Stati Uniti: 141 Sioux e ambientalisti arrestati durante una protesta anti-gasdotto

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Stati Uniti: 141 Sioux e ambientalisti arrestati durante una protesta anti-gasdotto

La tribù Sioux di Standing Rock affiancata da alcuni ambientalisti stanno protestando contro la costruzione di gasdotto di 1.100 miglia in Nord Dakota. La protesta va avanti da diversi mesi, perché gli Sioux denunciano che il gasdotto minaccerà le falde acquifere e i loro luoghi sacri.
La polizia Statunitense non ha avuto mano leggera con i nativi e ha usato gas lacrimogeni contro le centinaia di manifestanti, per lo più Sioux, che stavano cercando di fermare la costruzione del gasdotto Dakota di Standing Rock, al momento 126 manifestanti sono stati arrestati.
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L’attivista per i diritti civili, il Reverendo Jesse Jackson il 26 ottobre 2016 ha tentato di fermare le violenze del regime statunitense.

Cody Hall, portavoce del Guerriero Campo Rosso, ha detto che le tattiche della polizia utilizzate sabato scorso ricordavano quelle di Wounded Knee nel 1973: “Stanno cercando di provocare una reazione violenta da parte nostra. Dobbiamo affrontare la mentalità militarizzata dei funzionari di Morton County e del Nord Dakota “.
Il 27 Febbraio 1973, a Wounded Knee, 200 Oglala Sioux armati dell’American Indian Movement (AIM), si asseragliarono nel villaggio di Wounded Knee nella Riserva Indigena del Pino, presero 11 ostaggi e chiesero l’apertura di un’indagine sulla corruzione dell’amministrazione USA della loro riserva e un’indagine sulla violazione dei trattati firmati durante le guerre indiane.
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Un blindato circonda gli occupanti di Wounded Knee
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Occupanti di Wounded Knee dell’American Indian Movement (AIM)

La scelta di Wounded Knee era altamente simbolica. Nel 1868, i Sioux avevano firmato un trattato con gli Stati Uniti, che concesse loro una riserva. Ma questo trattato non è mai stato rispettata dagli USA, soprattutto dopo la scoperta nel 1874, di depositi d’oro.
I Sioux si dettero un leader spirituale Wovoka, che profetizzò il ritorno degli indiani morti e che questi avrebbero scacciato gli imperialisti. Wovoka e i suoi discepoli praticavano la danza fantasma (danza degli spiriti), che allarmò le autorità americane al punto di proibirla. Ne fece le spese Toro Seduto, che pur non essendo seguace di Wovoka, venne assassinato da un poliziotto.
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Toro Seduto, in inglese Sitting Bull, in lingua lakota Tȟatȟaŋka Iyotȟaŋka

Quattrocento Sioux fuggirono e trovarono rifugio nella riserva di capo Big Foot. Il 7° Cavalleria intervenne e disarmò il clan di Big Foot a Wounded Knee, poi gli Sioux, vennero circondati dagli americani e massacrati. Il massacro segnò la fine delle guerre indiane e la conquista finale dei coloni americani.
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Fossa comune delle vittime del massacro di Wounded Knee

Nel contesto della difesa del movimento dei diritti civili, l’AIM rappresentava l’ala più radicale, voleva far uscire gli indiani dall’oblio. L’occupazione di Wounded Knee faceva parte di una serie di azioni militanti come l’occupazione di Alcatraz (1969), del Monte Rushmore (1970) o del Bureau of Indian Affairs di Washington (1972).
L’11 Marzo 1973, molti nativi confluirono verso Wounded Knee, portando con se cibo in grandi quantità e venne dichiarata l’indipendenza del territorio. Gli occupanti di Wounded Knee erano estremamente determinati. Vi furono sparatorie sporadiche durante i 70 giorni d’assedio con due morti tra gli Sioux, un ferito grave tra i poliziotti e diversi feriti lievi.
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Un’occupante di Wounded Knee

Infine agli occupanti venne dato un ultimatum, dovevano evacuare Wounded Knee disarmati. Il governo promise un’indagine sulla violazione dei trattati, sulla cattiva gestione, sulla corruzione e di migliorare le condizioni di vita nel riserva di Pine Ridge. L’8 maggio, i militanti si arresero e scomparvero durante la notte.
Ma se l’occupazione di Wounded Knee appare come una delle manifestazioni più spettacolari di attivismo dei nativi americani negli anni ’70, le condizioni di vita a Pine Ridge non sono molto cambiate, l’indagine sulla corruzione dell’amministrazione USA venne insabbiata e i rappresentanti della Casa bianca non hanno mai rinegoziato il trattato del 1868.
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Ciò che sta accadendo da Domenica scorsa, gli oltre 800 manifestanti provenienti da varie tribù che hanno bloccato la strada principale di Standing Rock. I tentativi di far scoppiare una crisi da parte dell’ufficio dello sceriffo, l’uso di un drone che la polizia nega di avere usato ma che qualche media indipendente avrebbe avvistato. Infine il fatto che il Reverendo Jesse Jackson sia intervenuto portando visibilità sulla protesta, fa presagire che, in assenza di testimoni, la repressione americana sarebbe stata implacabile.

Luciano Bonazzi

Fonti>
-http://abcnews.go.com/US
-http://fortune.com/
-http://www.secoursrouge.org/
-http://reseauinternational.net/
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