Aggiornamento flash dai fronti siriani del 8-1-2019 by Stefano Orsi

 

 

 

 

 

 

Da Stefano Orsi riceviamo il seguente aggiornamento dai fronti siriani

Sacca di Idlib

Ennesima giornata da dimenticare per le FSA-NLF ( al secolo Freedom Syrian Army e National Liberation Front). Al termine dello scorso anno, negli ultimi giorni di dicembre, le forze turco-dirette FSA-NLF sono state incaricate di sgomberare le milizie di Al Qaeda, HTS, dalle zone cuscinetto a ridosso di Aleppo, da cui avevano lanciato contro la città ordigni a carica chimica, purtroppo per loro, i qaedisti erano di tutt’altro avviso.
Gli scontri che ne sono scaturiti, attaccarono per primi i gruppi filo turchi capeggiati dalla milizia Nourredine al Zinki che qui è egemone, hanno visto da subito avere la meglio al Qaeda, che nei primi giorni del 2019 ha iniziato a conquistare un villaggio dietro l’altro nel settore di Aleppo, fino alla caduta della roccaforte e comando di al Zinki che a quel punto ha ceduto di schianto ritirandosi verso Afrin. Le sacche rimaste sono cadute oggi, ormai erano senza speranza alcuna di resistere.

Nel sud le FSA NFL parevano più forti ma ora che i territori a nord della sacca sono stati pacificati con la sconfitta degli avversari, i qaedisti hanno spostato rinforzi a sud e attaccato le difese dei filoturchi.La serie di villaggi persi oggi dai miliziani pro Ankara ci raffigura la rassegnazione alla supremazia schiacciante di Al Qaeda nella sacca di Idlib, supremazia resa conclamata dallo spostamento a nord di decine di migliaia di miliziani per attaccare i territori occupati dai Curdi.

Chiaramente sapevano di favorire così Al Qaeda, ma la strategia è proprio questa, Erdogan non sa che farsene del settore di Idlib, ormai tanti miliziani sono per lui un peso, oltretutto i qaedisti rispondono ad altri padroni, per cui occorre eliminarli. Da questa premessa la scelta di spostare le truppe migliori a nord e cedere ad Al Qaeda la sacca.
Questo per la Turchia rappresenta un duplice vantaggio e vi spiego quali sono.

Il primo è quello di fornire una strategia di uscita dalla sacca alla Turchia, la quale vedendola persa per le sue milizie, può richiamare i soldati che ne presidiano i confini senza dare ad intendere di averla persa.

Il secondo è quello di poter dare così il via libera all’offensiva siriana senza che si corra il rischio di incidenti e scontri con le sue truppe o il confronto con milizie a loro fedeli. La Siria invece ottiene il benestare internazionale ad una operazione che verrà venduta come necessaria alle opinioni pubbliche internazionali, in quanto nessuno potrà dire che i terroristi di Al Qaeda siano meritevoli di una qualsivoglia forma di aiuto, nessuno piangerà per loro o dovrà spendere soldi per un ulteriore inutile attacco con missili.

Si, questa provvidenziale vittoria degli jihadisti offre ogni sorta di beneficio per la prossima e definitiva campagna militare siriana verso Idlib, L’eliminazione definitiva di decine di migliaia di assassini da questa sacca, i Turchi li chiuderanno a loro volta giustificando la loro azione come necessaria dato il loro attacco alle milizie turcomanne, e i poveretti saranno chiusi tra due fuochi e destinati al martirio che meritano.

Come si suol dire, per potersi liberare di un peso, a volte basta promuoverlo, e questo per i Turchi è stato proprio uno di quei casi, lasciando la sacca ai terroristi dalla nera bandiera ( anzi ora mi pare che sia verde) prendono due piccioni con una fava.
Con l’arrivo della celebre 9° divisione corazzata del 1° Corpo d’Armata, lo schieramento è davvero enorme, superiore in tutto ai qaedisti, sebbene questi siano molto ben armati ed addestrati.
L’aviazione russa e quella siriana hanno da poco ripreso i raid contro i depositi di munizioni, anche quelli delle formazioni sconfitte, impedendo che cadano nelle mani sbagliate. A giorni l’offensiva entrerà nel vivo, non appena termineranno le offensive qaediste contro le ultime sacche delle FSA in Idlib.
La caduta prossima di Idlib rappresenterà l’ultima grande sconfitta non solo per i terroristi e i loro grandi sponsor internazionali, ma anche per tutti coloro che si sono resi complici delle stragi e di questi anni di guerra sanguinosa, sostenendo la finta rivoluzione e finta guerra civile, e tacendo la matrice estremista dei terroristi che ne era invece caratteristica principale. Parlo dei media in malafede e di tutta quella pletora di giornalisti o personaggi che si sono prestati in questi anni ad una operazione che ha gettato enorme discredito su di loro e sulla loro professione.

Attendendo quindi che si dia il via a questa ultima Grande Battaglia per Idlib, attendiamo anche che le belle addormentate YPG capiscano che per loro il rientro sotto la bandiera siriana sia l’unica garanzia di salvezza, degli USA, forse potrebbero aver capito anche loro che non ci si possa fidare mai.

Stefano Orsi

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