Sostituzione etnica, la soluzione Kalergi del Governatore Sardo Ganau.

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Sardegna: sit-in di Migranti in Consiglio regionale “vogliamo i documenti”

CAGLIARI, 27 OTT – Migranti in piazza davanti al Consiglio regionale Sardo. Con due richieste ben precise, Primo, non vogliono più stare al centro di accoglienza di Elmas. Secondo, vogliono i documenti per provare a ricostruirsi una vita magari partendo da Cagliari. Dalle 10 si sono sistemati sotto i portici del palazzo di via Roma con bandiere e cartelli. Mentre l’Usb, il sindacato che ha organizzato alla manifestazione, ha chiesto d’incontrare il Presidente dell’assemblea regionale Gianfranco Ganau.
I migranti, ragazzi da venti ai trent’anni arrivati da Ghana, Mali, Senegal e tanti altri Paesi dell’Africa subsahariana, l’Usb ha dichiarato: “Siamo convinti che la Regione, nella sua Autonomia ha delle carte da giocare per farsi sentire dal governo nazionale innanzitutto e poi, per mettere in pratica delle serie politiche di immigrazione. Cominciando a considerare queste persone come una risorsa, una risorsa su cui investire facendo politica e non limitandosi a delegare. Un politica che sia di pace e, che presuppone, quindi, una politica di integrazione per queste persone e di ripudio delle guerre, anche di quelle che vengono combattute fuori dai confini nazionali”.
Il presidente Ganau ha dichiarato che i migranti sono una risorsa contro lo spopolamento poiché la Sardegna è una regione scarsamente popolata: “nei prossimi 35 anni perderemo 500.000 abitanti; uno squilibrio di un 50% di popolazione lavorativa a fronte di un 50% inattiva, dove solo il 15% della terra irrigua è coltivata e dove i migranti potrebbero essere un’opportunità e una risorsa per combattere lo spopolamento”.
“In Consiglio -ha proseguito il presidente Ganau- ci sono sensibilità e l’attenzione giusta rispetto a questi temi, l’obiettivo è quello di costruire politiche di accoglienza e opportunità di lavoro per i sardi e gli immigrati con bandi specifici aperti a tutti, non è facile modificare le leggi attualmente in vigore, sono stato al Cara di Elmas e ho parlato con molti dei migranti che attendono un documento di identità da oltre un anno e mezzo. Tempi assurdi ma allo stato attuale difficilmente riducibili, proprio a causa di un meccanismo burocratico frutto delle norme attualmente in vigore. L’Europa e con essa l’Italia deve facilitare i flussi migratori, trovare soluzioni dignitose di accoglienza, ma soprattutto avviare ragionamenti comuni per un processo di pacificazione delle aree”.
L’opposizione ha bollato la soluzione proposta da Ganau, come una vera è propria sostituzione etnica della popolazione, denunciando che si vogliono sostituire i sardi con nuovi cittadini.
Dal 2010, 6.600 sardi hanno lasciato l’Isola per sfuggire alla miseria e alla disoccupazione, in maggioranza si tratta di ragazzi e giovani famiglie, forse prima di pensare a sostituire la popolazione nativa occorrerebbe un sostegno alle giovani coppie, alle famiglie e sostenere i disoccupati. Dunque da un lato si aiutino gli immigrati che fuggono da guerre, ma sarebbe opportuno garantire una vita dignitosa alla popolazione Sarda.

Luciano Bonazzi

Fonti: http://www.ansa.it/ – http://www.imolaoggi.it

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