#Syria Situazione operativa sui fronti siriani dal 27-6-2018 al 01-8-2018 del 5-8-2018 e bollettino n. 151 – VIDEO


Da Stefano Orsi riceviamo l’aggiornamento dai fronti siriani dal 27-6-2018 al 01-8-2018, in condivisione con Sakeritalia.it.

La Grande Battaglia per DARAA e QUNEITRA

Il martire Issam Zahreddine, druso di Suweida:

“Meglio che proteggere la tua casa è proteggere il tuo quartiere,

meglio che proteggere il tuo quartiere è proteggere la tua città,

meglio che proteggere la tua città è proteggere il tuo Paese”

Non dimenticherò mai il coraggio e l’esempio di questo leone del deserto!

È parecchio che manco di aggiornare per iscritto gli avvenimenti della battaglia del sudovest siriano. Tuttavia il beneficio di questo rallentamento, da cui si è affrancata la produzione costante dei video di aggiornamento e commento alla guerra, ci permette oggi di esaminare nel suo complesso, costruendo una sorta di monografia, tutta l’evoluzione della grande battaglia che si è conclusa il 31 luglio scorso con la totale vittoria dell’esercito siriano (e di quello russo) sulle FSA filo-occidentali e l’ISIS che aveva una sacca ben radicata in questo settore.

Inizieremo quindi da dove ci siamo fermati, dalla nostra SITREP n. 150 e dall’inizio della guerra per la liberazione di Daraa e di Quneitra.

Aggiornamento dai fronti siriani del 27-6-2018

La Grande Battaglia per Daraa

Sud ovest siriano l’offensiva siriana procede giorno 27-6-2018

Prosegue la veloce avanzata siriana quando siamo ad una settimana dall’inizio del fuoco delle artiglierie preparatorie e a 5 giorni dall’inizio delle operazioni di terra. Oggi sono state liberate altre due cittadine dalle forze siriane, dopo Busher al Harir ieri, oggi è stata la volta di Melhit al Atash e Nahtah. Ma non è tutto. L’esercito siriano ha aperto due varchi umanitari per garantire ai civili di mettersi in salvo allontanandosi dalle zone dei combattimenti.

Si trovano attorno a Khirbet Ghazaleh, ad est ed a ovest della cittadina. Sono segnalate proteste e manifestazioni dei cittadini siriani all’interno delle zone occupate dai terroristi, chiedono che i miliziani se ne vadano e che l’esercito li liberi. Se ricordate, avevamo già parlato di passate manifestazioni analoghe da parte dei civili in questi settori, poi represse nel sangue dai cosiddetti “ribelli” delle FSA, naturalmente nessun media occidentale ha mai parlato di queste repressioni. Dael ed Ibta erano già state teatro di proteste ma ad esse si sono anche aggiunte Gharyiah est ed ovest.

Già domani quindi, l’esercito siriano potrebbe trovarsi in vista di Daraa, la possibilità di chiudere velocemente la sacca ad est della città capoluogo si fa concreta, ma occorrerà almeno una settimana perchè crollino e si ritirino su Daraa o attraverso la Giordania le eventuali milizie che dovessero trovarsi chiuse in una sacca relativa (i confini della Giordania sono da ritenersi permeabili per i terroristi e i rifornimenti per essi). Nel nord della sacca di Daraa, 450 miliziani locali, nei giorni scorsi avevano manifestato la loro intenzione di riconciliarsi con le forze siriane e da oggi passano addirittura a combattere con l’esercito siriano, una vittoria della diplomazia sulle armi.

Israele e le sue ingerenze aggressive

All’attacco israeliano di ieri l’altro non è poi seguito nessun nuovo bombardamento. Un caccia aveva lanciato dei missili per colpire un obbiettivo, identificato con un aereo cargo iraniano, che fa normalmente spoletta tra Teheran e Damasco. Bersaglio comunque mancato. Finora non si sono palesate minacce da parte occidentale e la temuta vicinanza delle truppe di occupazione israeliane, stanziate nel Golan siriano occupato, non sono state avvertite come minaccia. Nemmeno oggi che i caccia di Damasco hanno colpito anche l’ISIS che confina con le forze armate israeliane.

L’attacco contro l’aeroporto non è certo il primo e non sarà l’ultimo ancora per qualche tempo, finché tutta la Siria non sarà stata liberata ed allora l’attenzione siriana potrà rivolgersi verso le minacce aeree di Tel Aviv e occuparsi di sigillare i cieli a quei terroristi con la stella di David.

Siria occupata

Prime offensive USA e SDF contro sacca ISIS dell’est siriano giorno 27-6-2018

Ad est del fiume Eufrate proseguono le operazioni, stavolta le forze aeree della coalizione occidentale stanno bombardando l’ISIS, forse con l’intento di spingerle ad attraversare il corso d’acqua e attaccare Al Abukamal per poi magari poterla attaccare ed occupare a loro volta.

Aggiornamento dai fronti siriani sera del 28-6-2018

Grande Battaglia per Daraa

Sud ovest siriano le avanzate del 28-6-2018

Anche oggi possiamo segnare diverse tacche alle vittorie siriane sul fronte sud. Una battaglia che presenta molte criticità, data la difficile posizione dei fronti, a contatto coi confini israeliani, e le minacce USA alla vigilia dell’inizio delle operazioni, per ora risoltesi in un nulla di fatto. Non manco comunque di ricordarmi che più volte siano state avanzate minacce relative a nuovi attacchi in caso di “accuse” di uso di armi chimiche, e quindi in ogni momento questa arma può essere utilizzata contro i Siriani.

Aggiungo che la recente funzione accusatoria che la OPCW si è data emendando i suoi compiti, ne muta la natura super partes, tramutando questa agenzia, di fatto, in uno strumento di guerra mediatica e al servizio delle potenze occidentali. Questo emendamento , proposto mi pare dalla Gran Bretagna, troverebbe di certo il voto contrario della Cina e della Russia. Comunque dopo il voto dei suoi membri favorevoli a maggioranza (non assoluta chiaramente), questa agenzia non ha ormai alcun senso di esistere essendosi trasformata in altro rispetto alla sua originale funzione. Ecco che il pericolo di una messa in scena da parte della compagnia teatrale dei White Helmets, ben rodata ormai, potrebbe presentarsi all’orizzonte entro breve.

Sono proseguite le grandi manifestazioni dei cittadini che chiedono con forza che le FSA se ne vadano e torni l’esercito siriano nelle loro città, oggi anche Jasim si è unita al coro di protesta, e a Nawa, la popolazione ha addirittura ottenuto dodici ore di tempo per le FSA, invitate ad andarsene. Ormai non sono più disposti a subire l’occupazione di queste formazioni militari addestrate e pagate da stati esteri per gettare nel caos il Paese e inscenare una finta guerra civile e vera guerra per procura. Non sono mancate rappresaglie dei jihadisti che hanno sparato sui cittadini scesi in strada, ma la popolazione pare addirittura rispondere.

La 52° brigata oggi ha attaccato le postazioni jihadiste di Al Harak e poche ore dopo la città era libera. Le difese FSA sono crollate in breve tempo, sono stati il morale basso e la consapevolezza della superiore preparazione e motivazione dell’esercito siriano a far cedere di schianto le difese jihadiste, che quando attaccate dopo poco si ritirano. Poi è stata la volta di Rakham e di El Sourha. L’impiego massiccio delle forze aerospaziali russe sta garantendo un vantaggio determinante nel distruggere le postazioni più approntate e le linee di comando e i depositi di munizioni: Adesso il fronte si sposta su El Karak e le due Gariyah.

Sacca ISIS di Suweida

Sacca ISIS di Suweida del 28-6-2018

Approfittando dell’inizio delle operazioni belliche nella vicina Daraa, le truppe ISIS hanno ricompattato la loro sacca ed ora paiono addirittura tentare di allargarla , forse alla ricerca di postazioni migliori, comunque a breve torneranno sotto le cure dell’esercito siriano.

Sacca ISIS di Al Suknah

Sacche ISIS del est siriano al 28-6-2018

Ieri si è diffusa la voce che la sacca fosse stata eliminata, purtroppo era una forzatura, l’esercito infatti aveva comunicato che i miliziani ISIS fossero stati eliminati dalla zona sud, chiamata di Badiyah, che poi è quella che confina con l’Iraq e lambisce Al Abukamal. Quindi nessuna eliminazione, ma semplice controllo del loro allontanamento dalle aree prossime alle località strategiche della stazione T2 e della città di confine Al Abukamal.

Aggiornamento flash dai fronti siriani del 29-6-2018

Grande Battaglia per Daraa

I fronti siriani del 29-6-2018

Anche oggi annunciamo una decisa avanzata siriana nei territori occupati dai miliziani delle FSA e dagli jihadisti di HTS. Come annunciato ieri sera l’avanzata ha portato l’SAA a ridosso di Al Karak, liberata momenti fa, e sulle due Gharyiah, dove il contatto tra le truppe è in fase di sviluppo, i combattimenti sono iniziati in mattinata. Poco più a sud, notizia importantissima, dalle città di Saida e El Taebah, importanti e strategici centri urbani, arriva la notizia che i comandi delle milizie che la occupano hanno da poco contattato l’esercito siriano e il gruppo di contatto siriano-russo, per trattare la resa e la riconciliazione, accettano quindi le proposte fatte in precedenza, data la potenza dell’esercito siriano, non hanno altra possibilità che arrendersi.

La cosa, data la posizione delle città, provocherà la caduta immediata di tutti i villaggi ad est, e il pieno recupero del controllo siriano sul confine giordano ad est di Daraa. In che consiste l’offerta siriano-russa? Si tratta sempre di trasferire i richiedenti ad Idlib anche con i familiari, sotto protezione e garanzia dell’esercito siriano e accompagnati da mediatori russi. Ricorderete i video del viaggio in pullman dalla Ghouta. Per i residenti che invece resteranno è previsto addirittura un loro immediato impiego in affiancamento alle forze di polizia siriane per il mantenimento dell’ordine pubblico e il ripristino della piena funzionalità del governo siriano in queste regioni, tribunali uffici ecc ecc. Richiesta la consegna di tutti gli arsenali, intatti, e tutte le armi pesanti, dai carri ai cannoni alle mitragliatrici pesanti e lanciarazzi. Le armi personali e le munizioni restano in dotazione ai miliziani, con probabile inserimento nelle NDF, ovvero la guardia nazionale siriana. Non dimentichiamo il perdono di ogni crimine commesso contro il governo siriano nel periodo di servizio per le potenze straniere. Da Daraa arriva invece la notizia che i carri armati siriani stanno avanzando in direzione del valico di frontiera giordano, sarebbero ora in controllo della ex base siriana sulla collina di Al Zemitiyeh.

Passiamo al fronte ovest dove abbiamo notizia della riconciliazione avvenuta tra il governo siriano e le cittadine di cui abbiamo dato notizia nei giorni scorsi a causa delle manifestazioni dei cittadini contro le FSA e per il ritorno dell’esercito e del governo siriani.
Ebbene Tafas, Dael e Ibta, si sono riconciliate con il governo e nelle prossime ore vedremo arrivare l’esercito per prendere in custodia le armi pesanti, i depositi di munizioni e siglare nei dettagli gli accordi per l’eventuale evacuazione di miliziani: Un successo enorme per la diplomazia.

Ancora più a nord la 4° divisione meccanizzata con reparti della Guardia Repubblicana, hanno sfondato le difese delle Fsa e di HTS, portandosi su Al Sheyk Saad, cittadina al fronte con la sacca ISIS e l’hanno conquistata con una azione rapidissima e decisa che ha annichilito ogni resistenza nemica, colti di sorpresa dalla decisa e risoluta azione siriana. Ora l’SAA è a diretto contatto con la Sacca ISIS e presto inizieranno i combattimenti con loro.

Grandi successi quindi, come potete leggere, successi importanti e significativi del grande appoggio popolare verso il governo siriano ed il Presidente Assad e del morale dell’esercito che appare ben comandato e coordinato in azioni che hanno sempre un preciso ordine ed una precisa strategia. Che differenza rispetto a pochi anni fa.

Sacca ISIS di al Suknah

sacca di al Sukhna del 29-6-2018

Solo ieri sera abbiamo smentito che fosse stata eliminata questa sacca, come erroneamente notificato da alcuni, a causa di un annuncio del ministero della difesa siriana, forse troppo ottimista. Oggi dobbiamo annotare come a seguito di un ennesimo attacco degli jihadisti, questi si siano riportati nel settore denominato di Badya, minacciando nuovamente le difese di Al Abukamal e della stazione T2.

Comunque poco male, accettiamo che l’esercito, non avendo in queste zone unità di prim’ordine, possa decidere di non intestardirsi su difese di fronti ma accetti di fare elastico attendendo poi il termine della campagna su Daraa: Per ora è tutto se dovesse occorrere, emetteremo nuovi aggiornamenti.

Aggiornamento dai fronti siriani n. 2 del 29-6-2018

Attentato nella Siria occupata del 29-6-2018

Apprendo ora che tre soldati americani sono rimasti uccisi oggi nei pressi di Al Hasakah, vicino alla diga sul fiume Khabur. Sono stati uccisi con un ordigno esplosivo improvvisato IED. Segno che la resistenza contro l’occupazione del suolo siriano c’è ed è attiva. La lotta di liberazione ormai è avviata e proseguirà fino a quando Usa Francia e Turchia non si saranno ritirati dalla Siria.

Aggiornamento dai fronti siriani del 30-6-2018

La Grande Battaglia per Daraa

Cosa vi racconto oggi, ormai ve lo attendete già e credo che l’esercito siriano non vi deluda. L’avanzata sta procedendo speditamente, il fronte a sud est è quasi scomparso e le forze di Damasco hanno quasi raggiunto il confine giordano, cosa che potrebbe avvenire nella notte.

Situazione dei fronti alle ore 16-00 del 30-6-2018

Situazione fronti siriani del 30-6-2018 alle ore 20.00 sud ovest della Siria

Oggi pomeriggio ho fatto il punto con una mappa e alle 20 l’ho fatto nuovamente, per controllare ed effettivamente vi sono differenze, due nuovi fronti in avanzata a sud impegnando gli jihadisti e le forze FSA su due villaggi, mentre più a nord c’è la liberazione di un altro villaggio. Rispetto a ieri sera l’avanzata è sorprendente, ma nei video che vi posto avrete modo di vedere quanto materiale stiano ritrovando le truppe siriane, oltretutto vi sono molti rifornimenti arrivati da USA, Arabia Saudita e anche dalla vicina Israele, ma ne abbiamo già parlato più volte dei rapporti tra Tel Aviv e le FSA e ISIS in questi settori…

Dopo la conquista di Al Harak come anticipato ieri, le truppe sono scese a sud travolgendo le difese FSA, che probabilmente si ritirano di loro iniziativa, sono pochi i reparti che provano ad opporre resistenza, i cannoni nei ripari, i carri interrati ritrovati lo testimoniano bene, non hanno neppure provato a disporli sul campo. La vittoria più grande per un generale è quella ottenuta non combattendo neppure la battaglia, e qui ne abbiamo un esempio lampante. La difficoltà estrema della posizione dei jihadisti è tale da imporre loro di non prendere neppure in considerazione l’idea di combattere i siriani. Così tra ieri ed oggi Kyel, Musayfira, El Sahoah, Al Jizah, Umm Ualad sono state liberate con poco sforzo, e un’altra cittadina ha chiesto di riconciliarsi, Bosra. Come anticipato, la riconciliazione di Saiba ed El Tebah sta facendo crollare di botto tutto il fronte sud est.

Ieri non è andato a buon fine il primo attacco veloce su El Sheyk Saad, ma oggi altri villaggi sono stati liberati e tra poche ore l’esercito prenderà posizione sui territori delle zone riconciliate. La stessa Daraa sta per divenire totalmente non difendibile per gli jihadisti, lo hanno capito, tra poco saranno circondati su tre lati, stanno opponendo forte resistenza in un unico punto, lungo il valico di confine, unica via di fuga per le milizie che hanno occupato Daraa in questi anni sostenute dalla Giordania e dalle altre potenze responsabili di questa guerra.

Sul lato sudest di Daraa, gli jihadisti non hanno difese approntate per poter resistere ad un attacco massiccio, il fronte era lontano fino a pochi giorni fa, e l’SAA ha sempre attaccato dalla città. Per loro a breve si profila un nuovo fronte e l’impossibilità di approntare le difese necessarie per opporre una qualche resistenza, dovrebbero rintanarsi nella città e affrontare un combattimento casa per casa, ma questi non sono fanatici, erano li per i soldi e non hanno la minima intenzione di sacrificarsi per la gloria.

Qui vi posto i video da visionare, poi tre mappe, le prime due saranno quella attuale e quella delle ore 16, poi la mappa di ieri alla stessa ora in modo che possiate valutare i progressi in 24 ore.




Aggiornamento dai fronti siriani del 1-7-2018

Anche oggi facciamo il punto della giornata di combattimenti in Siria, anche se ormai è più corretto parlare de…

La Grande Battaglia per Daraa

Sud ovest siriano i fronti del 1-7-2018

Oggi è stata una giornata meno intensa, comprensibile, dati i grandi guadagni dei precedenti tre giorni, le forze siriane devono attestarsi sulle nuove posizioni per consolidare le aree liberate e prevenire eventuali controffensive, anche se difficili mai sottovalutare il nemico.

Carri siriani: uno colpito da una mina, l’altro rovesciatosi ripiegando in retromarcia 1-7-2018

Occorre aggiungere una informazione. Questa mattina il gruppo di contatto russo-siriano ha ripreso il suo lavoro con un ulteriore giro di consultazione presso le comunità tribali del sudovest siriano, per controllare se, putacaso, qualche formazione intendesse riconciliarsi alla luce della travolgente avanzata dei giorni scorsi. Vi sono due fatti significativi, un nuovo attacco siriano su El Sheyk Saad, che confina direttamente con i territori ISIS, villaggio a nord ovest di Daraa, e alcune fazioni di jihadisti le quali non si sono arrese con la riconciliazione in Tafas e hanno invece aderito direttamente al Califfato nero dell’ISIS. Ora sono in corso i combattimenti.

Proseguono i combattimenti a sud ovest di Daraa, il valico di frontiera con la Giordania è difeso in maniera risoluta degli jihadisti che fanno ampio uso di missili TOW americani. Non solo contro i carri armati. Due sono stati distrutti oggi mentre si muovevano verso la base di Tall Dahdah. Occorre che i mezzi corazzati siano sempre ben supportati dalla fanteria, purtroppo talvolta certi comandanti pare lo dimentichino: Attendiamo invece per domani nuovi sviluppi.

Video Sitrep n. 37

Aggiornamento dai fronti siriani del 4-7-2018

La Grande Battaglia per Daraa

Sud ovest siriano i fronti al 4-7-2018

Sono riprese oggi le operazioni offensive contro le formazioni jihadiste ed FSA che si ostinano a occupare alcune cittadine contro il volere dei loro abitanti. Tafas , a nord di Daraa, Um El Mihateen, Saida e El Naymah sono da oggi nuovamente sotto fuoco offensivo da parte delle forze siriane guidate dalle Unità tigre. Tali operazioni si sono rese necessarie per via dell’uccisione di alcuni delegati siriani per la riconciliazione, e per l’ostinazione delle FSA di non voler prendere atto della volontà della popolazione siriana desiderosa di tornare alla pace sotto la bandiera siriana.

Più ad est, Bosra è tornata sotto pieno controllo siriano, questa città ad esempio, ha accettato la riconciliazione e le milizie sono state allontanate dalla cerchia urbana o si sono riconciliate pure loro. Domani vedremo l’evolversi di questi attacchi e se la pressione offensiva porterà a migliori decisioni i vertici delle milizie mercenarie.

Attivissima l’aviazione russa a sostegno di questi attacchi.

Siria occupata

Siria occupata luogo dell’attentato dove sono morti due soldati USA 4-7-2018

Una nuova esplosione, questa volta preparata da ISIS, ha fato esplodere un convoglio delle SDF, erano accompagnate anche da soldati della coalizione americani e forse francesi. Comunque è certo che altri due soldati USA sono rimasti uccisi nella deflagrazione.
L’attacco si è svolto a sud di Al Suwar ed è stata utilizzato un IED piazzato lungo il percorso della colonna.

ISIS

È stata ufficializzata anche da parte del Califfato, l’uccisione del figlio del Califfo Al Bagdadi, Huzheifah Al-Badri.
Sarebbe stato ucciso nel deserto orientale di Homs durante uno scontro a fuoco con unità di terra russe e siriane. La circostanza è dibattuta in quanto secondo una seconda versione diffusa dall’esercito siriano sarebbe stato ucciso da un lancio di razzi, non in combattimento, ma non credo sia il dato importante.


Aggiornamento dai fronti siriani del 5-7-2018

La Grande Battaglia per Daraa

Fronte di Saida 5-7-2018

Ieri vi ho parlato dell’attacco su alcune cittadine occupate dai miliziani FSA, che in barba alla volontà dei capi delle comunità, si sono opposti alla riconciliazione con la Siria richiesta a gran voce dalla popolazione. Gli attacchi sono stati violenti e ben condotti, la prima cittadina è stata liberata oggi, si tratta di Saida. L’attacco non si ferma e ora lambisce le porte di Taibah e Um El Mihatyn.

Sud ovest siriano i fronti complessivi 5-7-2018

L’aviazione sta colpendo con grande precisione le postazioni difensive dei miliziani anche nelle retrovie, Nasib, villaggio chiave per la frontiera con la Giordania, è bersagliata da ore. Sono operazioni preparatorie all’attacco di terra che avverrà appena liberata El Taibah. In Saida i combattimenti sono stati intensi, poi nelle prime ore del mattino l’esercito, ben guidato dalle Unità Tigre, ha avuto il sopravvento: Molto il materiale bellico abbandonato durante la ritirata dei miliziani.

Bosra è stata invece liberata ieri, ma come avevamo immaginato, la liberazione di questa cittadina ha dato il via ad una ulteriore ritirata dei miliziani. Le forze siriane hanno proseguito i combattimenti a sud e ad est della città e hanno raggiunto in diversi punti il confine con la Giordania. A nord di Daraa i combattimenti sono molto pesanti. I miliziani stanno opponendo una forte resistenza e hanno tentato una controffensiva per respingere le forze siriane. Questo tentativo è stato fermato ma con impegno da parte siriana.

Fronte di Tafas 5-7-2018

Al momento non risultano liberate le cittadine che avevano chiesto la riconciliazione, ma in cui le milizie di occupazione si sono rifiutate di collaborare e alcuni gruppi hanno aderito addirittura al Califfato. Tafas ed Al Yadudah sono al momento i fronti più attivi delle offensive siriane, mentre quelle delle FSA sono principalmente localizzate sul fronte tra Tafas e Al Sheyk Saad. Quest’ultima ricordiamo è difesa da truppe che già due volte hanno respinto pesanti offensive siriane, per cui si tratta di truppe scelte e di mestiere, miliziani jihadisti che hanno ricevuto un addestramento e preparazione militare da personale altamente addestrato al combattimento moderno, presumo consulenti occidentali.

Nota a margine, man mano che i depositi dei miliziani vengono scoperti, le sorprese non mancano. Ieri hanno trovato un magazzino con molti missili anticarro Javelin, che evidentemente gli USA avevano generosamente fornito ai loro scagnozzi e che ora passeranno a ingrassare le scorte dell’esercito siriano.

Aggiornamento dai fronti siriani del 7-7-2018 n.1

La Grande Battaglia per Daraa

Sud ovest siriano i fronti del 7-7-2018 poco dopo la mezzanotte

Solo ieri scrivevo dell’avanzata veloce lungo il confine giordano delle forze di terra siriane, oggi queste forze sono arrivate alla strada M5 e hanno liberato il valico di frontiera con la Giordania. Nassib è ora in parte libera, ma di certo manca poco alla liberazione di altre comunità. Avevamo indicato una serie di villaggi che, rimasti tagliati fuori dall’avanzata siriana, non avrebbero atteso oltre per vedere le milizie FSA ritrarsi o addirittura cercare l’immediata riconciliazione, e così è stato.

Jbeb, Kharaba, Mia’rbah e Ghasam, sono villaggi che da oggi hanno avviato il cammino della riconciliazione con lo Stato siriano, cammino che porta con se aiuti alle popolazioni e il perdono per i reati commessi durante l’occupazione delle FSA, ivi compresa la militanza in dette formazioni. Già altrove, grazie alla preziosissima opera di mediazione e garanzia del gruppo di contatto russo-siriano, diverse formazioni militari sono anche passate dalla parte dell’esercito siriano, segno questo che mal sopportavano l’occupazione FSA. El Taebah è quasi interamente circondata, indifendibile per le milizie, che si affretteranno ad abbandonarla alla prossima spallata guidata dalle Unità Tigre siriane.

Spostandosi poco più ad ovest, possiamo notare come a fianco di Daraa, il bastione che ha resistito agli attacchi per diversi giorni, oggi abbia ceduto e El Naymah è ora libera. L’esercito siriano può avanzare sul fianco est delle difese delle milizie FSA che ancora occupano metà Daraa e attaccarle dal lato privo quasi del tutto di fortificazioni e opere di difesa. Questo aggiramento causerà la ritirata anche dalla vicina Um El Myatin, che è divenuta anch’essa indifendibile. Più a nord ancora sono segnalati forti combattimenti nei pressi di Quneitra, segno che a breve sarà quel fronte a movimentarsi.

Douma

E’ arrivato oggi il primo comunicato ufficiale dell’OPCW, agenzia per il controllo delle armi chimiche. L’agenzia ONU certifica che nessun uso di armi chimiche sia stato fatto in Douma, questo si evince dal fatto che non è stato rilevata alcuna traccia di agenti nervini ne sui campioni presi a terra sul posto, ne sui campioni biologici presi dai residenti.

Dopo anni di false accuse, per la prima volta l’agenzia può recarsi sul posto e certificare quanto abbiamo denunciato in questi mesi ed anni, la macchina della propaganda è strumentale alla giustificazione di una atrocità commessa dai Paesi occidentali e medio-orientali che hanno fomentato ed organizzato la guerra in Siria causando loro si direttamente la morte di centinaia di migliaia di persone. Ricordiamoci tutti le dichiarazioni fatte dai presidenti Trump, Macron, May, ma anche in precedenza dai vari Sarcozy, Blair e lui… Mr Obama, coloro che giurarono di avere le prove inconfutabili dell’uso di armi chimiche in Siria, quelli del caso Skripal, quelli delle provette in Iraq, quelli degli hacker russi, quelli che, insomma, avendo agito così, altro non sono che la feccia dell’umanità.
https://www.opcw.org/news/article/opcw-issues-fact-finding-mission-reports-on-chemical-weapons-use-allegations-in-douma-syria-in-2018-and-in-al-hamadaniya-and-karm-al-tarrab-in-2016/
Aggiornamento dai fronti siriani n.2 del 7-7-2018

La Grande Battaglia per Daraa

sud ovest siriano del 7-7-2018

Oggi è una giornata dedicata al consolidamento delle posizioni. Dopo le veloci avanzate nel deserto di ieri occorre bonificare le aree da miliziani spersi, ne vedrete alcuni nei filmati, e da eventuali mine o trappole esplosive. Lavoro che richiede tempo, occorre poi vagliare le prossime direzioni da prendere per avanzare col massimo risultato e le minime perdite. La posizione di El Taebah è davvero difficile, probabile che i miliziani si ritirino, se non in serata direttamente, magari già domani.
Non ci sono stati altri combattimenti a nord presso Quneitra, mentre è confermata la riconciliazione dei villaggi indicati nel precedente aggiornamento di oggi.

All’interno di questi villaggi ci sarebbe comunque la presenza di un gruppo di miliziani FSA cui occorre dare una bella sistemazione.
Israele torna a farsi sentire, mentre si spostavano le forze siriane durante i combattimenti nel settore di Quneitra, le forze di Tel Aviv hanno aperto il fuoco con le artiglierie sulle truppe siriane accusate di essersi mosse nella zona cuscinetto, poco male, l’importante è eliminare la presenza FSA, che israele invece sostiene. Con la prossima liberazione di El Taebah e Um El Miateen le forze siriane si troveranno in brevissimo tempo alle spalle delle difese FSA presso Daraa, e la loro caduta diverrà cosa pressoché scontata.

Base aerea russa di Hemeymin

Negli ultimi due giorni vi sono stati diversi attacchi terroristici mediante massiccio uso di droni aerei, le difese russe sono sempre più efficienti nell’abbatterli e nell’inibirne il controllo di volo, nessun danno segnalato: Vi lascio con i video degli episodi più significativi delle ultime due giornate.


Aggiornamento flash dai fronti siriani del 8-7-2018

La Grande Battaglia per Daraa

Sud Ovest siriano manovra di aggiramento siriana 8-7-2018

Dopo la pausa della giornata di ieri, necessaria per consolidare i guadagni sul terreno, oggi l’esercito siriano, sempre guidato dalle Unità Tigre, ha ripreso le operazioni di avanzata. Come avevamo ben indicato Al Taibah e Um El Myatin erano divenute indifendibili, a causa delle avanzate siriane da sud e da nord che avrebbero chiuso in sacca le milizie che occupavano i due villaggi, da qui la fuga delle FSA di fronte all’attacco siriano: La poca resistenza incontrata è stata presto eliminata.

Sud ovest siriano villaggi in riconciliazione 8-7-2018

Poco a nord di Daraa circolano notizie relative a trattative in corso per la riconciliazione di alcuni villaggi e cittadine: Nawa, Jasim, Inkhil, Namar e Al Harah. Riconoscerete tra queste alcune delle località in cui la popolazione, prima dell’inizio delle operazioni belliche, aveva già manifestato in strada la sua volontà di tornare sotto la bandiera siriana e riconciliarsi con il governo di Damasco. Ottimo segnale che nonostante la repressione delle FSA questa volontà sia rimasta e abbia trovato nuova forza nelle vittorie dell’esercito siriano. Tornano nel frattempo, centinaia di sfollati nelle località liberate, ora che la pace e la sicurezza sono tornate ad essere garantite dall’esercito di Damasco.

Aleppo

Si sono nuovamente riuniti i capi tribù e delle comunità del nord della Siria, questa volta erano presenti anche molti leaders delle comunità curde, hanno preso netta posizione di condanna contro le ingerenze e la presenza di occupazione da parte delle forze armate americane, francesi e turche e riaffermato la loro fedeltà al governo del Paese. Ho trovato diverso materiale video diffuso dall’agenzia di informazione siriana SANA e ve li ripropongo.





In un deposito rinvenuto in questi giorni sono stati trovati questi “graziosi giocattoli” che mi sono divertito ad identificare.

Base militare aeronautica siriana T4 8-7-2018

Momenti fa è avvenuto un attacco israeliano diretto contro la base T4 siriana. Due caccia F15 da attacco al suolo avrebbero lanciato otto missili contro obbiettivi non identificati presso la base, almeno 5 sono stati sicuramente abbattuti, fonti danno come abbattuto uno dei caccia israeliani, attendiamo ora ulteriori notizie a riguardo…

La base T4 è già stata attaccata più volte in passato dalle forze armate israeliane in quanto è stata usata dalle truppe iraniane di stanza in Siria per supporto alla lotta di liberazione del Paese contro il terrorismo e le potenze occupanti.

Army air defense intercepts Israeli missiles on T-4 airport, downs many of them

Homs, SANA- The army air defense on Sunday evening confronted an Israeli aggression on T-4 Airport in Homs countryside. A military source told SANA that the army air defense downed a number of missiles which targetedT-4 airport and hit one of the attacking warplanes, forcing the others to leave the airspace. The Israeli aggression came … Continue reading Army air defense intercepts Israeli missiles on T-4 airport, downs many of them

Syrian Arab News Agency
https://ria.ru/syria/20180708/1524191268.html?referrer_block=index_archive_3
https://vz.ru/news/2018/7/8/931557.html
8 luglio 2018
La pubblicazione del rapporto OPCW sull’attacco chimico di Douma, mai avvenuto, conferma quanto diciamo da sempre.

Vetriolo….

Il piccolo testimone di fronte alla commissione dell’OPCW per confutare la costruzione di un evento mai accaduto

Mi attendevo titolo roboanti dai quotidiani oggi.

La notizia del rapporto dell’OPCW, l’agenzia ONU per il controllo sulle armi chimiche, che sentenzia di non aver trovato alcuna prova di uso di armi chimiche in Douma, doveva far gridare di rabbia contro la Francia di Macron e quelle prove che diceva di avere ma mai ha mostrato, contro Trump che ha fatto la stessa cosa, contro la May che li ha spalleggiati, anche col caso Skripal, insomma mi attendevo un colpo di reni della dignità del giornalismo italiano e invece sugli esteri si parla solo di Thailandia, dei palpeggiamenti di Trudeau, e di cavolate simili, ma del rapporto dell’OPCW, che mette nero su bianco le menzogne della stampa e dei governi occidentali contro la Siria il NULLA, il silenzio totale, si il silenzio totale della ragione e della dignità.

“L’AIA, Paesi Bassi -6 luglio 2018 – La Missione d’inchiesta (FFM) dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPCW), ha pubblicato un rapporto provvisorio sulle indagini della FFM fino ad oggi riguardanti le accuse sull’uso di armi chimiche a Douma, Siria il 7 aprile 2018.

Le attività della FFM a Douma includevano visite sul posto per raccogliere campioni ambientali, interviste con testimoni, raccolta di dati. In un paese vicino, il team di FFM ha raccolto o ricevuto campioni biologici e ambientali e ha condotto interviste a testimoni.

I laboratori designati OPCW hanno condotto analisi di campioni prioritari. I risultati mostrano che nessun agente nervoso organo-fosforo o i loro prodotti di degradazione sono stati rilevati nei campioni ambientali o nei campioni di plasma prelevati da presunte vittime. Insieme ai residui esplosivi, sono stati trovati vari prodotti chimici clorurati in campioni provenienti da due siti, per i quali esiste una catena di custodia completa. Il lavoro del team per stabilire il significato di questi risultati è in corso. Il team di FFM continuerà il suo lavoro per trarre conclusioni definitive.

La missione di accertamento dei fatti ha anche pubblicato un rapporto il 2 luglio 2018 sulle accuse di uso di armi chimiche in Al-Hamadaniya, Siria il 30 ottobre 2016 e Karm al-Tarrab, in Siria, il 13 novembre 2016. Sulla base delle informazioni ricevute e analizzati, la narrativa prevalente delle interviste e i risultati delle analisi di laboratorio, la FFM non può determinare con sicurezza se una determinata sostanza chimica è stata utilizzata come arma negli incidenti avvenuti nel quartiere di Al-Hamadaniya e nell’area di Karm al-Tarrab. La FFM ha osservato che le persone coinvolte negli incidenti riportati possono, in alcuni casi, essere state esposte a un tipo di sostanza irritante non persistente.

Le relazioni della FFM sulle accuse di uso di armi chimiche a Douma, Al-Hamadaniya e Karm Al-Tarrab sono state condivise con gli Stati parti della Convenzione sulle armi chimiche. Le relazioni sono state anche trasmesse al Consiglio di sicurezza “

https://www.opcw.org/news/article/opcw-issues-fact-finding-mission-reports-on-chemical-weapons-use-allegations-in-douma-syria-in-2018-and-in-al-hamadaniya-and-karm-al-tarrab-in-2016/

Aggiornamento flash dai fronti siriani del 9-7-2018

La Grande battaglia per Daraa

Daraa circondata 9-7-2018

Daraa è ora circondata!!

Da ieri pomeriggio è in corso una avanzata continua delle forze siriane che hanno preso tutti i 27 posti di controllo e di osservazione lungo il confine con la Giordania, non hanno incontrato forte resistenza, come avevamo anticipato questi fronti arretrati mai sono stati preparati per opporre resistenza ad una avanzata in quanto dalla loro occupazione non sono mai stati oggetto di contesa. Sfondate le linee avanzate e presi i villaggi chiave ora è stato più semplice affondare il colpo.

Aggiungiamo che da tre giorni l’aviazione russa martella, assieme a quella siriana, le postazioni difensive delle FSA e appare chiaro come queste si siano trovate in grave difficoltà, le perdite subite nei primi giorni di attacco su queste posizioni sono state davvero alte per i miliziani FSA, che ora non possono più sostenere i fronti attivi e si ritirano nelle ridotte. Diversi sono i villaggi liberati lungo il confine ed ovunque la popolazione festeggia il ritorno dell’esercito. Un colpo durissimo per la propaganda occidentale. Sono stati liberati questi villaggi: Kharab Al-Shahm, Al-Tabriyat, Tall Shihab e Zaizoun.

sud-ovest siriano 9-7-2018

L’esercito sta ora pattugliando con i suoi mezzi il confine fino quasi a contatto con la sacca ISIS, contatto che avverrà presumibilmente domani. In questi giorni si erano sparse voci di un accordo che comprendesse tutto il fronte meridionale siriano, dato il crollo delle difese FSA direi che si parlerà eventualmente della riconciliazione di quelli in Daraa, forse non verranno inviati a nord, in quanto presumo che a nord potrebbe avere luogo la prossima campagna offensiva siriana, c’è ancora una sacca sciita che resiste nei pressi di Idlib e andrebbe liberata, inoltre occorre mettere in sicurezza Aleppo e Latakia per cui, giocoforza, occorrerà liberare gran parte della provincia di Idlib, volenti o nolenti i turchi…

Soldati siriani festeggiati dalla popolazione dei villaggi liberati 9-7-2018

Poco più a nord troviamo Tafas, qui sono stati segnalati diversi episodi di consegna di mezzi equipaggiati con mitragliatrici pesanti, le note tecniche, in vista della riconciliazione, più volte tentata ma fallita a causa della resistenza di alcune fazioni. Anche altri villaggi stanno trattando la resa e vi rimando all’aggiornamento di ieri per le località precise.

Attacco israeliano su base T4

Abbiamo accertato che non vi sia stato alcun abbattimento di caccia israeliano, mentre solo tre degli otto missili sono arrivati a bersaglio ma non hanno causato che danni minimi.
Faccio notare come dai comunicati israeliani i centri comando , i centri radar, i depositi supposti di appartenenza o uso iraniano, invece risultino distrutti almeno una decina di volte ciascuno, c’è da chiedersi con quale infinita e certosina pazienza vengano ricostruiti ogni santa volta…

In questi video il gen. Hassan in visita a uno dei depositi catturati dalle truppe siriane che pattugliano i confini conquistati.


10 luglio 2018
Coraggiosi ed impavidi capi dei “ribelli” FSA di Daraa, nelle scorse 48 ore se la sono data a gambe, prima che la città venisse circondata e le vie di fuga verso la Giordania sigillate.
Inutile dire che sono fuggiti con i soldi in saccoccia, frutto di generosissime donazioni arabo saudite, americane, inglesi, francesi e grazie agli elmetti bianchi anche di diverse ONG.
Complimenti a quei gonzi che ancora credono ai vari Saviano, ormai dare del Saviano R. a qualcuno, è estremamente offensivo…

https://twitter.com/Souria4Syrians/status/1015986999776436225

Aggiornamento dai fronti siriani del 10-7-2018

La Grande battaglia per Daraa

La Grande battaglia per Daraa 10-7-2018

Oggi non abbiamo avuto le grandi avanzate di ieri, con i confini giordani liberati dai siriani, ma un riposizionamento delle forze offensive verso la cerchia urbana di Daraa, metà città è infatti occupata dalle FSA. L’avvicinamento delle truppe siriane è stato reso possibile dalla duplice avanzata che ha portato alla liberazione di El Naymah ad est e della base aeronautica ad ovest.

Coma abbiamo già spiegato le FSA non hanno postazioni difensive approntate a sufficienza su questi fronti, e prese ai fianchi indifesi, le milizie “ribelli” non possono che ripiegare a ridosso degli abitati che fungono da naturale baluardo difensivo.

Arsenale dei ribelli presso la zona di Daraa 10-11-2018

L’esercito dunque si sta posizionando in attesa o dell’attacco alla città, ormai circondata, o della resa dei combattenti che la occupano.

Nel video che posto, potete vedere quanto è stato ritrovato nei Granai riconquistati ad est di Daraa.

Consegna armi pesanti a Bosra 10-11-2018

Vicino a Bosra nel frattempo stanno proseguendo le consegne degli armamenti pesanti, i miliziani delle fazioni che hanno optato per la riconciliazione anziché per la difesa di una causa persa, consegnano carri armati e missili TOW in abbondanza, ottima cosa.

Consegna armi pesanti a Bosra 10-11-2018

A nord, vicino a Quneitra, proseguono intanto i colloqui con le comunità locali e le milizie che vorrebbero arrendersi, molto positivo. Oggi si è saputo che anche la cittadina di Al Yadudah, sobborgo di Daraa, poco più a nord, avrebbe espresso la volontà di riconciliarsi, ormai non si sa più dove mettere tutti questi riconciliati…..è scoppiata un’epidemia di pentimento.

Non tutte le notizie sono positive, una autobomba dell’ISIS ha investito con la sua esplosione diversi soldati siriani che sono morti o sono stati feriti gravemente, questo è avvenuto appena a sud della sacca ISIS. Rastrellando le campagne liberate, i siriani hanno fatto incetta di sistemi d’arma e munizioni abbandonati dai miliziani, tra questi altri due missili Javelin MGF-148, l’SAA sentitamente ringrazia.

Latakia

Un improvviso attacco degli jihadisti, seguito a continui attacchi alla base russa con droni, è avvenuto sulle alture nella parte nord della provincia, nei pressi della cittadina di Kabbani, sono almeno 25 le vittime tra l’esercito siriano. Purtroppo anche questi fronti vanno riscaldandosi pericolosamente.

Aggiornamento dai fronti siriani del 11-7-2018

La Grande Battaglia per Daraa

Stasera molto brevemente…

Sud ovest siriano 11-7-2018 la grande battaglia per Daraa

Innanzitutto: errata corrige: ieri ho pubblicato le foto del ritrovamento di alcuni missili ATGM spalleggiabili, di tipo usa e getta, erroneamente li ho identificati come FGM 148 Javelin di produzione americana, ad un secondo controllo mi sono accorto che vi erano particolari non conformi e ho confrontato vari modelli appurando che si trattava di missili francesi Apilas, l’identificazione è avvenuta grazie al compagno Terzo Taddei che ha identificato il modello esatto ricercando nel web, lo ringrazio di cuore.

Tornando a Daraa procede spedita la riconciliazione nella provincia, la polizia militare russa ha preso posizione in Tafas che è ufficialmente riconciliata, molti dei miliziani che la occupavano si sono trasferiti con ISIS, l’esercito siriano ha raggiunto il confine con la sacca ISIS, a breve inizieranno i combattimenti anche con loro.

L’aviazione russa, assieme a quella siriana hanno iniziato a colpire obbiettivi all’interno della sacca di Tasil. In Daraa sembra ormai dato per certo che i miliziani dell’FSA si vogliano arrendere certo a loro non deve essere rimasto gradito che i loro capi siano fuggiti con ingenti somme di denaro, a quanto si dice, e da allora quasi non combattono. Al Yadudah è la prossima cittadina dove entrerà la polizia militare russa per coordinare le operazioni della riconciliazione, un’altra favolosa notizia.
A nord , verso Quneitra sono in corso scontri a fuoco con tiri di artiglieria da ambo le parti

Aggiornamento dai fronti siriani del 12-7-2018

Daraa è finalmente LIBERA!!!

La grande Battaglia per Daraa

Daraa libera 12-7-2018

Oggi 12 luglio 2018 si scrive una pagina importante nella storia di questa lunga e sanguinosa guerra. Daraa città simbolo della guerra innescata e nutrita da potenze straniere in Siria, ritrova finalmente oggi la libertà che tanto attendeva. La popolazione è scesa in strada a festeggiare mentre la polizia militare russa, garante degli accordi di riconciliazione, si stava schierando nella parte orientale di Daraa. I contatti di ieri e la non belligeranza dimostrata negli ultimi giorni, seguiti alla fuga in Giordania di molti esponenti di spicco, pare con ingenti somme di denaro, ha minato definitivamente ogni velleità bellicosa dei miliziani.

Già alle prime luci dell’alba convogli siriani muovevano dal fronte di Daraa verso la prossima città da liberare, Quneitra. Il fatto che questi convogli fossero consistenti ci dice molto sull’avanzamento della trattativa che era in corso da giorni. La resa formale è avvenuta quando Adham al-Akrad uno dei più importanti capi miliziani rimasti in città, ha ordinato alle truppe di arrendersi e ha preso contatto con i mediatori per consegnare tutte le armi pesanti e i depositi come richiesto.

Daraa LIBERA!

A seguire le NDF sono poi partiti i soldati della 9° Divisione corazzata, una delle unità migliori sul campo di battaglia.
Non solo Daraa si è riconciliata, anche Tafas, ieri, e altre cittadine come Al Yadudah, Muzayrib, e più a nord Inkhil, segno che la fine dell’FSA è ormai ineluttabile. Abbiamo già avvisato che altri villaggi stessero già trattando, e potrebbero chiudere la trattativa domani, la sacca ISIS è ormai in contatto con le forze siriane lungo tutto il suo fronte meridionale, ma sembra che prima i comandi di Damasco intendano chiudere tutta la partita FSA per poi occuparsi degli jihadisti del Califfato.

Hayt, villaggio a sud è stato inglobato dall’ISIS in quanto le milizie che lo occupano hanno giurato fedeltà al Califfo. Le prime truppe a partire dal fronte sono state le NDF unità della difesa nazionale, dopo l’ufficializzazione della resa sono poi partite le truppe d’assalto, tutte dirette a nord, lungo il difficile e delicato fronte del Golan siriano occupato da Israele, il cui premier Nethaniau era oggi a Mosca per colloqui col Presidente Putin. Credo che il tema sia sempre il medesimo, la sicurezza di Tel Aviv e le forze iraniane in Siria.

A Daraa nelle prossime 48 ore, i miliziani FSA consegneranno gli armamenti pesanti e i depositi di armi e munizioni all’esercito siriano. Coloro che non si vorranno riconciliare, a questo punto credo pochi, non verranno trasferiti a Idlib ma nella parte occidentale della provincia, che significa scappare oggi e trovarsi nuovamente catturati o arresi domani. La temuta resistenza di Daraa, non c’è stata, tutte le milizie si sono arrese senza combattere, la guerra per loro è persa, i loro capi, per bocca della Presidenza americana, hanno avuto ampie rassicurazioni che avrebbero combattuto da soli, nessuno sarebbe venuto in loro soccorso, e quindi nessuno ha inscenato attacchi chimici come a Douma. Strano vero? Qua come nella Goutha, l’esercito era in vantaggio netto, e qua ora come prima, non ha fatto alcun uso di armi chimiche. Dico questo perchè il rapporto dell’OPCW ha definitivamente escluso che vi sia stata alcuna traccia di agenti nervini, armi chimiche, nel territorio della città, pertanto le testimonianze dei cittadini erano non solo credibili ma veritiere.

La volontà di combattere delle milizie FSA è scemata di fronte alla potenza di fuoco messa in campo dai siriani, ben condotti in battaglia da ufficiali ormai selezionati ed esperti, da piani di battaglia razionali e concreti, ben studiati e con un adeguato supporto di fuoco di artiglieria, di mezzi corazzati e dell’aviazione. A mano a mano che l’avanzata proseguiva si è intuito che la debolezza delle milizie cresceva, la sconfitta si è palesata con la perdita di due postazioni chiave, El Naymah e El Taybah con Nassib, queste conquiste hanno aperto le retrovie FSA, sguarnite di difese e pertanto indifendibili. Gli stessi comandi “ribelli” ne erano consci e hanno puntato il tutto per tutto nel tenere quei capisaldi, caduti quelli, hanno ceduto di schianto, non si può fermare un fiume in piena quando rompe gli argini e così l’esercito siriano, come un fiume in piena, negli ultimi giorni, ha travolto e sbaragliato le sparute retrovie dei combattenti filo occidentali, che hanno lasciato sul campo ogni ben di dio di armi di produzione americana ed europea, i missili TOW a decine i missili MILAN, gli Apilas francesi, carri armati e blindati integri. Una vera disfatta e ora si replicherà a nord verso Quneitra. Non credo che si arriverà alla fine della prossima settimana, nella peggiore delle ipotesi:Resta da capire come si regoleranno poi con ISIS.

Materiale bellico rinvenuto nel sud ovest siriano in depositi delle FSA si vedono i missili francesi APILAS

Aggiornamento flash dai fronti siriani del 14-7-2018

La Grande Battaglia per Quneitra

siriani in festa per l’esercito che avanza

Terminata la precedente battaglia, con la liberazione di Daraa, inizia oggi la campagna per Quneitra. Inizia con i migliori auspici, potremmo osare scrivere, le comunità che nei giorni scorsi avevano infatti espresso la loro volontà di riconciliarsi stanno iniziando a farlo. Dopo Inkhil ieri, oggi è il turno di Jasim, Simlin, Zimrin, Agrabaa e Kafar Nasej, ad est di Jasim. Oggi sono avvenute le consegne di diverso materiale bellico da parte dei miliziani riconciliantisi, si tratta di blindati e carri armati, tecniche e lanciarazzi.

Sud ovest siriano battaglia per Quneitra 14-7-2018

Più che una battaglia, quindi, finora ha assunto i contorni di una situazione gestionale e logistica gestire quindi la resa di molte comunità che si riconciliano e spostare e prendere in custodia i molti armamenti che vengono consegnati all’esercito.
Quneitra è in un settore molto delicato, al confine con il Golan occupato e presidiato dalle forze di occupazione israeliane, pronte ad attaccare alla minima occasione fornita loro, per cui l’esercito dovrà prima occuparsi di tutti i settori più distanti e sicuri per poi concentrarsi sui pochi obbiettivi a cavallo della zona smilitarizzata.

È interessante notare come in questi anni, i miliziani abbiano occupato la fascia smilitarizzata senza che mai Israele si lamentasse di questo e della presenza di forze armate. Ora invece è pronta a fare la voce grossa, segno inequivocabile che desse appoggio diretto alle milizie che combattevano il legittimo governo siriano.

Con buona pace per Saviano e savianisti, la popolazione di diversi villaggi liberati nei giorni scorsi è scesa in strada a festeggiare il ritorno dell’esercito siriano a difenderli e il ripristino dello stato siriano sui loro territori per troppo tempo occupati dalle milizie sostenute dall’occidente.

In Daraa invece stanno procedendo le consegne dei materiali bellici, quantità davvero grandi e presto inizieremo a vedere le immagini dei depositi che l’esercito troverà.

Situazione tra il 14-7-2018 ed il 20-7 2018

Sud Ovest siriano, battaglia per Quneitra 16-7-2018

Sud ovest siriano battaglia per Quneitra 17-7-2018

Aggiornamento flash dai fronti siriani del 20-7-2018

resa generale FSA nel sud ovest 20-7-2018

La grande battaglia per il sud ovest della Siria è terminata!

Il dopo resa delle FSA in Siria fronte del sud ovest 20-7-2018

Oggi i comandi delle forze unificate dei “ribelli” hanno ufficialmente comunicato la resa generale di tutti i fronti.
L’esercito siriano ha dimostrato una tale superiorità da spingere i combattenti a desistere da ogni ulteriore e vana resistenza. Già ieri sera c’erano stati dei segnali in tal senso, ma solo oggi il tutto è stato palesato e concretizzato. Un momento davvero grande, in meno di tre settimane si conclude una campagna che poteva essere sanguinosa e lunga e si è rivelata invece rapida e carica di diplomazia per riconciliare le comunità locali.

Proprio ieri pomeriggio ho fatto il punto sui combattimenti, accenno infatti alla cattura di alcune posizioni chiave che garantivano il controllo di fuoco fino al Golan all’esercito siriano…


Aggiornamento dai fronti siriani del 20-7-2018

Situazione odierna del 20-7-2018

Sacca ISIS in espansione 20-7-2018

Cosa sta accadendo oggi:

La resa di ieri è stata un evento davvero atteso, la volontà di combattere da parte dei miliziani era venuta meno dalla caduta di Daraa, città simbolo della guerra. Da li erano iniziati i moti organizzati per portare al “regime change” tanto voluto da Usa e altre potenze. Cosa comporta questa resa? Intanto, che i miliziani che intendono farlo si possano recare a bordo dei famigerati autobus verdi (ma ora usano anche molti pullman granturismo) presso la sacca di Idlib, la consegna di tutti i sistemi d’arma anticarro, o antiaereo che eventualmente abbiano (abbiamo visto dei Milan, dei missili francesi e moltissimi americani Tow).
Altra conseguenza è stata la possibilità garantita di evacuare, nel contempo, le due città sciite assediate nel nord del Paese, Al Fuah e Kafriyah che da ieri sono disabitate. Gli autobus verdi hanno portato in salvo i tanti abitanti e miliziani che le difendevano.

Resa delle forze FSA nel sud ovest siriano 20-7-2018

Questa volta abbiamo notato come l’evacuazione dalle città assediate abbia preceduto quella dai settori dei terroristi, memori dei precedenti tentativi falliti e costati la vita a numerosi civili di cui un nutrito gruppo bambini, durante la Battaglia per Aleppo.
A mano a mano che passano le ore le forze FSA si stanno radunando verso i punti di raccolta e di esfiltrazione, purtroppo ISIS, dalla vicina sacca sta approfittando di questo ritiro per impossessarsi di diverse zone e presumiamo anche di diverso materiale bellico.

La popolazione di Sunamein in festa per l’arrivo dell’esercito siriano nel loro villaggio 20-7-2018

Le forze aerospaziali russe e l’aviazione siriana stanno bombardando pesantemente molte postazioni ISIS sul fronte orientale della sacca, l’attacco siriano infatti è ormai prossimo, appena ultimate le operazioni di sgombero dei miliziani, probabilmente partirà l’ultima battaglia per liberare i confini a sud.
Ho preparato un video con Sascha di Saker Italia in cui facciamo il punto sulla situazione militare con molte più mappe, proprio alla vigilia della resa di questo fronte.
Si è poi svolto il vertice tra i presidenti americano Trump e Russo Putin a Helsinki, ne parlo con Leni Remedios di Pandora tv.

Sono stati giorni con molte novità. Presto in Siria avremo due possibili scenari, o la definitiva battaglia contro l’ISIS, che ricordiamo occupa ben tre sacche in Siria, quattro con quella in territorio occupato dalle forze filo USA ad est dell’Eufrate, oppure la resa dei conti con le forze terroriste sostenute dalla NATO e dall’occidente con Arabia Saudita e Turchia nel nord del Paese, per liberare quindi i settori di Idlib e di Afrin, data la pesante presenza turca escluderei Afrin, mentre una Battaglia su gran parte della provincia di Idlib potrebbe essere ipotizzabile data la presenza in forze di Al Qaeda, nella sua incarnazione di Hayat Tahrir al Sham. Non dovremo attendere molto per svelare questo mistero.

Aggiornamento dai fronti siriani del 22-7-2018

Sud ovest siriano Quneitra 22-7-2018

La città di Quneitra nel sud ovest della Siria è da oggi ufficialmente libera. L’esercito siriano è rientrato nella città dopo anni di occupazione da parte dei terroristi. La popolazione festeggia per le strade.
A fianco di questa bella notizia dobbiamo anche darne una brutta, un sodato siriano è stato assassinato durante un attacco aereo israeliano avvenuto su territorio siriano, le truppe siriane si stavano riposizionando lungo le zone di delimitazione, non confine, del Golan occupato da israele.
Questo paese terrorista e teocratico è sempre più fuori da ogni legalità internazionale e sempre più responsabile di aggressioni e crimini contro l’umanità.

22 luglio 2018

Questo è uno dei comandanti terroristi fuggiti oggi in Israele, è stato accolto come si conviene ad un fiero alleato di Tel Aviv: Si chiama Moaz Nassar, comandante delle milizie Fursan al Golan.

23 luglio 2018

Breve riflessione sull’evacuazione dei terroristi in Siria via Israele.

Al Qaeda e white helmets in Siria

Quanto avvenuto tra ieri ed oggi, l’evacuazione di centinaia di miliziani legati a formazioni terroristiche, sia dell’FSA che di Al Qaeda direttamente, molti dei quali arrotondavano le paghe con qualche comparsata durante le registrazioni dei filmati prodotti dalla White Helmets distributions, ci propone uno scenario disarmante: sono stati infatti alcuni Paesi europei quali Germania e Gran Bretagna, poi Canada e Stati Uniti e Giordania a dichiararsi immediatamente disponibili per il loro accoglimento come rifugiati.

Israele se ne è fatto tramite attivo, come già in precedenza con un costante aiuto medico e militare, oltre che in rifornimenti di generi di prima necessità.
Abbiamo già più volte discusso nelle Sitrep e nei video di come questa ONG creata da un ex ufficiale inglese, altro non fosse che una copertura per garantire un afflusso costante di milioni di euro alle formazioni terroristiche che hanno insanguinato ed insanguinano ancora la Siria, attraverso i White Helmets infatti molti Paesi hanno potuto, per canali leciti, far affluire milioni di euro che sono serviti a sostenere lo sforzo bellico contro lo stato siriano e causare centinaia di migliaia di morti in questi anni tremendi di guerra molto poco civile.
Fino ad oggi lo denunciavamo apertamente, noi come anche altri blogger, per conto mio parlo di Saker Italia, delle pagine di La Voce di Damasco, del giornale online IlSudEst.it, attraverso le collaborazioni con il Bologna MetropolitanGazette, e altri ancora, adesso sono loro stessi ad ammetterlo recuperando direttamente i finti operatori di protezione civile e veri jihadisti in armi. Ricordo come siano state molteplici le testimonianze sull’operato al fianco di Al Qaeda dei WH, come collaborassero ad esempio nell’esecuzione dei prigionieri, come partecipassero in armi alle azioni belliche. Sappiamo bene ora anche grazie alla OPCW dell’ONU che abbiano di certo inscenato finti attacchi chimici come quello del 7 aprile, finti nel senso che non sono stati commessi di certo dalla Siria, ma fortissimo è il sospetto che gli WH abbiano assassinato con gas di cloro molte persone prigioniere in un appartamento. Civili inermi i cui parenti attesero invano la liberazione il giorno della resa di Douma, credo ricordiate bene quella triste storia.

Manifestazione nazista in Ucraina

Ebbene oggi sono proprio alcuni stati europei a dichiararsi di fatto complici di questi gruppi terroristici, mettendone in salvo i componenti invece di processarli per crimini di guerra e terrorismo internazionale, e mi stupisco solo che tra essi al momento non vi sia anche la Francia, che fa sempre la brillante con il …. degli altri.

Italiani che inneggiano alla UE e a Coco Chanel nota per essere stata filonazista nella Francia Occupata e scappata in esilio al termine della guerra

Questi atti gravissimi e manifesti mi danno un tale disgusto che se prima ero dichiaratamente euroscettico, oggi non posso che dirmi che davanti ad una Europa , intesa come UE, che vede come Paesi leader incontrastati Francia e Germania, con un ruolo primario nell’aver causato morte e distruzione in altri Paesi quali Siria o Ucraina e con queste modalità, ecco io non posso che chiamarmi fuori e non ritenermi affatto cittadino UE, no grazie l’Italia per fortuna è uno dei Paesi che non ha alimentato il terrorismo di questi criminali, e non risulta aver finanziato i WH e di questo ne vado fiero, resto ITALIANO e non europeo, questa UE non è solo malata è marcia fino al midollo, ha smarrito valori e senso di giustizia, ha perso la sua vera umanità e spirito originario sostituito dalla prevaricazione, dall’interesse particolare, dall’egemonia e dal sopruso.
Meglio starle alla larga.

Aggiornamento flash dai fronti siriani del 24-7-2018

Sud ovest siriano Sacca ISIS del Golan

ISRAELE ABBATTE UN CACCIA SIRIANO!!!

Sacca ISIS di Tasil abbattimento caccia primo aggiornamento del 24-7-2018

È iniziata la campagna siriana per demolire la sacca dei terroristi dell’ISIS a cavallo tra la Siria le alture del Golan occupate da Israele e la Giordania. Le forze siriane stanno avanzando da nord lungo la zona che delimita il settore sotto occupazione israeliana. Li sono sistemate molte delle installazioni dei terroristi essendo una zona estremamente pericolosa per i siriani data la vicinanza con il regime teocratico di Tel Aviv pronto a cogliere ogni errore per colpire le forze siriane che combattono i terroristi. Mi giunge in questo momento infatti da fonti israeliane la notizia dell’avvenuto abbattimento con due missili patriot di un caccia siriano impegnato nel supporto alle truppe a terra.

Non ho notizie del pilota né della esatta posizione sulla mappa del caccia al momento dell’abbattimento. Le fonti affermano che si trovasse 1,4 Km all’interno dello spazio aereo di Israele, è possibile data la prossimità dei bersagli da colpire che appositamente sono stati posizionati dai terroristi a ridosso della copertura israeliana. Il fatto che il pilota abbia ugualmente compiuto la missione fa di questo un vero eroe e spero non un martire.

Questo è l’ennesimo episodio che ci conferma come Israele stia spalleggiando fino all’ultimo le forze del Califfato nero, le stesse che hanno compiuto attentati in tutto l’occidente oltre che in Siria ed in Iraq e Turchia ma che mai hanno neppure minacciato Tel Aviv. Le forze siriane di terra sono guidate dalle Unità Tigre, suggerisco, anzi suggerirei che i bombardamenti venissero condotti da forze aerospaziali russe a ridosso del settore occupato da Israele onde risparmiare i mezzi siriani e deviare le azioni di questi ultimi sui bersagli più interni.

Proseguono le agenzie, il pilota si sarebbe lanciato su territorio dell’ISIS speriamo possa essere raggiunto in breve dai soccorsi. Il caccia è stato identificato come un SU-24, o SU-22 secondo altre fonti. Non abbiamo notizie dell’altro membro dell’equipaggio. Il caccia volava nei pressi della roccaforte di Sayun. Il fronte avanzato si trova ora a Bakkar al Gharbi a circa 5 Km, troppi per un recupero via terra in tempo utile.

Proseguono i combattimenti e oggi sono stati liberati altri tre villaggi: Al Mazrah, Bakkar al Gharbi e Khirbat Kisfin.
Il fronte è vicinissimo a Sayda al Golan, villaggio importante da liberare per coprire il fianco destro delle linee siriane e aggirare le difese di Tasil sulla quale si sta chiudendo una morsa. Entro pochi giorni vedremo se anche i terroristi ISIS verranno messi tutti in salvo da Israele come hanno fatto con quelli di Al Qaeda. Mentre è al momento certa la notizia dell’abbattimento, ancora non vi è certezza sul punto dell’eventuale sconfinamento e dove poi sia caduto il caccia, le notizie su questo punto si fanno confuse. I nostri pensieri vanno sicuramente agli eroici membri dell’equipaggio e alle loro famiglie.

Aggiornamento flash dai fronti siriani del 24-7-2018 n.2

SU-22 forze aeree siriane

Sacca ISIS di Tasil

Sacca ISIS abbattimento caccia siriano 24-7-2018

Arrivano finalmente aggiornamenti sull’abbattimento del caccia siriano, si tratterebbe innanzitutto di un caccia SU22 (anni 70) con un unico pilota, da qui la contraddizione dei precedenti bollettini che parlavano di SU-24 ma di un solo pilota, cosa che come abbiamo già scritto appariva strana. Il pilota, purtroppo dichiarato morto, sarebbe il col. Umran Mare, di Tartous, un altro eroe che è caduto combattendo contro le forze che sostengono il terrorismo nel mondo, Israele è evidentemente tra questi. Permangono ancora tutti i dubbi sulla motivazione dell’abbattimento, ma dubito ve ne sia una differente dalla volontà di uccidere e difendere i terroristi.

Aggiornamento dai fronti siriani del 26-7-2018

CROLLANO LE DIFESE ISIS!!

Sud ovest siriano Sacca ISIS di Tasil

Sud ovest siriano pomeriggio 26-7-2018

Sotto una spinta decisa dell’esercito siriano, che non riduce da giorni la pressione offensiva sulla sacca, l’ISIS oggi ha visto crollare le linee dei fronti che difendevano la città di Tasil. Ieri la caduta di Saidah a nord est e la cattura di alcune fattorie in posizione chiave a sud ovest, le fattorie di Alashahary, hanno aperto vie di avanzata non difese da particolari strutture da parte ISIS. Saidah ha aperto la via verso Ain Tjakar e da li altri villaggi più a sud, ma erano sguarnite le retrovie di Tasyl, cosa che si è ben vista quando da sud ovest le Unità Tigre hanno deciso di avanzare verso nord est per ricongiungere i fronti in avanzata e chiudere in sacca Tasyl.

sud ovest siriano 26-7-2018 la sera

La vicina Jaleen è presto caduta e con essa l’ultima difesa ISIS nel retroterra della sacca. Importantissimo nella condotta delle avanzate, l’uso preparatorio, massiccio e sistematico, dell’artiglieria, sia cannoni che razzi, rivolti sulle difese del Califfato, utilizzo che a differenza del passato, appare come un supporto in elevato carico di saturazione. Con la liberazione di molte sacche non solo si sono liberati per essere utilizzate molte unità militari di prim’ordine, ma anche una ingente quantità di mezzi, cannoni, lanciarazzi carri armati, il tutto in numero tale da divenire oggi, a differenza che in passato, determinanti nel causare perdite e danni alle difese nemiche da farle capitolare poi alle prime spallate.

Gli scorsi giorni di intensa pressione offensiva, accompagnati da continui attacchi aerei sulle truppe ISIS, ha causato loro tanti danni in perdite di miliziani da aver oggi reso non più sostenibile l’estensione dei fronti. Da qui la vera e propria rotta innescatasi oggi o nella notte di ieri, dopo la perdita dei cardini difensivi poc’anzi menzionati. Su Jaleen in particolare , le Unità Tigre, hanno guidato niente meno che la 4°Divisione corazzata. Le milizie che si sono opposte loro erano quelle della fazione di Jaish Khaled bin Walid, affiliata ISIS, che è stata letteralmente annientata dopo aspri combattimenti, subendo perdite tali da rendere impossibile ogni ulteriore azione difensiva.

SAA lungo la zona di delimitazione col Golan siriano occupato da Israele 26-7-2018

Le restanti difese ISIS, schierate a Tasil e Adwan si sono a quel punto lanciate in una ritirata frenetica abbandonando città e materiali per ripiegare verso il confine giordano, e ridurre dei fronti ormai troppo estesi per le loro poche forze ancora operanti. L’esercito siriano ha oggi ripreso il controllo di innumerevoli località, oltre alle già citate Jaleen, Tasil e Adwan, dobbiamo citare Sahem al Golan, Hayt, Ben Adwan e al-Mazyra. Giornata quindi davvero terribile per gli sconfitti e gloriosa per le forze di liberazione dell’esercito arabo siriano, SAA, che vive oggi una vittoria schiacciante sui terroristi.

Un fattore importante è la presenza sempre maggiore di gruppi armati che aderiscono alla guerra a fianco dell’esercito siriano, gruppi che altro non sono che ex appartenenti alle FSA, milizie che dopo la riconciliazione sono desiderose di combattere il Califfato fianco a fianco con quelli che ritenevano i nemici di un tempo e grazie alla diplomazia siriano-russa, oggi sono fratelli ritrovati e in armi.

Suweida

Ieri si è consumata una delle pagine più sanguinose di questa guerra, commandos di assassini ISIS si sono infiltrati dalla sacca del deserto di Suweida fin dentro la città dove con cariche esplosive e mitragliatori hanno seminato morte tra gli inermi cittadini, massacrato famiglie, uomini donne e i loro figli senza pietà, sono più di 250 le vittime finora contate di questo indicibile massacro. Non indulgerò oltre nel racconto di questa tragedia, ma pongo a tutti voi una riflessione, se di fronte a questa strage non avessimo trovato vittime siriane, donne e bambini di questo martoriato paese, martoriato per precisa volontà e disegno occidentale, come pensate che si sarebbero comportati i media nostrani? Non avremmo forse visto i telegiornali di tutte le tv aprire con queste notizie? Invece quanti di voi ne hanno sentito parlare? Pochi credo e questo ci da il metro di valutazione dell’affidabilità dei nostri organi di informazione, e del valore che essi assegnano alla vita delle persone o dei bambini ed alla scala di valori a cui essi fanno riferimento.

Presto, anzi prestissimo anche questa sacca ISIS troverà pane per i suoi denti, sono arrivati qui nel deserto di Suweida, approfittando della benevola presenza delle forze USA in Al Tanf, ma non durerà a lungo, preso sarà terminata tutta la campagna di liberazione del sud ovest siriano, nelle circa 3 settimane che avevamo previsto tra l’altro, e allora le truppe potranno voltarsi e procedere con tutta la furia del caso contro di essi, e la giustizia calerà con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno su coloro che provarono a distruggere i loro fratelli. e allora capiranno che la falsità del loro credo quando l’esercito siriano farà calare la sua vendetta sopra di essi.



Video sitrep 39 divisa in due parti , qui la prima in cui trattiamo dell’attentato a Suweida, 250 vittime, città nel sud della Siria.
Buona visione.
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Aggiornamento dai fronti siriani del 30-7-2018

Sud Ovest siriano, la sacca ISIS

Sudovest siriano 30-7-2018

Ormai la distruzione della sacca ISIS di Tasil è giunta alle battute finali.

Sud ovest siriano 28-7-2018

Oggi l’esercito siriano ha comunicato ufficialmente che l’intera linea di demarcazione (non confine, badate bene) del territorio siriano con le alture del Golan siriano occupate da Israele, è sotto totale controllo dell’esercito. Ieri infatti era stata liberata Aabdyn e oggi con una ulteriore spallata offensiva, le Unità Tigre hanno guidato la liberazione di Ma’rban, raggiungendo il confine con la Giordania da nord.

Più ad est la roccaforte di Ash Shajarah, è stata liberata dalle brigate della 4° Divisione corazzata. e con essa è caduta l’ultima roccaforte ISIS in questo settore e se non erro, l’ultima cittadina in mano del Califfato nero nell’intera Siria! Poche ore ormai separano gli ultimi miliziani neri dall’ineluttabilità del loro destino. Importante segnalare come sia sempre più grande l’impegno bellico delle milizie ex FSA, ora riconciliate con la Siria, che sono schierate su questi fronti a fianco delle truppe dell’esercito.

Sochi

La delegazione siriana è giunta oggi a Sochi per l’inizio di una nuova tornata di incontri per la pace in Siria, sul tavolo di certo ci saranno i territori occupati delle sacche di Idlib- Afrin e quelli ad est dell’Eufrate occupati dalla coalizione occidentale per mezzo di mercenari SDF.

Sacca ISIS del deserto di Suweida

Proseguono i bombardamenti russi e siriani iniziati ieri, le forze ISIS si nascondono dietro le donne che hanno rapito durante il recente attacco sanguinoso contro Suweida, in cui ricordo tra bombe, kamikaze e colpi di mitragliatrice, hanno ucciso circa 250 siriani civili, famiglie intere.
A breve, nonostante gli ostaggi, partiranno le operazioni di terra per eliminare anche questa pericolosa sacca di assassini.

Nota a margine:

Nel Campionato di Giochi militari, la Siria è rappresentata con un equipaggio della 3° Divisione corazzata. Le gare di oggi erano impostate su un percorso urbano per forze corazzate, il punteggio ottenuto dalla squadra siriana è stato tale da permettere loro di risalire dal 6° posto di ieri al secondo, i commenti degli osservatori sono stati eccezionali. A quanto pare la squadra siriana ha dimostrato di avere accumulato tale esperienza da poter primeggiare su tutte le altre nel contesto urbano.
Le squadre in campo erano: Vietnam, Kirghizistan, Armenia, Myanmar, Tagikistan, Siria, Bielorussia, Serbia e Russia.

Aggiornamento flash dai fronti siriani del 31-7-2018

Sud ovest siriano al 31-7-2018

Campagna del sud ovest siriano

Termina oggi l’offensiva siriana nel sud ovest siriano.

Dopo la liberazione di Daraa e la sostanziale resa generalizzata di tutte le fazioni FSA poco dopo in Quneitra, con la cattura dell’ultimo fazzoletto di terra rimasto in mano ISIS dopo le sconfitte da loro patite nei giorni scorsi, possiamo dichiarare definitivamente chiusa questa grande offensiva militare e diplomatica. Erano rimasti vivi in pochi e si erano man mano dovuti ritirare sempre più all’interno fino ad essersi trovati con le spalle al muro. Ieri la notizia dell’offerta ISIS di liberare le donne rapite a Suweida, circa 22, in cambio del trasferimento dei miliziani del Califfato sopravvissuti all’offensiva siriana. Oggi l’accettazione di questa intesa e l’arrivo degli autobus su cui saliranno i miliziani. Verranno trasferiti secondo gli accordi nel deserto ad est di Suweida, senza armi pesanti chiaramente e senza munizioni se non quelle personali. In seguito l’esercito darà loro la caccia per l’eliminazione della sacca in cui verranno trasferiti. Sarà un’operazione di pulizia, non vi sono nascondigli tali da permettere loro di resistere a lungo e solo la preparazione della Grande offensiva su Daraa aveva allontanato nel tempo la reazione siriana alla loro presenza in loco, avvenuta evidentemente grazie al passaggio franco attraverso la sacca di Al Tanf, presidiata da forze USA e mercenari al loro servizio chiamati New Syrian Army.

Ora tutte le unità d’élite utilizzate su questo fronte potranno spostarsi verso la prossima grande offensiva, che presumibilmente avverrà tra Jisr al Shougur e Idlib.

Stefano Orsi

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