#Syria Situazione operativa sui fronti siriani al 9-9-2018


Da Stefano Orsi riceviamo il seguente aggiornamento dai fronti siriani, in condivisione con Sakeritalia.it.

Sacca di Idlib situazione al 9-9-2018

Aggiornamento flash dai fronti siriani del 5-9-2018

Nella giornata di oggi sono proseguiti con medesima intensità i bombardamenti sulle postazioni militari e difensive delle formazioni terroristiche che occupano la provincia di Idlib. Ieri verso sera un raid israeliano ha colpito due obbiettivi in Siria. Uno vicino Masyaf (ma ho visto solo fumo alzarsi dal fianco di una collina senza alcun obbiettivo, per cui sospetto che i missili diretti qui siano stati distrutti o deviati dagli obbiettivi) mentre lungo la costa è stata colpita la località di Banyaf dove sorge una raffineria che non è stata minimamente toccata dai missili. Una persona risulta rimasta uccisa e tre ferite. Resta il dubbio su chi o cosa stessero cercando di eliminare i figli di David… di certo non le sterpaglie che hanno distrutto.

Certo è che il loro arrivo è stato visto, valutato, calcolato, e consentito in quanto i Russi hanno in volo in queste ore due aerei di tipo Awacs h24 cui non possono essere sfuggiti, inoltre la reazione siriana è stata volutamente limitata all’eliminazione dei missili lanciati e non rivolta verso i caccia, il che ci lascia intendere che il tutto sia stato consentito come contropartita per favorire certe dinamiche di politica interna di Tel Aviv. Ritornando ai bombardamenti ho notato come ieri tutti i tg mostrassero sempre le medesime immagini quasi a lasciare intendere che fossero stati colpiti edifici civili, come se forze militari ridotte al minimo essenziale, come il piccolo dispositivo aereo russo o i vetusti caccia siriani, avessero tempo e modo di disperdere le loro forze su obbiettivi non di primario valore militare. Questi giornalisti non è che non capiscono nulla, è che non sono, per me, liberi di lavorare seriamente. E’ impossibile che tutti mostrassero le stesse immagini (non solo in Italia) anche la tv israeliana, Al Jazeera, o la BBC o la tv France 24, tutti con le stesse immagini. Troppo perché sia casuale, troppo anche per loro.

Intenso fuoco di risposta da parte dei terroristi che hanno iniziato ad impiegare i missili americani TOW, colpendo un T72 privo di corazza reattiva ERA, che misteriosamente faceva bella mostra di se davanti alla piana di Al Ghab, probabile che i comandi siriani intendessero proprio individuare le postazioni di lancio di Al Qaeda. Trovo a questo riguardo strano che nessun giornalista tv abbia mai nulla da eccepire che i terroristi di Al Qaeda abbiano tale disponibilità di armi americane, ancora di più in questo periodo dell’anno in cui l’11 di settembre si avvicina. L’esercito siriano intanto, prosegue nell’invio di truppe al fronte in vista della prossima offensiva di terra.

Giorno 7-9-2018

Rohani, Putin Erdogan Teheran 7-9-2018

Sono in corso i colloqui in Iran tra i Leader dei Paesi coinvolti direttamente nella guerra in Siria: Russia Turchia ed Iran. Gli assenti, come la Siria, sono rappresentati dalla Russia. Altri Paesi coinvolti non sono presenti in quanto o sono occupanti come gli USA o mantengono e foraggiano lo sforzo bellico delle milizie mercenarie da loro create e pagate.

Il vertice si è sostanzialmente concluso con la richiesta ai terroristi in Idlib di deporre le armi ed arrendersi prima che parta l’offensiva di terra, il che potrebbe essere inteso come un via libera alla Siria per liberare anche questa fetta di territorio e popolazione tenuta sotto il giogo del terrorismo sanguinario e spietato. Stanotte o domani potrebbero già partire i primi attacchi di terra di questa operazione che si preannuncia come la più massiccia dall’inizio della guerra.

Oggi i bombardamenti siro-russi si sono spostati dalla piana di Al Ghab al fronte a nord di Hama, sulle difese di Al Qaeda poste su questa parte di fronte, perché però cambiare totalmente zona di bombardamento? Le ragioni possono essere diverse, però possiamo ipotizzarne due in particolare. Innanzitutto non lasciare chiaro al nemico quale possa essere il primo fronte di attacco. Pensiamo che avverrà su tre fronti. Secondariamente, per allontanare il rischio di un finto attacco chimico inscenato dai terroristi e che i Paesi occidentali, Usa Francia e GB pare chiedano insistentemente ai loro mercenari combattenti in Idlib. Altro non saprei pensare. Lo spostamento dei bombardamenti costringe infatti i terroristi a movimentare i carichi di gas che impiegheranno nel finto attacco. Attacco finto in quanto verrà accusata la Siria, ma che abbiamo già avuto modo di spiegare sarà “vero” per quei civili prigionieri che verranno sicuramente uccisi per la messa in scena di un ennesimo crimine contro l’umanità . Atto che come i precedenti sarà commesso dai WH (elmetti bianchi) con il patrocinio dei media di tutto il mondo occidentale che ne diffonderanno la versione per incolpare la Siria delle azioni di altri.

E lo scenario si sta ripetendo uguale a se stesso con i vertici USA e europei che già dicono di avere prove ( mai mostrate una sola volta in precedenza) della preparazione di un attacco da parte siriana, notizie false per preparare l’opinione pubblica, sapientemente imbeccata dai media, alle future azioni dei loro governi.

Lo abbiamo già visto, lo conosciamo e non ci inganneranno ancora.

Le ore più a rischio per il finto attacco chimico ritengo possano essere le prime 48 ore dall’inizio della campagna di terra siriana contro i terroristi asserragliati in provincia di Idlib.

Giorno 8-9-2018

La Grande Battaglia per Idlib

Sacca di Idlib, fronte a nord di Hama 8-9-2018

Si intensificano i bombardamenti sul fronte a nord di Hama, qui i caccia siro-russi stanno effettuando attacchi non stop contro le difese di al Qaeda e anche nelle retrovie per colpire la linea dei rifornimenti, i depositi e i comandi delle milizie qaediste.

Tutto è propedeutico all’attacco di terra sempre più vicino ormai.

L’offensiva partita il giorno 4 vede questa fase preparatoria all’attacco di terra come parte essenziale di questa battaglia.

È quindi corretto dire che l’offensiva sia partita il giorno 4, perchè, senza questa fase necessaria, l’attacco di terra non avrebbe mai luogo o costerebbe un numero enorme di vittime siriane in più. “ammorbidire le difese è un imperativo categorico per preparare la futura vittoria. Credetemi, non ritengo sarà facile come su altri fronti. Qua i diavoli neri dispongono di arsenali davvero enormi, armi potenti come i missili TOW americani che abbiamo visto usare al meglio per distruggere le forze corazzate. Non si abbia dunque fretta ne si veda questa operazione come se non facesse essa stessa parte integrante della fase successiva, che sarà l’attacco da parte delle forze siriane di terra.

Giorno 9-9-2018

Qamishly

Qamishly 9-9-2018

Tre giorni fa una pattuglia siriana che si recava a dare il cambio ai suoi commilitoni presso un posto di blocco, è stata attaccata da miliziani occupanti delle forze curde al soldo degli americani. Questi terroristi che occupano una gran parte della Siria in nome e per conto degli USA, e alleati delle NDF in gran parte composte da ex miliziani ISIS che hanno cambiato bandiera e padrone, stanno davvero mostrando il loro vero volto, corrotto e sanguinario. Pochi giorni prima avevano aperto il fuoco contro la popolazione siriana scesa in strada per protestare contro l’occupazione, sventolando bandiere siriane, oggi si rendono protagoniste di un efferato attentato costato la vita a dieci soldati siriani che reagendo hanno ucciso sette degli assalitori.

Si è poi scoperto che i soldati attaccati erano quelli, almeno molti di loro, che avevano negato il passaggio a truppe statunitensi in transito da Qamishly, rispedendole da dove erano arrivate.

Occorre spiegare che permangano diverse sacche ancora sotto il controllo diretto siriano nella parte est del paese, rimaste isolate da quando l’ISIS aveva preso il controllo del territorio e che poi è stato passato sotto il controllo delle SDF quasi senza nemmeno combattere.

Idlib

1° divisione siriana 9-9-2018 in viaggio da Damasco per Idlib

Procedono i bombardamenti preparatori per l’attacco di terra, mentre ieri sono apparse le immagini della 1° Divisione siriana in viaggio per il fronte dal sud del Paese, viene dunque ad aggiungersi al nutrito dispositivo di attacco.

Nel contempo la Turchia ha inviato un altro grande convoglio militare dal settore di Hatay, segno che Ankara non rinuncia a mantenere un ruolo sul territorio siriano.

Per oggi è tutto, seguiranno nei giorni prossimi, ulteriori aggiornamenti sulla situazione della Grande Battaglia per Idlib.

Stefano Orsi

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