#Syria Situazione operativa sui fronti siriani del 31-8-2018


Da Stefano Orsi riceviamo il seguente aggiornamento dai fronti siriani, in condivisione con Sakeritalia.it.

Ci troviamo oggi, forse, all’alba di una nuova Grande Battaglia di questa lunga e sanguinosa guerra. Forse sarà l’ultima di una serie di tappe che hanno portato alla sconfitta parziale delle potenze che hanno aggredito la Siria per tramite di milizie organizzate che gettarono il Paese nel caos dopo le prime manifestazioni strumentali al piano di destabilizzazione ed al “regime change” preordinato.

Esercitazioni russe dal 1-9-2018 al 8-9-2018

Domani, con l’inizio della grande esercitazione congiunta della Marina militare russa e delle forze aerospaziali russe che vedranno coinvolte 26 unità navali e 34 velivoli aerei di vario tipo, compresi cacciasommergibili e bombardieri strategici. Dal 1° settembre fino al giorno 8 c.m., i cieli ed i mari attorno alla Siria saranno interdetti ai mezzi nemici, ovvero quelli delle forze occidentali, nel caso intendessero approfittare di nuovi tentativi di attribuzione alla Siria di un finto attacco chimico. Ricordo infatti che l’ultimo inscenato a Douma si concluse con l’OPCW (agenzia ONU preposta al controllo delle armi chimiche) concludere con l’ammissione che non fosse stato usata alcuna arma chimica smentendo quindi i presidenti Trump, Macron e May che affermavano il contrario evidentemente senza prova alcuna. Sulla fiducia nelle loro parole, la stampa accreditò alla Siria la paternità di un attacco che non ebbe mai luogo al contrario dei missili occidentali che colpirono installazioni per lo più civili, quelli non abbattuti, uccidendo anche alcune guardie e soldati. Pochi per fortuna.

Nel video qui linkato, la conferenza stampa di Maria Zakharova portavoce del Ministero degli Esteri russo.

Vediamo ora la situazione sui vari fronti.

Deserto orientale di Suweida

Suweida deserto della Montagna Nera 31-8-2018

Situazione al 24-7-2018

Qui, nel cosiddetto deserto nero, i miliziani del Califfo oppongono una strenua resistenza contro l’esercito siriano. Da due giorni infatti l’SAA procede con delle offensive, una al giorno. Sono state per ora respinte, come mai? Bene, occorre precisare che lo scopo ultimo di queste offensive non sia quello di sfondare le difese, perdendo ovviamente soldati, no, lo scopo è differente, e cioè di costringere il nemico ad utilizzare tutti i mezzi che ha a disposizione per la difesa del perimetro, costringendolo dunque ad esaurirli.

Le operazioni siriane sono state condotte dalla 1° Divisione sul versante settentrionale del monte Al Safa.

Oggi, al termine della terza offensiva, i miliziani hanno chiesto di trattare la resa. Chiederebbero, in cambio dei prigionieri civili che nessuno ha più visto e si dubita siano vivi, il trasferimento presso il deserto di Deir Ezzour, il che è una richiesta singolare. Non credo abbiano molte speranze in più laggiù, ma magari a loro basta sperare di vivere qualche mese magari.

Io al posto dei siriani accetterei, sono pochi e senza mezzi e armi pesanti al seguito, finirebbero per pesare solo sulla sacca ISIS di Al Suknah e poco potrebbero rendersi utili se non per consumare acqua e viveri sempre più scarsi.

Sacche in cui è presente ISIS 24-8-2018

Proprio nei giorni scorsi, ho visto dei bollettini parlare della presenza ISIS nuovamente tra la base americana di Al Tanf e la sacca di Al Suknah. La scorsa settimana erano spuntate tracce nei pressi di Qaryatain, ora di nuovo qui e viene proprio da domandarsi quanto gli USA stiano ancora sostenendo queste milizie se rispuntano sempre e solo attorno alla loro base in Siria e se siano sempre i miliziani di cui parliamo nel video che allego, video SITREP n. 40.

Situazione al 31-8-2018

ISIS è ancora asserragliata sulla “montagna nera” di Al Saafa, per ora resiste agli attacchi che non avvengono in massa ma solo per stanare i gruppi di miliziani ed eliminarli man mano, senza fretta. Ci sono state nei giorni scorsi, alcune controffensive ISIS, attese e necessarie per esaurire con maggiore velocità le loro risorse, attaccando sono infatti costretti ad usare un numero di scorte di munizioni molto maggiore che in difesa.

Comunque le ultime offensive hanno permesso nel corso di una notte il passaggio di alcune decine di miliziani che si sono assestati a fianco della Montagna nera, e ora vi sono due piccole sacche. La pulizia della nuova è certamente più semplice che non quella della montagna, come potete vedere nel filmato il terreno è letteralmente inagibile per i mezzi e si può procedere solo a piedi.

Sono ancora impiegate qui alcune brigate delle Divisioni 1°, 3° e 10°, più diverse milizie e NDF.

Grande Battaglia per Idlib

Situazione del 24-8-2018

Fronti della Grande Battaglia di Idlib al 31-8-2018

Proseguono gli arrivi di brigate di rinforzo per il dispositivo che verrà impiegato nella futura offensiva. Al momento confermiamo la disposizione presentata anche nella mappa del video, aggiungiamo che altri reparti delle Unità Tigre, reparti corazzati, con a disposizione diversi T90 e molta artiglieria pesante, si starebbero disponendo nel settore di Abu ad Duhur, dove sono presenti anche le forze speciali russe, basate presso l’aeroporto militare. In questi giorni si sono susseguiti i bombardamenti a forte intensità da parte delle forze aerospaziali russe sulle postazioni difensive HTS (Hayat Tahrir al Sham – Al Qaeda in Syria) in preparazione dei prossimi attacchi, e credo proseguiranno ancora così finché non saranno ammorbidite le forze dei terroristi.

Data l’importanza delle truppe a disposizione di questi gruppi armati, parliamo di decine di migliaia di miliziani, spesso molto ben addestrati, con a disposizione abbondante artiglieria campale, e mezzi corazzati, occorre tenere sempre presente che i bombardamenti saranno quanto di più accurato si potrà avere per garantire il successo dei primi assalti in forze che avverranno tra non molto.

Altre brigate della 4° Divisione, ho avuto notizia che si stiano invece posizionando presso la parte nord della provincia di Latakia da dove partono gli attacchi con i droni diretti verso la base aerea russa, e sempre bloccati dalla sempre più efficiente contraerea russa. Poi ci sono altre divisioni tra cui la 9° assieme alle Unità Tigre posizionate lungo la pianura di Gaab che verrà probabilmente attaccata da sud a nord.

Situazione del 31-8-2018

Probabilmente, sabato 1-9-2018 potrebbe avere inizio la fase preparatoria delle operazioni di terra. In queste ore si vanno intensificando i bombardamenti aerei sulle postazioni difensive di prima e seconda linea dei terroristi di Al Qaeda e delle milizie jihadiste legate alla Turchia, che non sono meno sanguinarie di quelle qaediste. Sul fronte che porterà a Jisr al Shougur, ci sono stati bombardamenti da parte delle batterie di artiglieria siriana presso la prima linea di Jabal al Akrad, lungo la piana di Al Ghaab invece, le forze jihadiste stanno prendendo misure difensive estreme, facendo saltare alcuni ponti, due in particolare presso Al Shaaria e Beir Ras, misure che indicano quanto sia imminente l’attacco siriano.

A sud lungo il fronte di Hama, nei pressi di Al Lathaminah sono state bersagliate dai cannoni le linee di prima difesa della fazione miliziana Jaysh al Yzza, poi l’azione dell’esercito si è estesa e sono stati colpiti pesantemente un settore difeso dalle milizie Al-Taman’ah e Sukayk. I bombardamenti aerei in questo settore si sono concentrati sui comandi e depositi presso le cittadine di Kafr Zyta e Al Zakah. I corridoi umanitari per far defluire la popolazione civile, presidiati da militari russi, e tenuti aperti presso Morek e Abu ad Duhur, sono stati chiusi alle prime ore di giovedì.

A margine degli attacchi preparatori occorre aggiungere come tramite i droni si stiano monitorando i movimenti dei miliziani di HTS, Hayat Tahrir al Sham (Al Qaeda), i quali starebbero spostando contenitori identificati come contenenti cloro, sostanza tossica e mortale in elevate concentrazioni. Similmente a quanto accaduto a Douma e probabilmente prima a Khan Shaykun, potrebbero inscenare un finto attacco chimico, uccidendo anche diversi civili ( le notizie di rapimenti di persone e bambini si è sparsa la scorsa settimana) ed avere luogo nelle prime 48 ore dall’inizio dell’attacco vero e proprio. Per scongiurare questo pericolo si sono attivati i contatti tra le forze russe e quelle turche che monitorano il versante dei terroristi. Le esercitazioni russe dovrebbero garantire copertura ai siriani se dovesse aver luogo questa ennesima simulazione (vera per le vittime ma falsa nell’indicazione del colpevole) ai danni della Siria e atta a giustificare l’ennesimo atto di aggressione dell’occidente contro Damasco.

Le autorità russe hanno presentato all’OPCW il materiale comprovante la preparazione da parte jihadista di questo attacco di cui vorrebbero incolpare la parte siriana e in cui sarebbero sicuramente implicati i famigerati White Helmets.

Territori siriani occupati ad est del fiume Eufrate

Siria occupata oltre l’Eufrate 31-8-2018

Situazione al 24-8-2018

Infine parliamo di ciò che ci è dato sapere della Siria occupata dai mercenari e dalle truppe USA e francesi. Qui ci è giunta voce che con l’avvicinarsi delle elezioni amministrative, presso Hasakah, più di 50 candidati dichiaratamente fedeli alla Siria, sono stati arrestati dalle milizie di occupazione SDF fedeli agli americani. Questi fatti ci danno la misura del perché in questa parte si Siria sia sempre più attiva e presente la resistenza contro l’occupazione.

Situazione al 31-8-2018

Anche questa settimana diamo notizie di disordini e di scontri a fuoco. Presso Qamishli si è svolta una imponente manifestazione di cittadini siriani che protestavano per la chiusura di alcune scuole sciite e cattoliche della città, questo a causa delle direttive imposte dalle autorità di occupazione curde YPG ed SDF, milizie mercenarie al soldo degli USA e della Francia, verso le quali si è scatenata la rabbia della popolazione. Sebbene disarmati si sono scagliati contro alcune pattuglie YPG circondandole e disarmandole per poi allontanarne i miliziani incolumi. In un’altra occasione il corteo di cittadini in marcia è stato affrontato dalle milizie con le armi da fuoco, sparando per allontanarli e disperderli. Il clima si sta davvero riscaldando e presto potrebbero scatenarsi anche qui conflitti a fuoco con vittime come già più volte si sono svolti nei dintorni di Raqqa o nella città stessa.

In queste regioni si sta svolgendo l’esumazione dei corpi ritrovati all’interno di fosse comuni dove l’ISIS avrebbe sepolto più di duemila vittime della sua feroce occupazione, tra essi potrebbe trovarsi il corpo di Padre Dall’Oglio.

A questo proposito ricordo come in un articolo di Avvenire, pubblicato il 29 luglio u.s., si parlasse di una indagine del giornalista Amedeo Ricucci, che da Raqqa si fosse messo alla ricerca di informazioni per far luce sulle ultime ore del missionario scomparso e che avesse individuato in un capo dell’ISIS un probabile responsabile della morte del nostro connazionale religioso. Si tratterebbe di tale Abd al-Rahman al Faysal Abu Faysal, capo di una potente tribù locale che aveva aderito alle milizie del DAESH portando nelle loro schiere anche i miliziani della sua tribù. Ne parlo perchè è importante notare come il giornalista spiegasse che le “autorità siriane”, come le chiama lui, ovvero le YPG ed SDF forze di occupazione, non lo avessero arrestato o trattenuto, in quanto la sua tribù avrebbe abbandonato l’ISIS. Aggiungiamo noi che si tratta solamente della conferma da altra fonte dei cambi di casacca e bandiera spiegati a più riprese riguardo le avanzate mirabolanti per decine di Km delle SDF al di là del fiume Eufrate e che trovavano come unica spiegazione il passaggio di tutte le milizie di presidio a quei territori con le SDF cambiando dunque solamente bandiera e padrone. Prima il Califfo e dopo gli USA.

Altra notizia da questo settore riguarda le basi USA, che si stanno moltiplicando, una base aerea infatti sta sorgendo nei pressi del Lago Al Assad, vicino al villaggio di Klaydhe, dove sono già stati anche posizionati dei radar per il controllo aereo. La località è attigua alla strada che collega Mambij a An Issa.

Informazione sulla Siria in Italia

Abbiamo avuto un nuovo caso di pessimo giornalismo, un articolo uscito per un periodico di ispirazione cattolica, firmato da una giornalista che non nomino, doveva dare l’opportunità a questa di esprimere una volta tanto, una visione differente di questa guerra. Recatasi in Siria ai primi di agosto, ha intervistato suor Yola Girges, con cui sono in contatto e Sua Eccellenza il Vicario Apostolico di Aleppo Padre Georges Abou Khazen è intervenuto parlando di quanto accaduto, perchè la giornalista ha ascoltato dalla viva voce di Suor Yola, quanto era accaduto in Siria.

Poi però rientrando in Italia, ha raccontato una versione coincidente con i racconti diffusi dalle opposizioni siriane, che ricordo sono pericolosamente infiltrate dal radicalismo islamico di matrice qaedista e pertanto degni di ben poca fede, eppure i nostri giornalisti spesso sembrano dimenticarsene e prendono i loro racconti come oro colato. Forse ritengono ancora più semplice propagandare fantasiose ricostruzioni, come la barzelletta delle migliaia di terroristi di Al Qaeda rilasciati dal Presidente Assad che avrebbe generato l’ISIS. In realtà ben sappiamo come già all’origine queste formazioni estremiste, costituissero per intero la spina dorsale di tutte le milizie armate della guerra in Siria.

Allego pertanto questo prezioso contributo video di Sua Eccellenza padre Georges a testimonianza di quanto scrivo da anni.

Speriamo sempre che si possa ottenere maggiore serietà nel riportarci informazioni da paesi in guerra, purtroppo per troppi è difficile confessare di aver mentito per anni e proseguono nei racconti slegati dalla realtà.

Stefano Orsi

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