord,  appare davanti alla Laganside Magistrates’ Court di Belfast dopo che i musulmani del luogo si erano lamentati del fatto che il predicatore avesse pronunciato un sermone in cui definiva l’Islam “pagano” e “satanico”. Secondo il Public Prosecution Service (PPS) dell’Irlanda del Nord, McConnell – il cui sermone è stato trasmesso in diretta streaming su internet – ha violato il Communications Act del 2003, “inviando o causando l’invio, tramite una rete pubblica di comunicazione elettronica, un messaggio o altro contenuto, che era gravemente offensivo”.

Nel gennaio del 2016, McConnel viene assolto, avendo il giudice Liam McNally della Magistrates’ Court di Belfast sentenziato che i suoi commenti non erano “gravemente offensivi”. McConnell ha dichiarato al Belfast Telegraph: “L’Islam è autorizzato a venire in questo paese. All’Islam è consentito di essere professato in questo paese, l’Islam ha la facoltà di predicare in questo paese e predica l’odio. E noi da tempo non siamo autorizzati a distribuire un volantino, non ci è concesso nell’Islam, non ci è consentito di predicare il Vangelo. Nel mondo islamico, siamo perseguitati se sosteniamo Gesù Cristo”.

Aprile 2015. Hereford. Andrew Geuter, un predicatore di strada cristiano, viene arrestato poiché accusato da un membro del pubblico di aver espresso commenti omofobi. È stato trattenuto per cinque ore e interrogato prima di essere rilasciato su cauzione. La polizia in seguito ha deciso di non prendere provvedimenti per insufficienza di prove.

Marzo 2015. Taunton, Somerset. Michael Overd, un predicatore di strada cristiano, viene  condannato per reati contro l’ordine pubblico per aver citato un versetto biblico che condanna l’omosessualità. È stato multato di 200 sterline. Il giudice distrettuale Shamim Ahmed Qureshi, musulmano, ha detto che Overd avrebbe potuto scegliere un altro versetto ritenuto meno offensivo. Alla fine del processo il predicatore ha dichiarato: Sono stupito che il giudice ritenga di poter decidere quali parti della Bibbia possano o meno essere predicate. Non ho citato il testo integrale del capitolo 20 del Libro del Levitico né ho fatto riferimento alla pena di morte, ma il giudice mi dice che dovrei usare altre parti della Bibbia. Questa non è libertà di espressione, ma censura. Il giudice censura la Bibbia.

Mi è stato ordinato di pagare un risarcimento per aver causato ‘sofferenze emotive’ a qualcuno che si è rivolto a me in modo aggressivo, chiedendo di discutere la questione. Non c’è stato alcun danno, pregiudizio o furto, si è trattato semplicemente di un disaccordo sulla teologia e per il quale sono stato multato”.

Il presidente della National Secular Society, Terry Sanderson, ha affermato che la sentenza sembra rendere illegale la citazione di certi passi biblici. “Sebbene tutti vogliano incoraggiare la civiltà pubblica, c’è in gioco un principio più elevato”, egli ha detto. “Finché non c’è alcun incitamento alla violenza, allora le persone dovrebbero poter parlare liberamente senza temere ripercussioni legali”.

L’11 dicembre 2015, Overd vince il ricorso contro la sua condanna per reati contro l’ordine pubblico perché aveva usato in pubblico il versetto biblico “sbagliato”. Il giudice circoscrizionale David Ticehurst, operante presso la Crown Court di Taunton, ha stabilito che il Crown Prosecution Service non è riuscito a fornire prove sufficienti per giustificare la condanna. Nelle parole di Overd: “Oggi la Corte si è trovata di fronte alla situazione farsesca di un testimone che ha detto al giudice che non riusciva nemmeno a ricordare quello che io avevo detto, limitandosi ad asserire che erano parole ‘omofobe’ – come se la semplice affermazione che qualcosa sia ‘omofobo’ fosse abbastanza per limitare la libertà di espressione.

“In questo paese, siamo ora nella ridicola situazione in cui la minima accusa di ‘fobia’, che si tratti di ‘omofobia’ o di ‘islamofobia’ è sufficiente per paralizzare l’azione razionale da parte della polizia e delle autorità. Il dogma altamente politicizzato delle ‘fobie’ ora si traduce troppo spesso in accuse inventate e in azioni legali. C’è un effetto dissuasivo.

“Le persone ragionevoli e rispettose della legge ora ritengono di non poter dire certe cose e che è pericoloso farlo. I regimi totalitari si sviluppano quando le persone comuni pensano che certe cose non possono essere dette. Piuttosto che apprezzare la libertà di espressione e tutelarla, la polizia e i pubblici ministeri rischiano di minarla, perché sono diventati paranoici nei confronti di chiunque possa sentirsi offeso”.

Febbraio 2014. Banbury. Il 73enne Bill Edwards, un predicatore di strada cristiano, viene  arrestato  all’esterno della Magistrates’ Court di Banbury dopo che alcune persone all’interno dell’edificio avevano trovato la sua predica “offensiva”. L’uomo è stato condotto in una vicina stazione di polizia, dove viene afferrato da sei agenti e immobilizzato a terra. Nel febbraio del 2014, la Magistrates’ Court di Oxford assolve Edwards da tutte le accuse. La richiesta di un’ordinanza restrittiva per impedire a Edwards di predicare all’esterno del palazzo di giustizia di Banbury viene respinta e il predicatore è rimborsato delle spese di viaggio.

Settembre 2013. Perth, Scotland. Josh Williamson, un predicatore di strada cristiano, viene  arrestato due volte in una settimana per disturbo della quiete pubblica. In un’intervista a The Scotsman, Williamson ha spiegato: “Il poliziotto mi ha detto di smettere di infrangere la legge. Gli ho chiesto quale legge avevo infranto e lui ha risposto dicendo che avevo turbato la quiete pubblica. Quando gli ho chiesto spiegazioni, ha indicato il mio registratore vocale Mp3 e ha detto che era troppo rumoroso. Ho fatto notare al poliziotto che non stavo usando l’amplificazione, ma solo la mia voce naturale.

Poi gli ho chiesto quale sarebbe stato il livello sonoro ragionevole. L’agente ha replicato dicendo che il problema non era il livello di rumore, quanto una denuncia che era stata fatta. Ho provato a ragionare con il poliziotto, spiegando che tale argomentazione era soggettiva perché chiunque può affermare che qualcosa è troppo rumoroso. Dopo qualche altro minuto sono stato fatto salire nella parte posteriore di un’auto della polizia”.

Settembre 2013. Basildon, Essex. Rob Hughes, un predicatore di strada 38enne, viene arrestato e incarcerato dopo essere stato accusato da una passante lesbica di incitare all’odio nei confronti degli omosessuali. La donna in questione aveva dapprima affrontato Hughes gridando che lei era “gay e orgogliosa”, per poi dirgli: “Scendi dal tuo piedistallo, sei un moralista ***. L’omofobia non è in questa città”. Hughes, che aveva registrato ogni parola pronunciata mentre predicava, ha spiegato di non aver detto nulla sulla questione dell’omosessualità e ha chiesto che la pretesa della donna di non essere giudicata fosse estesa anche a lui.

In seguito è stato rilasciato e informato che non sarebbero stati presi ulteriori provvedimenti per insufficienza di prove. Nel maggio del 2015, in seguito a un accordo extragiudiziale, Hughes  riceve 2.500 sterline e un contributo per il pagamento delle sue spese legali per arresto ingiusto, detenzione abusiva e violazione dei diritti umani.

Agosto 2013. Londra. Dominic Muir, un predicatore di strada cristiano, viene arrestato nella zona di Battersea Park. Un agente di polizia aveva chiesto a Muir se avesse ottenuto il permesso di predicare in quella zona. Avendo risposto di non averlo, gli è stato detto che sarebbe finito sotto processo. Il Comune ha argomentato che Muir aveva violato l’ordinanza poco utilizzata che vieta la predicazione per strada in certe zone del quartiere. Nel settembre del 2013, durante la prima udienza alla Magistrates’ Court di Richmond upon Thames, Muir si dichiara non colpevole. Il Comune successivamente fa cadere le accuse contro Muir.

Luglio 2013. Londra. Tony Miano, un evangelico americano, viene arrestato e incarcerato durante il campionato di Wimbledon, mentre predicava per strada contro l’immoralità sessuale. L’uomo faceva parte di Sports Fan Outreach International, un organismo missionario evangelico che opera in Inghilterra per condividere il Vangelo con i partecipanti al torneo di tennis di Wimbledon che si svolge annualmente. Circa una dozzina di uomini e donne predicavano per strada, distribuivano volantini e conversavano con i passanti. Miano, un ex poliziotto di Los Angeles, stava predicando contro l’immoralità sessuale, commentando un passo della lettera ai Tessalonicesi, quando una passante turbata dal suo messaggio ha cominciato a gridare contro di lui, per poi chiamare la polizia.

Al loro arrivo, gli agenti hanno informato Miano che aveva presumibilmente violato la Sezione 5 del Public Order Act, che vieta l’uso in pubblico di un linguaggio minaccioso o offensivo. Il predicatore è stato rilasciato senza accuse, dopo essere stato schedato, fotografato e sottoposto alla rilevazione delle impronte digitali.

Febbraio 2012. Inverness, Scotland. Kenneth Macdonald, un noto evangelico, viene prosciolto  dall’accusa di essersi comportato in modo abusivo, mentre predicava il Vangelo nel centro di Inverness. Nel gennaio del 2011, un negoziante aveva falsamente accusato Macdonald di molestare i passanti. Dopo oltre un anno di procedimenti giudiziari, Macdonald è stato assolto.

Settembre 2011. Manchester. John Craven, un predicatore di strada cristiano, viene arrestato e incarcerato per aver letto passi della Bibbia dopo che due adolescenti gay gli avevano chiesto cosa ne pensasse dell’omosessualità. Inoltre, Craven aveva aggiunto che “mentre Dio odia il peccato, ama i peccatori”. I ragazzi avevano poi iniziato a baciarsi davanti a lui e a compiere atti sessuali.

I due hanno poi segnalato Craven a un poliziotto a cavallo che lo ha posto in arresto per “reati contro l’ordine pubblico”. Dopo aver trascorso 19 ore in prigione, la polizia gli ha detto che non sarebbero state mosse ulteriori accuse contro di lui né sarebbero stati presi altri provvedimenti. Nel marzo del 2014, Craven riceve un indennizzo di 13 mila sterline dopo una battaglia legale durata tre anni contro la Greater Manchester Police, che secondo le stime è costata ai contribuenti 50 mila sterline.

Dicembre 2010. Birmingham. Anthony Rollins, un predicatore di strada cristiano che era stato arrestato per essersi pronunciato contro l’omosessualità, riceve un risarcimento di 4.250 sterline in seguito a un processo contro la West Midlands Police. Il tribunale della contea di Birmingham ha stabilito che l’agente di polizia Adrian Bill aveva aggredito e percosso Rollins quando lo aveva ammanettato senza motivo. La Corte ha inoltre stabilito che Rollins era stato arrestato ingiustamente, detenuto illegalmente e che erano stati violati i suoi diritti alla libertà religiosa e di espressione. Il tribunale ha disposto che la polizia sostenesse le spese processuali di Rollins.

Aprile 2010. Workington, Cumbria. Dale McAlpine, un predicatore di strada cristiano 42enne, viene incriminato per “disturbo, allarme o molestia” dopo che un poliziotto omosessuale lo aveva sentito enumerare una sfilza di “peccati” a cui si fa riferimento nella Bibbia, tra cui blasfemia, ubriachezza e relazioni omosessuali. McAlpine ha dichiarato di non aver menzionato l’omosessualità nel suo sermone, ma ha ammesso di aver detto a un passante che era contraria alla parola di Dio.

I poliziotti hanno affermato che il predicatore aveva espresso quell’osservazione con un tono di voce abbastanza alto da essere sentito da altri e lo hanno accusato di usare un linguaggio offensivo o oltraggioso, contrario al Public Order Act. McAlpine è stato condotto in una stazione di polizia e rinchiuso in una cella per sette ore. Successivamente, i pubblici ministeri hanno fatto cadere le accuse per mancanza di prove.

Marzo 2010. Glasgow. Shawn Holes, un predicatore di strada americano 47enne, viene multato di mille sterline per “aver pronunciato commenti omofobi” che erano “aggravati da pregiudizio religioso”. Holes, un newyorkese che stava facendo il giro della Gran Bretagna con dei colleghi, è stato arrestato dalla polizia, mentre rispondeva a domande poste dai passanti nel Glasgow City Center. Nelle parole di Holes: “C’erano omosessuali che ascoltavano – circa 6-8 – che si baciavano e si abbracciavano e chiedevano: ‘Cosa ne pensi di questo?’ Mi sembrava una messinscena da parte di attivisti gay. Quando mi hanno chiesto direttamente cosa ne pensassi dell’omosessualità, ho risposto che gli omosessuali rischiano l’ira di Dio, a meno che non accettino Cristo”.

Holes ha affermato che non aveva altra scelta che ammettere l’accusa davanti alla Sheriff Court di Glasgow perché voleva tornare a casa per vedere sua moglie e suo padre, ricoverato in un ospizio. Tuttavia, ha detto che si aspettava di essere multato solo di circa 100 sterline.

Agosto 2009. Manchester. Miguel Hayworth e suo padre, John Hayworth, due predicatori di strada, vengono accusati dalla polizia di incitamento all’odio razziale e religioso per aver letto passi della Bibbia e aver distribuito volantini in St. Ann’s Square. Nelle parole di Miguel Hayworth: “Alle 14, sono stato avvicinato in più di un’occasione da diversi poliziotti che mi hanno accusato falsamente, asserendo che avevo incitato all’odio esprimendo commenti omofobi e razzisti. Un agente in borghese, che era con altri due poliziotti in divisa ha detto: ‘È contrario alla legge predicare e distribuire volantini: predicare reca offesa e distribuire volantini è una vessazione e ciò potrebbe comportare l’arresto'”.

Hayworth ha affermato che intorno alle 14,30 un altro agente di polizia lo aveva avvertito che avrebbe potuto essere arrestato e che le sue azioni erano state filmate e registrate. Ha smesso di predicare. Non sono mancati i commenti sfavorevoli: un musulmano che predica l’Islam per strada non sarebbe stato trattato in questo modo dalla polizia

Soeren Kern è senior fellow al Gatestone Institute di New York.

 

 

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