Stefano Orsi: Situazione operativa sui fronti siriani dal 22 al 26 Agosto 2016

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Dal Stefano Orsi condividendo l’articolo con sakeritalia.it, riceviamo e pubblichiamo il seguente aggiornamento sulla situazione operativa sul fronte siriano dal 22 al 26 Agosto 2016.

Stefano Orsi: Situazione operativa sui fronti siriani dal 22 al 26 Agosto 2016

Appuntamento davvero interessante per i diversi contenuti di novità sullo scacchiere siriano.

Iniziamo da sud con le “sacche” attorno a Damasco, autentico nodo strategico attorno cui si gioca il futuro della Siria.

Sacca di Daraya
I terroristi di Daraya si sono arresi!!!

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Daraya le sacche dei terroristi si sono arrese dopo 5 anni di scontri sanguinosi, una grande vittoria 26-8-2016

Dopo anni di combattimenti, con le recenti avanzate di cui vi abbiamo parlato nei mesi scorsi, l’esercito siriano ha definitivamente messo con le spalle al muro i gruppi jihadisti asserragliati all’interno di quei pochi quartieri che ancora resistevano in loro mano.
L’esercito siriano ha respinto due differenti e disperati tentativi di controffensiva e ha ripreso l’avanzata.
Le forze legate ad al Qaeda si sono viste ormai perdute e hanno richiesto la ripresa delle trattative proposte a suo tempo dai siriani.
Come d’uso per Damasco, la proposta è stata accolta ed un colloquio è avvenuto. A questo incontro i siriani si sono presentati con una proposta di resa incondizionata, cedendo le armi ed arrendendosi, hanno proposto in cambio un salvacondotto attraverso un corridoio umanitario supervisionato dall’ONU per condurre i terroristi fuori dalle zone libere della Siria e portarli a nord, presso i loro compari terroristi.
La proposta segue il profilo adottato dall’amministrazione Assad nel gestire la resa di altri quartieri in altre zone della Siria, come ad Homs per esempio.
A breve quindi tutti i combattenti della jihad, si definiscono così anche se non esiste jihad ma solo terrorismo, abbandoneranno le posizioni che hanno occupato per anni e, sconfitti e disarmati ma vivi, verranno trasportati a bordo di autobus verso nord.
Una sacca si chiude e molte truppe, dopo un periodo di riposo e riorganizzazione, potranno essere utilizzate altrove.

26-8-2016

Sono iniziate le operazioni di sgombero dei terroristi sconfitti da Daraya. Abbiamo già discusso di quanto significhi l’eliminazione delle sacche per le forze siriane e per il positivo sviluppo della crisi siriana. Le truppe scelte che combattevano qui, come la 42^ brigata della 4^ Divisione, con grande dispendio di uomini e mezzi, potranno a breve essere riorganizzate e spostate su fronti vicini, o su fronti molto attivi come Aleppo. io , sinceramente preferirei un rinforzo all’ottimo momento che si sta vivendo anche sul fronte della sacca del Goutha est al fine di imporre quella decisa spallata che obblighi alla resa anche i terroristi, numerosi, che ancora si annidano in queste terre, per poi invece muovere un numero decisamente elevato di unità complete alla volta di una avanzata forte che finora ha sempre peccato proprio in dispiegamento di truppe. Ricordo bene che Palmira venne liberata con poco meno di 6000 uomini e Qariatayn neppure quelli.

Sacca del Goutha est
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Goutha est, particolare dell’attuale offensiva siriana 26-8-2016
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Goutha est la sacca nel complesso 26-8-2016

Continua la pressione dell’esercito siriano, le difese jihadiste mostrano sempre di più la corda.
Quattro differenti contrattacchi delle varie formazioni di terroristi chiuse nella sacca sono andate ad infrangersi nel fuoco di interdizione delle truppe di Damasco e hanno solo peggiorato la già precaria tenuta dei terroristi.
Nel frattempo, ieri 24 agosto, la SAA ha iniziato una nuova offensiva da nord ovest, precisamente dalla prigione centrale di Adra, da dove sono partite le truppe di damasco e sono riuscite a far breccia nelle difese dei terroristi.
In questo modo, alcuni villaggi, tel Kurdi, Tel Savannah e Reihan sono rimasti chiusi in una nuova piccola sacca e credo proprio che i loro occupanti se la daranno a gambe levate esaurendo ogni resistenza in un’altra sostanziosa parte di questa vecchia sacca.
Ogni volta che il perimetro si riduce, il numero di truppe necessarie al suo controllo si riduce, aumentando esponenzialmente le capacità offensive delle truppe siriane. E’ per questo motivo che vediamo accelerare sempre più l’avanzata dell’esercito a danno dei terroristi, i quali presto rimarranno bloccati in una zona urbana chiusa tra la M6 ad ovest e la morsa siriana ad est. Prevedo che a breve chiederanno una nuova trattativa per la resa, una già si è svolta nel mese di luglio.
I terroristi da parte loro hanno fallito ogni grossa controffensiva, perdendo uomini e mezzi. Ora tentano di attaccare le difese siriane dal lato opposto, presso Jobar, ma anche qui per loro la cattiva sorte non muta affatto.

Asakah
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Asakah, attuali posizioni durante la tregua 26-8-2016

Abbiamo visto, nella SITREP scorsa, come fossero stati attaccati i miliziani delle Forze di Difesa Nazionale, NDF, dalle milizie curde Asayish, che si occupano della gestione dei servizi di polizia nelle aree sotto controllo curdo nella provincia di Asakah, tranne nelle zone sotto controllo governativo.
Dopo l’iniziale reazione delle NDF agli attacchi di Asayish, il successivo intervento anche di unità YPG, ha fatto pendere la bilancia dalla parte curda, riducendo significativamente il settore delle NDF di quasi la metà. Solo a quel punto, dopo giorni di trattative mediate dai Russi , le forze curde hanno acconsentito ad un cessate il fuoco che riporterà alle iniziali posizioni.
Subito abbiamo espresso perplessità per la condotta delle forze curde che procedevano con questa aggressività nei confronti delle forze governative che pure le avevano aiutate sia militarmente che con rifornimenti quando contro le forze ISIS si erano trovate in difficoltà.
Inoltre l’apertura di una linea ostile nei confronti delle forze governative ha posto in grave difficoltà il mondo curdo-siriano, in una posizione di grande debolezza ed isolamento. Loro probabilmente contavano e contano ancora su un appoggio americano, alleato mediocre che valutando la posizione delle attuali basi in Turchia ed il peso militare del loro maggiore alleato, al momento già abbastanza irritato, uso un eufemismo, per la vicenda del tentato e fallito miseramente, golpe militare di matrice Gulemista, e le eventuali prospettive offerte dall’appoggio curdo, temo non si farà troppi scrupoli nel prendere scelte scomode per i Curdi che vedranno franare ogni sogno di autonomia amministrativa nel prossimo futuro, in quanto ipotesi sgradita alla Turchia.

Provincia a sud di Asakah
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Asakah sud , offensiva Daesh 26-8-2016

Mentre le forze Asayish, su ispirazioni di provenienza esterna, erano impegnate a richiamare le truppe YPG dai fronti per rimediare ai danni causati dai loro attacchi alle NDF, l’ISIS non è rimasta a guardare, e fiutato il momento favorevole, in un solo balzo ha attaccato le truppe curde da sud lungo la M7 e risalito lungo il suo percorso per almeno una trentina di Km. Ora minacciano di arrivare addirittura ad Ash Shaddadi.
Da ieri 25 agosto sono fermi ma potrebbero riservare nuove sorprese.

Provincia di Aleppo, il fronte a nord della città
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Aleppo, provincia nord, invasione turca 26-8-2016

Cosa è successo nel nord della Siria.

Dal varco di confine di Jarabulus, sono penetrate nella Siria, in territorio occupato da ISIS, forze armate turche, assieme a gruppi di jihadisti, sigle note in quanto presenti in Aleppo. Tra esse spiccano miliziani di Nur Eddin Zanki, gruppo responsabile della decapitazione del 12nne palestinese. Naturalmente questi jihadisti, vengono presentati a tutti sotto la bandiera di comodo delle FSA, giusto per salvare la faccia. Sono segnalate anche diverse presenze di unità armate facenti parte dei Lupi Grigi, ultra nazionalisti Turchi.
In queste ore, dopo la risolutezza mostrata dalle truppe e dal governo turco, anche con gli Americani, le forze YPG hanno annunciato stamane di ritirarsi ad est del fiume Eufrate, con buona pace delle centinaia di vittime che sono costate loro i 73 giorni di assedio per conquistare Manbij.
Stiamo quindi seguendo l’evolversi della situazione. Al momento la posizione più vergognosa la stanno tenendo gli Statunitensi che assecondando il governo Turco hanno inflitto una pesantissima umiliazione alle forze curde che, seguendo i loro consigli, avevano pochi giorni fa attaccato per l’ennesima volta le forze NDF presenti ad Asakah, come avete già letto.
ISIS al momento, se mi consentite il termine popolare, le sta buscando da entrambi i contendenti, sia dai Turchi che dai Curdi, per cui per ora si limita a ritirarsi senza opporre molta resistenza.
Ma l’iniziativa turca non si sta limitando all’est ovest dell’Eufrate, già stanno muovendo i passi gruppi filo turchi a Tal Abyad, dove a breve con la scusa di scontri etnici, ad Ankara, potrebbero decidere un ulteriore intervento armato.

Aleppo
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Aleppo il Corridoio 26-8-2016

Proseguono intensi gli scontri, dal giorno 22 non vi sono state grosse modifiche sul fronte, ma occorre precisare come nei giorni intercorsi, dall’ultima SITREP, non vi sia stato un attimo di tregua sul fronte del Corridoio per Aleppo est, al momento chiuso di fatto, essendo la via dei rifornimenti sotto diretto fuoco siriano dall’altura di Zahrat Umm Al Qar. Proprio questa collina è stata bersaglio delle offensive di Jaish al Fateh, l’alleanza qaedista che ha lanciato diverse e sempre potenti offensive e ha perso innumerevoli mezzi e uomini nel farlo, solo nell’ultimo attacco ben 7 carri armati ed un blindato.
Gli jihadisti hanno rinnovato i loro attacchi anche contro il cementificio da un lato, e le linee siriane lungo la M5 dall’altro, ma non sono mai riuscite a guadagnare terreno.
Da parte loro invece le truppe siriane hanno tentato di attaccare più volte l’Accademia tecnica ma hanno preso solo posizioni di poco avanzate rispetto a quelle di partenza ma, sinceramente, anche avendo visto dei video di questi attacchi, dubito che si trattasse di vere offensive, quanto piuttosto che molti di essi siano scontri a fuoco per bloccare il più a lungo possibile i terroristi e sfoltirli con l’artiglieria ed i numerosi raid aerei che martellano le posizioni di al Qaeda.
Va inoltre valutato che maggiore è il numero di truppe jihadiste inchiodate su questo fronte, minore sarà il numero di miliziani disponibili per un eventuale attacco contro la Castello road.
Per ora è tutto, nel caso ci fossero grosse novità prepareremo un bollettino speciale.
Il vigore degli scontri ci dice molto sulla posta in gioco e non accenna a placarsi, segno che è destinato ad intensificarsi finché uno dei contendenti non avrà subito danni tali da costringerlo a desistere dalla difesa ad oltranza delle sue posizioni.
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Stefano Orsi

GEOPOLITICA

Informazioni su Luciano Bonazzi

Writer, traveler, Pastor & Protestant Missionary, I deal with geopolitics, various news, social issues, disabilities. / Scrittore, Viaggiatore, Pastore Protestante Missionario. Mi occupo di Geopolitica, notizie varie, tematiche sociali, disabilità.

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