#Syria Situazione operativa sui fronti siriani del 7-6-2018 – VIDEO


Da Stefano Orsi riceviamo l’aggiornamento dai fronti siriani del 7-6-2018, in condivisione con Sakeritalia.it.

Vorrei precisare che le Sitrep in questo periodo in cui, per fortuna, i combattimenti ed i fronti si sono estremamente ridotti, verteranno sempre su aggiornamenti che indicheranno i periodi di osservazione, in modo che i lettori possano sempre ricostruire e collocare nello spazio e nel tempo i vari fatti qui enunciati.

Qui sotto potete vedere la SITREP in video, che non tratta necessariamente i medesimi argomenti di quella scritta, vi invitiamo a iscriversi al canale youtube SakerItalia.

Inizieremo oggi esaminando quanto accaduto nelle ultime settimane, i fatti salienti accaduti in un periodo di transizione. La chiusura dell’ultima sacca interna alla zona densamente popolata della Siria ha di fatto, messo in quiete reale tutto il paese, salvo la presenza di una potenza del terrorismo ancora attiva nel settore.

Aggiornamento flash dai fronti siriani del 20-5-2018 n.1

Damasco

Tra poche ore potremo, si spera, annunciare la totale messa in sicurezza della capitale siriana, con la definitiva resa ISIS dalla sacca di Yarmouk, ultimo rifugio dei terroristi nel settore della città.
Il cessate il fuoco sta reggendo e la trattativa per la rimozione dei terroristi procede. Gli autobus pare siano già pronti per portarli via in sicurezza, non credo verrà annunciato il loro trasporto se non una volta effettuato, questo a causa dei bombardamenti effettuati in passato dai caccia bombardieri USA su convogli che vedevano la presenza di numerosissimi civili e bambini.
Appena avremo conferma vi comunicheremo gli sviluppi.

Aggiornamento flash dai fronti siriani del 20-5-2018 n.2

Campo di Yarmouk 21-5-2018

E’ confermato l’ingresso degli autobus e dei pullman presso il quartiere di Yarmouk. L’esercito siriano non ha rilasciato dichiarazioni ma evidentemente la trattativa per la resa e trasferimento dei miliziani ISIS ormai arresisi dovrebbe essere andata a buon fine. Probabilmente saranno trasferiti nel deserto ad est, dove li attende però incerto destino.

Che vadano comunque, laggiù sarà più semplice combatterli.

لحظة دخول الحافلات إلى شارع 30

Опубліковано ‎شبكة أخبار مخيم اليرموك وسوريا البديلة المؤيدة‎ 20 травня 2018 р.

Aggiornamento dai fronti siriani del 21-5-2018

Damasco

Come abbiamo annunciato ieri, i pullman per il trasferimento dei terroristi ISIS dal quartiere di Yarmouk sono arrivati presso le zone di esfiltrazione. Gli ultimi sporadici combattimenti con qualche irriducibile hanno avuto luogo stamane.
Alcuni di questi gruppi sono rimasti quindi isolati e tagliati fuori dal grosso delle truppe del Califfato che si è arreso. In queste ore esercito ed alleati palestinesi sono quindi chiamati ad un difficile lavoro di bonifica e pulizia dei gruppi residuali, decisi probabilmente a resistere fino all’ultimo.

La battaglia di Yarmouk non è stata una delle più lunghe. Ricordo la lunga campagna che portò alla liberazione di Darya, altro sobborgo damasceno, o lo stesso Goutha orientale, E’ stata però una battaglia cruenta e sanguinosa, costata molte vittime tra le fila dei soldati siriani, tra cui anche uno dei figli del compianto Issam Zahareddine, morto in combattimento. Certamente il valore simbolico di ritrovare, finalmente, dopo ben 7 anni di guerra, tutta la provincia di Damasco libera da ogni forma e controllo di terrorismo, è davvero elevatissimo.

I cittadini di questa città e di tutti i sobborghi potranno per la prima volta da anni, dormire senza il suono dei combattimenti, senza l’incubo di vedersi uccidere dai bomboloni bomba lanciati dagli hellcannon dei terroristi sulle zone abitate della città.
Molte altre truppe saranno disponibili ora. Probabilmente la Guardia Repubblicana verrà impiegata assieme alla 9 divisione e ai palestinesi, in una prossima campagna a sud, per liberare interamente la città di Daraa e diversi settori non inclusi nelle zone di deescalation e porre fine anche ad una sacca ISIS che gode dei favori del confine con il Golan occupato da Israele. Abbiamo già parlato della destinazione dei fuoriusciti, che si sono messi in viaggio verso quella sacca ISIS nel deserto di Deir Ezzour, dove presto troveranno il loro destino ad attenderli. Forse non sono del tutto consci che una grossa offensiva siriana porrà fine entro breve anche a questa ultima sacca, comunque avranno modo di avvedersene.

Provincia di Hasakah
Siria occupata dagli USA


Hasakah 21-5-2018

Ottime notizie ci giungono dalla provincia di Hasakah, come già diversi segnali ed attentati lasciavano presagire.
Si sta intensificando la lotta armata dei siriani contro l’occupazione USA della parte ad est del fiume Eufrate: oggi un commando ha teso una trappola ad una colonna di veicoli dell’esercito americano, un ordigno esplosivo è stato piazzato lungo il percorso, a loro evidentemente noto, dove sarebbe transitato il convoglio. Al loro passaggio l’ordigno è stato fatto brillare uccidendo sul colpo tre soldati statunitensi e ferendone gravemente altri.
Nei giorni scorsi sono stati segnalati pesanti manifestazioni degli abitanti della zona di Raqqa, contro l’occupazione, segno che l’insofferenza si stia ormai diffondendo a macchia d’olio. Presto, per USA e loro mercenari curdi e arabi, questo settore potrebbe divenire come l’Iraq del dopo Saddam, un inferno, e la situazione peggiorerebbe certamente se dovessero arrivare eserciti di altri paesi occupanti come ad esempio l’Arabia Saudita che era, a detta di molti, uno dei maggiori sponsor dell’ISIS.

خروج دفعة من الارهابيين قبل قليل عن طريق الزاهرة.أبو حيدرة.

Опубліковано ‎دمشق وريفها‎ 21 травня 2018 р.

Giorno 25-5-2018

In queste settimane abbiamo vissuto l’accelerazione che avevamo previsto in passato: la demolizione dell’ISIS, la chiusura sistematica di una sacca alla volta, hanno permesso una maggiore organizzazione degli attacchi, disponendo infatti della mobilità di innumerevoli reparti che prima erano di fatto immobilizzati nei fronti interni. E’ questo il caso della 9° divisione, utilizzata ora nell’assalto finale alla sacca di Yarmouk e adesso spostata già a Daraa nel sud del Paese.

Yarmouk quindi è stata definitivamente liberata dalla presenza di ogni gruppo resistente e i miliziani messi sui pullman coi loro familiari e spediti nel deserto di Deir Ezzour. Strana destinazione, comunque vedremo come si comporteranno.

Sicuramente ISIS cercherà di usarli per qualche assalto alla disperata, ed infatti leggo or ora che presso Al Mayadeen sia in corso un attacco.

Al Mayadeen

Le forze ISIS tentano nuovamente degli attacchi contro quelle siriane, questo è un duplice segnale. Il primo: non possono restare fermi ed attendere di esaurire ogni scorta di alimenti o munizioni. Secondo: che potrebbero invece ricevere degli aiuti. I sospetti si spostano sulla relativamente vicina base USA di occupazione in Siria sita presso Al Tanf, da cui potrebbero essere partiti dei mezzi carichi di rifornimenti per i miliziani del Califfato. Ricordo bene come sul potenziale percorso, pochi giorni fa, fosse caduto un elicottero russo Ka-52, con la morte dell’equipaggio. Il dubbio che non si sia trattato di un guasto in effetti è sempre stato presente.

A breve partirà l’offensiva siriana per ridurre ancora la sacca ISIS prima di chiuderla per sempre.

Idlib

Le forze turche si stanno posizionando con i loro posti di osservazione, per il mantenimento del cessate il fuoco secondo gli accordi di Astana.

Oggi una di queste colonne ha sconfinato dalla provincia di Idlib nei territori occupati, ma in provincia di Latakia, ciò non è previsto negli accordi di Astana e rappresenta pertanto una violazione. Accordi o no di cessate il fuoco, Al Qaeda nei giorni scorsi ha bombardato diverse postazioni siriane nel nord est, vicino Aleppo, e i siriani hanno immediatamente risposto.

Nel sud le forze russe e siriane stanno bombardando pesantemente i terroristi qaedisti presso le cittadine di Khan Shaykhun e Kafr Zhyta. I bombardamenti sono parecchio intensi e potrebbero anche preludere ad un potenziale attacco da parte russo siriana.

Homs

Al Qusayr 24-5-2018

Con la definitiva chiusura della sacca pensavamo di trovare la pace in questi luoghi, ma una minaccia terrorista è sempre incombente. Israele ha nuovamente attaccato questo settore, sorvolando sempre i cieli libanesi, sgombri da ogni forma di difesa aerea. Hanno lanciato il loro carico di missili sulla base semi abbandonata di al Qusayr, presso Al Dabaa, a sud ovest di Homs, sono stati colpiti alcuni edifici e uccisi non meno di una ventina di militari della Hezbollah libanese, che fanno base qui. Lontano da Israele eppure attaccati senza alcun diritto o motivazione valida dai sicari alati della potenza sionista. Anche in questa occasione le difese aeree siriane hanno lanciato il loro fuoco di interdizione contro i missili, abbattendone sei, diversi altri però sono arrivati al bersaglio.

Israele pochi giorni prima aveva dichiarato di aver utilizzato in battaglia, su Gaza, i caccia stealth di 5° generazione F35.

Daraa

Le forze siriane che hanno combattuto sul fronte di Yarmouk, come la 9° divisione, sono state spostate sul fronte di Daraa. Ieri sono arrivate anche diverse squadre delle famose e eroiche Unità Tigre, significa che un attacco è cosa quasi certa.

Forze aerospaziali russe

Proseguono con costante efficacia le missioni antiterrorismo russe, a tal riguardo il ministro della difesa russo, Shoigu ha dichiarato che durante la campagna in Siria le forze aerospaziali russe hanno raccolto tutta una serie di dati e sperimentazioni che hanno permesso l’immediata implementazione dei veicoli, ammodernandoli e rendendoli in tal modo maggiormente efficienti in battaglia, ivi compresi gli SU57, usati in battaglia prima dell’F35 sebbene arrivato alla progettazione e produzione ben dopo l’F35 americano.

Vorrei prendere a prestito questo spazio per ricordare l’assassinio del nostro connazionale in Ucraina, il fotoreporter Andrea Rocchelli, qui il post con immagini che ho postato sui media:

Ho registrato con Leni Remedios una puntata di approfondimento sulle vicende legate alla scomparsa degli Skripal, di Assange e di Mohammed Bin Salman, ve la propongo e vi prego di commentare e fare domande se ne aveste piacere.

Giorno 28-5-2018

Deir Ezzour

In questi giorni si sono intensificati gli scontri tra le forze siriane e le milizie ISIS.

La sacca di Al Suknah fornisce sempre nuovi sospetti di rifornimenti attraverso misteriose fonti di approvvigionamento.

Sono state attaccate nuovamente sia Al Mayadeen che il settore ovest, dove l’esercito sta intensificando presenza e controlli attivi sul territorio. Sia ben chiaro, stiamo parlando di operazioni condotte da decine di miliziani con una ventina di mezzi, diversi dei quali restano distrutti sui campi di battaglia. E’ una partita ad esaurimento quella ISIS in questo settore. La cosa non tarderà ad emergere, salvo che non avvenga qualcosa. Ricordo infatti come le forze speciali e l’esercito iracheno stiano imponendo ai miliziani al soldo USA ed agli americani stessi di ingaggiare l’altra sacca ad est del fiume, quella dove si sono rifugiati tutti i combattenti che prima erano in Iraq. Molti di questi risultano arruolati poi nelle SDF, tramite i campi di addestramento appositamente attrezzati nelle vicinanze della sacca stesa, ma un buon numero di essi potrebbe essere attiva e “consigliata” di attraversare nuovamente il fiume.

1 giugno 2018

Cosa è accaduto in generale nel paese e in tutto il settore.

Daraa e al Quneitra 1-6-2018

Direi che al momento si possa tralasciare di affrontare i fronti, i attesa che parta l’offensiva a sud.

Di particolare possiamo guardare alle recenti visite dei ministri della difesa israeliano in Russia, complementari ai colloqui tra i Presidenti Putin e Netanhiau, di una delegazione siriana in Turchia, di probabili contatti indiretti tra la diplomazia Iraniana e quella israeliana per tramite della Russia.

Prossimamente ci sarà anche una trilaterale in Giordania per discutere del riassetto del sud della Siria, in vista del pieno recupero della sovranità siriana.

Posso senza dubbio affermare che la Russia si sia fatta promotrice di una pacificazione delle tensioni tra Israele e la Siria a causa della presenza iraniana nel sud del Paese (la Siria) e che questo alla lunga, avrebbe potuto scatenare nuovi conflitti.

Abbiamo già esaminato come la presenza iraniana potesse divenire anche un problema per la Siria, sappiamo bene come Assad ami tenere ottimi rapporti con gli alleati, purché restino tali e non divengano un ospite invadente.

La Siria apprezza e ricorda certamente l’aiuto ricevuto, ma non cede sovranità a potenze straniere.

Il dispositivo militare a sud è imponente, sicuramente il più completo mai visto da anni:

4° Divisione corazzata
tre brigate, la 39°, 40°, 42°( Forze Ghiat)
5° Divisione corazzata
la 15° brigata
9° Divisione
Truppe d’assalto
15° Divisione forze speciali
Unità Tigre
Guardia Repubblicana
105° e 106° brigate
Formazioni non SAA
milizie palestinesi brigate Liwaa Al Quds, che provengono d Aleppo
milizie palestinesi Esercito di liberazione della Palestina
Milizie della riserva Forze di Difesa Nazionale NDF
Guardia Nazionalista Araba, paramilitari panarabi.
Milizie del Partito Socialista Nazionale Siriano SSNP
Milizie dei battaglioni del Partito Ma’ath

Come vedete si tratta di uno schieramento destinato a coprire un fronte che va da Quneitra, passa per Daraa ed arriva a Suweida.

Gli USA hanno minacciato la Siria in caso di attacco contro i terroristi a sud, nonostante vi sia la contemporanea presenza di HTS (al Qaeda) e una sacca ISIS. Poco male, pare che finora tali minacce siano cadute come lettera morta. Questa mattina, infatti le truppe della 5 Divisione hanno ingaggiato i primi combattimenti. Saggiano la risposta, con i terroristi e miliziani ribelli ad est di Daraa, settore che sarà di loro competenza con milizie alleate al seguito.

Il tutto comunque si inserisce in un quadro che prevede l’allontanamento effettivo delle milizie Hezbollah ed iraniane da tutto il centro sud della Siria, relegando la presenza iraniana al solo controllo e vigilanza con la provincia di Idlib. Per la prossima settimana quindi ci attendiamo questa nuova offensiva, a meno che i ribelli non decidano per la resa o la riconciliazione.

Ad est del fiume non si placa il malcontento della popolazione, che esplode un po’ ovunque in disordini o addirittura scontri a fuoco. Sono diversi gli episodi che hanno richiesto l’immediato intervento di rinforzi curdi per sedare gli scontri. Curdi che hanno in più di un’occasione aperto il fuoco sui cittadini che protestavano per le condizioni di vita, le coscrizioni imposte con la forza e la richiesta di tornare sotto la bandiera siriana. Sono stati segnalati diversi caduti delle truppe di occupazione sia curde che SDF arabe, tutte forze mercenarie al soldo USA.

Giorno 7-6-2018

Parliamo innanzitutto dei problemi crescenti incontrati dalle forze USA e affiliate , nel controllo sui territori siriani da essi occupati. L’annuncio dell’accordo USA-Turchia sul ritiro delle forze curde dal settore di Manbij, dopo che queste lasciarono sul campo centinaia di morti per strapparli all’ISIS, testimonia ancora una volta come i servi sciocchi degli USA siano usato con disprezzo dai loro padroni, che avendo corrotto i loro vertici, ne dispongono a piacimento. Nel contempo, i turchi non sono stati ben accolti, e hanno dovuto ritirarsi senza entrare subito in Manbij a causa dell’ostilità delle milizie SDF arabe, anch’esse al soldo USA, ma insofferenti al controllo turco.

Anche nel settore di Qamisly una colonna di mezzi USA è stata respinta dalla popolazione e fatta ritirare senza che potesse entrare in città. I casi segnalati di rivolte sono di giorno in giorno più numerosi, presto si potrebbe arrivare ad un conflitto aperto e conclamato.

Il giorno successivo all’annuncio dell’accordo USA-TURCHIA ecco che il principale partito curdo siriano, fiutando forse il malcontento anche tra i suoi, si fa avanti a ricerca un confronto col governo siriano per saggiare una qualche apertura e spiraglio di discussione per trarsi fuori dal cul-de-sac in cui con le loro mani sono andati a infilarsi. Credo sia una impresa difficile e che verrà osteggiata in ogni modo e maniera dagli USA, ma appare già come ulteriore elemento di rottura nel piano imperialista a stelle e strisce.

Summit di Dayr Hafir 4-6-2018

Dayr Hafir, summit di 70 tribù

Il fattore che più di tutti rischia di far precipitare i piani USA al momento è il buon esito del summit dei capi di più di 70 tribù del nord e dell’est della Siria, tenutosi ad est di Aleppo, presso Dayr Hafir. Tribù che hanno concordato nell’iniziare una lotta contro l’occupazione americana e dei loro galoppini. Data la vastità della rappresentanza di cittadini siriani che fa capo a queste 70 tribù, decine di migliaia di siriani, la cosa non può certamente essere presa sottogamba da parte delle forze di occupazione che da un giorno all’altro rischiano seriamente di trovarsi coinvolte in una nuova guerra come in Iraq del post Saddam.

Daraa

L’esercito siriano ha offerto fino al giorno 14 di questo mese, la resa o la riconciliazione per i ribelli, gli jihadisti o i terroristi nel settore a sud della Siria. Il che significa che alla fine del Ramadan dovranno scegliere tra la resa o la sconfitta militare.

Già altre volte hanno rifiutato la resa o la riconciliazione, per cui le possibilità che ora accolgano favorevolmente questa proposta sono scarse, probabile si vada allo scontro. Lodevole comunque il tentativo di cercare una via alternativa allo scontro da parte siriana. In questi giorni, comunque, sono proseguiti i confronti locali, in diverse occasioni, infatti, l’esercito siriano ha bersagliato alcune postazioni delle forze jihadiste.

Sacca di Al Sukhna

Sacca di al Sukhna 4-6-2018

L’esercito siriano invia il gruppo Saraya al Areen (inquadrato nelle NDF) a rinforzo dei settori colpiti dalle continue sortite dell’ISIS. Questo invio fa parte dell’operazione di progressivo rinforzo di questo fronte, teso ad isolarlo dall’esterno, infliggendo sempre maggiori danni alla formazione dell’ISIS che, proseguendo di questo passo, presto non avrà neppure più mezzi sufficienti a portare un minimo assalto.

Idlib

Sono proseguiti i bombardamenti sia russi che siriani contro le formazioni jiahadiste nei settori chiave di Jisr al Shougur e a nord di Hama. Sono segnalati gruppi di sabotatori ed incursori siriani dietro le linee dei terroristi. Questi gruppi non solo hanno segnalato ed individuato bersagli per i caccia bombardieri ma hanno anche compiuto imboscate contro colonne di jihadisti in spostamento interno, in seguito sono rientrati senza perdite alle basi.

Parlando di Hama dobbiamo segnalare la riapertura al traffico civile dell’importante arteria autostradale tra Hama ed Homs.

Per oggi è tutto, buon fine settimana a tutti voi

Stefano Orsi

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