#Syria Situazione operativa sui fronti siriani del 24 agosto 2018


Da Stefano Orsi riceviamo il seguente aggiornamento del 24 agosto 2018, in condivisione con Il SudEst.

Bollettino n. 155 del 24-8-2018

È passata un’altra settimana ma la situazione in Siria è rimasta pressappoco come quella della volta scorsa. Esamineremo oggi il fronte attivo con ISIS e quello in procinto di esplodere presso Idlib.

Deserto orientale di Suweida

Qui nel cosiddetto deserto nero, i miliziani del Califfo oppongono una strenua resistenza contro l’esercito siriano, da due giorni infatti l’SAA procede con delle offensive, una per giorno, e sono state per ora respinte, come mai vengono respinte innanzitutto? Bene occorre precisare che lo scopo ultimo di queste offensive non sia quello di sfondare le difese, perdendo ovviamente soldati, no, lo scopo è differente, e cioè di costringere il nemico ad utilizzare tutti i mezzi che ha a disposizione per la difesa del perimetro, costringendolo dunque ad esaurirli. Le operazioni siriane sono state condotte dalla 1° Divisione sul versante settentrionale del monte Al Safa.

Oggi, al termine della terza offensiva, i miliziani hanno chiesto di trattare la resa, chiederebbero , in cambio dei prigionieri civili, che nessuno ha più visto e si dubita siano vivi, il trasferimento presso il deserto di Deir Ezzour, il che è una richiesta singolare, non credo abbiano molte speranze in più laggiù, ma magari a loro basta sperare di vivere qualche mese magari. Io, al posto dei siriani accetterei, sono pochi e senza mezzi e armi pesanti al seguito, finirebbero per pesare solo sulla sacca ISIS di Al Suknah e poco potrebbero rendersi utili se non per consumare acqua e viveri sempre più scarsi.

Proprio nei giorni scorsi, ho visto dei bollettini parlare della presenza ISIS nuovamente tra la base americana di Al Tanf e la sacca di Al Suknah, la scorsa settimana erano spuntate tracce di presenza nei pressi di Qaryatain ora di nuovo qui, e viene proprio da domandarsi quanto gli USA stiano ancora sostenendo queste milizie se rispuntano sempre e solo attorno alla loro base in Siria e se siano sempre i miliziani di cui parliamo nel video che allego, video SITREP n. 40.

Sacca di Idlib.

Proseguono gli arrivi di brigate di rinforzo per il dispositivo che verrà impiegato nella futura offensiva. Al momento confermiamo la disposizione presentata anche nella mappa del video, aggiungiamo che altri reparti delle Unità Tigre, reparti corazzati, con a disposizione diversi T90, e molta artiglieria pesante, si starebbero disponendo nel settore di Abu ad Duhur, dove sono presenti anche le forze speciali russe, basate presso l’aeroporto militare.

In questi giorni si sono susseguiti i bombardamenti a forte intensità da parte delle forze aerospaziali russe sulle postazioni difensive HTS (Hayat Tahrir al Sham – Al Qaeda in Syria) in preparazione dei prossimi attacchi, e credo proseguiranno ancora così finché non saranno ammorbidite le forze dei terroristi. Data l’importanza delle truppe a disposizione di questi gruppi armati, parliamo di decine di migliaia di miliziani, spesso molto ben addestrati, con a disposizione abbondante artiglieria campale, e mezzi corazzati, occorre tenere sempre presente che i bombardamenti saranno quanto di più accurato si potrà avere per garantire il successo dei primi assalti in forze che avverranno tra non molto.

Altre brigate della 4° Divisione, ho avuto notizia che si stiano invece posizionando presso la parte nord della provincia di Latakia da dove partono gli attacchi con i droni diretti verso la base aerea russa, e sempre bloccati dalla sempre più efficiente contraerea russa. Poi ci sono altre divisioni tra cui la 9° assieme alle Unità Tigre posizionate lungo la pianura di Gaab che verrà probabilmente attaccata da sud a nord.

Siria dell’est occupata.

Infine parliamo di ciò che ci è dato sapere della Siria occupata dai mercenari e dalle truppe USA e francesi, qui ci è giunta voce che con l’avvicinarsi delle elezioni amministrative, presso Hasakah, più di 50 candidati dichiaratamente fedeli alla Siria, sono stati arrestati dalle milizie di occupazione SDF fedeli agli americani.

Questi fatti ci danno la misura del perchè in questa parte si Siria sia sempre più attiva e presente la resistenza contro l’occupazione.

Informazione sulla Siria in Italia.

Abbiamo avuto un nuovo caso di pessimo giornalismo, un articolo uscito per un periodico di ispirazione cattolica, firmato da una giornalista che non nomino, doveva dare l’opportunità a questa di esprimere una volta tanto, una visione differente di questa guerra, recatasi in Siria ai primi di agosto, ha intervistato suor Yola Girges, con cui sono in contatto e Sua Eccellenza il Vicario Apostolico di Aleppo Padre Georges Abou Khazen è intervenuto parlando di quanto accaduto, perché la giornalista ha ascoltato dalla viva voce di Suor Yola, quanto era accaduto in Siria, poi però rientrando in Italia, ha raccontato una versione coincidente con i racconti diffusi dalle opposizioni, che ricordo sono pericolosamente infiltrate dal radicalismo islamico di matrice qaedista e pertanto degni di ben poca fede, eppure i nostri giornalisti spesso sembrano dimenticarsene e prendono i loro racconti come oro colato, forse ritenendo ancora più semplice propagandare fantasiose ricostruzioni, come la barzelletta delle migliaia di terroristi di Al Qaeda rilasciati dal Presidente Assad che avrebbe generato l’ISIS, quando ben sappiamo come già all’origine queste formazioni costituissero per intero la spina dorsale di tutte le milizie armate della guerra in Siria.

Allego pertanto questo prezioso contributo video di Sua Eccellenza padre Georges a testimonianza di quanto scrivo da anni.

Speriamo sempre che si possa ottenere maggiore serietà nel riportarci informazioni da paesi in guerra, purtroppo per troppi è difficile confessare di aver mentito per anni e proseguono nei racconti slegati dalla realtà.

Stefano Orsi

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