Dopo l’apertura della scatola nera dell’aereo Russo, Barack Obama ha invitato Erdoğan a ritirare le truppe dall’Iraq e rispettarne l’integrità.

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Oggi commentiamo una news e alcune precedenti “coincidenze”. Subito dopo l’apertura della scatola nera dell’Su-24 Russo, il presidente USA Barack Obama s’è affettato a chiedere al suo omologo turco Recep Tayyip Erdoğan di ritirare il suo esercito dal nord dell’Iraq e di rispettarne l’integrità e sovranità nazionale.
Nel precedente articolo intitolato Erdoğan definisce “necessaria” la presenza di truppe Turche in Iraq! http://lucianobonazzi.altervista.org/397-2/ vi avevamo portato a conoscenza del fatto, che la Turchia aveva invaso l’IRAQ e che il governo Iracheno aveva portato il caso davanti al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Nello stesso articolo ci domandavamo se “Erdoğan fosse impazzito, oppure stesse eseguendo gli ordini di Obama”.

Ieri avevamo commentato i risultati dell’analisi condotta sulla scatola nera dell’SU 24 Russo abbattuto dalla Turchia, dalla quale era emerso che il bombardiere venne abbattuto nello spazio aereo Siriano.
Due giorni fa, il governo Armeno aveva chiesto alla Russia l’invio di truppe a rinforzo dell’esercito Armeno, il Presidente Serž Azati Sargsyan si diceva preoccupato dai comportamenti aggressivi della vicina Turchia.
Analizzando gli avvenimenti delle ultime settimane ci siamo domandati più volte se Recep Tayyip Erdoğan sia impazzito o se eseguia gli ordini di Obama: continuiamo a chiedercelo.
In una telefonata effettuata ieri pomeriggio, il Presidente Obama “ha esortato il presidente Erdogan a prendere ulteriori misure per allentare le tensioni con l’Iraq, e di ritirare le forze militari turche, sottolineando la necessità che la Turchia rispetti l’integrità e la sovranità territoriale dell’Iraq”.
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Il contingente Turco presente alla periferia di Mosul, capoluogo della provincia Irachena di Ninive, vede un contigente di truppe Turche di stanza, sostenute da 25 carri armati.
Il governo di Ankara finora ha temporeggiato, descrivendo la sua presenza in IRAQ con termini quali “rotazione di routine in un programma di formazione per le forze irachene”. Da parte sua, il primo ministro Iracheno Haider al-Abadi insiste di non aver richiesto alla Turchia nessun “Programma di Formazione”, continuando a definire la presenza Turca invasione.
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Il Primo ministro Iracheno Haider al-Abadi
Successivamente alla telefonata di Obama, hanno iniziato a rimbalzare notizie stampa secondo le quali parte delle truppe Turche stanno lasciando l’Iraq dirette a nord. Contrariamente ai media, i Peshmerga appartenenti alle sigle YPG, YPJ, ad oggi dichiarano che nell’accampamento Turco Bashiqa, non vi è nessun accenno a lasciare l’area occupata, nessun movimento se non quelli di routine. Intanto, migliaia di cittadini Iracheni hanno dato vita a manifestazioni in tutto il paese contro gli occupanti Turchi.
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Luciano Bonazzi

Fonti>
-http://www.reuters.com/
-http://www.presstv.ir/
-http://abcnews.go.com/
-http://www.rainews.it/
-http://www.fairfieldcitizenonline.com/

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