#Syria Breaking News dai fronti al 17-3-2018 by Stefano Orsi


Situazione sui fronti siriani tra ieri ed oggi, ultimi aggiornamenti al 17-3-2018

Aggiornamento dai fronti siriani del 16-3-2018

Come anticipato ieri, la cittadina di Hamouryah è stata abbandonata dalle milizie e la popolazione ha potuto mettersi in salvo a migliaia, alla sera sono state conteggiate circa 8000 persone fuggite dalla morsa opprimente dei terroristi, e hanno raccontato storie di violenze e oppressione tremende, omicidi sommari in caso ogni minima disobbedienza, e questi sono i terroristi che i governi occidentali volevano difendere impedendo la liberazione di queste decine di migliaia di cittadini siriani.
Allego l’ultimo video del canale Hanna news che permette di rendersi bene conto di cosa sia la guerra su questo fronte e come la popolazione abbia gioito dell’arrivo dell’esercito siriano.

Oggi l’esercito siriano, ha comunicato ufficialmente la liberazione completata anche della cittadina di Jisreen, ora dovrebbe essere il turno di Saqba se procederanno con la consueta marcia, forse già domani potremmo vedere altre migliaia di persone tratte in salvo dall’esercito, dopo anni di soprusi.

Finora non è stato inscenato il temuto attacco chimico, necessario a giustificare l’intervento armato occidentale, accusando il governo siriano di aver utilizzato armi di distruzioni di massa, come già tentarono di fare nel 2013 con accuse poi svelate da indagini di una università americana, il MIT di Boston, anche se ancora oggi potete sentire i nostri giornalisti ricordarla come se fosse stato il governo siriano a lanciare quell’attacco chimico.
La tensione ed i timori restano ai massimi livelli, a Damasco si attendono un attacco americano e francese entro lunedì, speriamo che si sbaglino.

La notizia più importante di oggi però resta l’accordo sottoscritto tra il governo siriano e la fazione di Jaish al Islam, che controlla praticamente la sacca a nord , quella di Duma per intendersi, accordo che avevamo ipotizzato sarebbe arrivato e i fatti ci stanno dando ragione. Benissimo quindi, una volta di più la forza della diplomazia viene dimostrata, il rispetto degli accordi presi da parte dei siriani, è la migliore arma che hanno dalla loro, gli accordi chiusi grazie alla riconciliazione sono ormai innumerevoli e hanno evitato combattimenti sanguinosi.

Secondo questo accordo:

JaI libererà i prigionieri siriani detenuti in Duma, tra cui vi sono numerosi soldati.

JaI consegnerà tutte le armi pesanti.

JaI consegnerà il pieno controllo di tutte le vie di accesso alla città.

I miliziani di JaI in Duma potranno scegliere la loro destinazione tra Idlib, Daraa, o restare nel Ghouta ed essere perdonati con l’amnistia.

Potranno accedere liberamente a Duma gli aiuti umanitari ed i generi alimentari sotto controllo dei leader locali, che organizzeranno le forze di polizia per mantenere l’ordine.

Verranno ripristinate al più presto le istituzioni statali e inizieranno immediatamente i lavori per il ripristino delle infrastrutture, acqua, energia e fogne avranno la priorità.

Le armi individuali saranno regolamentate secondo le leggi vigenti nello stato.

Come vedete si tratta di un accordo completo e soddisfacente ottenuto grazie alla preziosissima mediazione russa: Vedremo gli sviluppi.

Afrin

Afrin ancora non è stata attaccata, la popolazione prosegue nella fuga dal cantone e si rifugia nella vicina Tall Rifat sotto tutela dell’esercito siriano. I Turchi stanno chiudendo velocemente la sacca che si è formata al centro del cantone, non incontrano più resistenza se non assolutamente sporadica da parte delle milizie curde, decimate nella inutile resistenza opposta allo strapotere di mezzi e numeri dell’esercito formato dalle FSA con l’appoggio dell’esercito turco.

A nord di Afrin si è chiuso l’anello col ricongiungimento dei fronti in discesa da nord e quello in salita da sud-ovest. Ogni via di fuga a chi si trovasse ancora all’interno della sacca è stata preclusa.

I Turchi stanno tergiversando nell’attaccare Afrin solamente per dare tempo ai civili di fuggire.

Situazione al 17-3-2018

Viviamo ore concitate, dopo l’annuncio da parte dello Stato Maggiore della difesa russo della preparazione dei gruppi d’attacco missilistico americani da tre mari differenti, Mar Mediterraneo orientale, Mar Rosso e Golfo persico, la tensione si è elevata alle stelle.

Si teme nelle prossime ore un finto attacco chimico che giustifichi l’attacco americano, i gruppi navali hanno una dotazione di non meno di 400 missili tipo cruise, chiaramente non possono essere lanciati a tempo ma rappresentano un potenziale devastante per obbiettivi sensibili come comandi , infrastrutture, bunker, difese contraeree che potrebebro essere devastate.

Potrebbe esserci , a differenza che in passato, una diretta e dura risposta russa a questo ennesimo attacco ingiustificato, risposta che potrebbe arrivare a colpire le stesse navi che si apprestano a lanciare l’attacco.
Il momento preciso non si conosce ma appare ormai imminente.

Ipotizzabile per la notte a cavallo tra domenica e lunedì, alla chiusura del voto in Russia, oppure questa notte per influenzare anche il voto dei cittadini russi.

La questione assurda del finto attacco chimico per eliminare la ex spia in Inghilterra non sarebbe che un ulteriore espediente per far salire la tensione e mettere sotto pressione la presidenza russa.

Ora però vediamo la situazione sui fronti siriani.

Ghouta est

Prosegue ancora l’avanzata delle truppe siriane, dopo la liberazione di Jisreen avvenuta ieri, oggi i combattimenti hanno portato le truppe siriane a liberare dapprima una parte sia di Saqba che di Kafr Batna ora il fronte si è spinto fin quasi alla loro completa liberazione. A mano a mano che i terroristi si ritirano sospinti dai siriani, la popolazione riesce finalmente a porsi in salvo, da ieri sono già circa 30.000 i civili sfollati e assistiti ora dall’esercito siriano, segno che in precedenza fossero proprio i terroristi ad imporre loro di non allontanarsi, li usavano come scudi umani.

Altissimo in queste ore è l’allarme per il potenziale attacco chimico che i terroristi potrebbero portare per giustificare l’attacco contro l’esercito siriano e le infrastrutture siriane. Il Presidente Assad e la famiglia sono, si spera, al sicuro in bunker segreti per evitare di essere assassinati dalle bombe terroriste degli USA.

Anche nel settore a nord , quello di Duma i progressi nn sono mancati, ieri è stato abbattuto da una delle fazioni , un elicottero siriano, utilizzando una batteria antiarea già vista un paio di anni fa nei pressi della base elicotteri di Mari al Sultan.

Afrin

Se le cose procedono bene nel Ghouta, vanno malissimo ad Afrin, le difese curde, annientate, non si oppongono più al nemico, che avanza in ogni dove, sta chiudendo del tutto la sacca interna senza trovare resistenza, Afrin ancora non è chiusa e la popolazione ancora fugge in direzione di Tall Rifat. Lo avevamo previsto fin dalle prime ore, ma addirittura coloro che si ricordano le video di questa estate, questa sconfitta era già scritta allora.

Deyr Ezzour

Poche ore fa un gruppo armato ISIS ha attaccato e preso il pieno controllo della stazione di pompaggio T2 nel deserto interno. Da Al Mayadeen invece ci giunge notizia della rapida ed improvvisa partenza di due colonne dell’esercito siriano, che si sono mosse verso nord in direzione di Deyr Ezzour, la ragione non è nota.

Per ora è tutto, restiamo in attesa di notizie che, data la estrema gravità del momento, comunicheremo a qualunque ora.

Stefano Orsi

Approfondimento importante di Mark Innaro sulla vicenda Skripal.

Mistero Novichòk: micidiale arma chimica russa oppure le solite "fake news"…? Cerchiamo di fare il punto, in base a quanto siamo riusciti finora a capire…

Опубліковано Marc Innaro 17 березень 2018 р.

Le mappe, le prime due rappresentano la situazione nel primo pomerggio di oggi, la terza lo stato di ieri sera nel Ghouta. La quarta invece è Afrin questa sera

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