Situazione operativa sui fronti siriani del 14-6-2017 n. 100!!!



Da Stefano Orsi riceviamo e pubblichiamo la Sitrep n° 100 in condivisione con sakeritalia.it.

Questo che vi apprestate a leggere è il mio 100° bollettino emesso sulla guerra in Siria. Cominciai in concomitanza con l’intervento russo nella regione, rispondendo all’appello del presidente siriano Assad.

Fino ad allora avevo seguito, prima per Volti del Donbass e poi per Saker Italia, lo scacchiere ucraino con la guerra di occupazione delle Repubbliche secessioniste di Donetsk e di Lugansk.

È singolare che proprio in concomitanza di questa importante vetta, accadano fatti tanto significativi per il corso del conflitto in Siria.

Ieri sera anticipavo sulla mia pagina FB un aggiornamento flash, segnalando l’avanzata siriana dalle sponde del lago Assad fino a raggiungere l’autostrada M42, dopo un balzo nel deserto.

Iniziamo ora ad esaminare i vari fronti.

Provincia di Raqqa

Raqqa l’avanzata siriana, Unità Tigre il 14-6-2017

La folle impresa dei Falchi del deserto intorno al 18-giugno del 2016

Le Unità Tigre avanzano dalle loro posizioni lungo l’emissario del lago Al Jabboul, si gettano nel deserto dopo aver conquistato una 15na di villaggi oltre l’emissario. Evidentemente le informazioni raccolte in questi assalti, forse da documenti rinvenuti, forse da dichiarazioni dei prigionieri, hanno permesso, assieme a rilevamenti dei satelliti russi e dei droni da ricognizione, di arrivare alla decisione di avanzare spediti. Le difese ISIS all’interno evidentemente non erano consistenti o addirittura irrilevanti.

Le forze siriane hanno in breve raggiunto la M42, autostrada che collega Itriyah a Rusafah, e si sono immediatamente allargate verso il terminal petrolifero, dove esistono postazioni difensive che possono rinforzare ed utilizzare come comando avanzato.

Tutto attorno ricordo bene vi fossero dei capisaldi lungo la strada, o poco distante. Li avevano utilizzati i Falchi del deserto quando, un anno fa, si lanciarono con non poca supponenza in una missione che definire suicida è dire poco, diciamo insensata. Ricorderete che partirono da Itriyah e percorsero la M42 combattendo di posto di blocco in posto di blocco fino al terminal petrolifero, lì presero la via che porta a Tabqa, ma appena tentarono di dirigersi a nord vennero investiti da un nugolo di auto kamikaze che decimò le prime linee. Gli attacchi furono contemporaneamente portati anche lungo le postazioni difensive della M42 causandone il collasso. I falchi del deserto dovettero ritirarsi con tutta la velocità di cui erano capaci e riuscirono a portare in salvo la gran parte dei loro soldati, ma al prezzo di abbandonare diversi mezzi corazzati sul posto. Ricorderete bene come diversi “commentatori” di guerra negassero vivamente questi fatti, alcuni arrivarono addirittura ad affermare, con totale mancanza di senso del ridicolo, che le truppe siriane avessero in realtà conquistato la base aerea di Tabqa ma che non potessero dirlo per mantenere la sicurezza… Ecco, lo ricordo perché oggi non si capirebbe come mai le forze siriane siano tornate sui loro passi, se nessuno avesse avuto la serietà di notificarvi le sconfitte quando vi sono. Quale sia il compito di un commentatore o di un analista non sta a me indicarlo, ma svolgere un lavoro di informazione implica anche che si riportino le notizie tragiche e che non fa piacere divulgare. Quale onore si renderebbe ai caduti e quale onore ai vincitori se si riportassero solo le notizie che appaiono positive?? Credo di aver svolto un lavoro che abbia reso il giusto tributo a chi è caduto nella sconfitta, affinché in futuro si potesse poi tornare vittoriosi.

Tornando alla situazione, vedete nella mappa come oggi i siriani si stiano spostando verso est e a breve arriveranno direttamente a sud della base aerea di Tabqa, obbiettivo della loro precedente missione.

A breve si muoveranno in direzione di Itriyah in modo da stringere il corridoio di uscita dei terroristi ed invitarli a sgomberare velocemente i territori ad est della supply road. Questo comporterà una ulteriore semplificazione dei fronti e la messa in sicurezza di tutto il fianco nord della M42, la logistica ne trarrà immediati benefici in termini di tempo e costi.

Raqqa città

Raqqa città 14-6-2017

La città è ormai assediata da tre lati, le forze congiunte curdo americane spingono da est e da ovest e hanno occupato tre sobborghi della periferia. Sono stati avvistati molti convogli di mezzi ISIS in uscita dalla città e nessun bombardamento su di loro. Evidentemente l’abbandono da parte terrorista è una opzione conveniente per tutti, salvo per i siriani assediati in Deir Ezzour, che vedranno aumentare ulteriormente la pressione offensiva ai confini della zona libera.

Una cosa mi preme specificarla, non ritengo quella portata avanti dai curdi una vera lotta al terrorismo: se così fosse non ostacolerebbero l’autorità siriana sui territori da loro occupati, in essi vive una maggioranza di cittadini siriani e non curdi, pertanto nella mia analisi la loro azione non è volta a contrastare ISIS ed il Califfato, ma al sostituirsi ad esso occupando il territorio siriano. Se ciò non cambierà e non rientreranno nei ranghi della legalità riconoscendo il legittimo governo siriano, causeranno, una volta eliminato il califfato, una prosecuzione della guerra per ripristinare la piena sovranità siriana sul suolo siriano.

Avanzata dell’esercito siriano e alleati a nord-est di Palmyra

Fronte di Palmira

Palmira, grande offensiva su Arak al 14-6-2017

Ieri sera le truppe congiunte degli alleati siriani, Hezbollah, truppe palestinesi e russe (forze speciali), guidate dal 5° Corpo d’Armata (corpo addestrato e comandato da ufficiali russi) hanno finalmente conquistato la roccaforte di Arak.

L’esercito siriano e alleati nel triangolo di Arak e zona a est di Palmyra

Esercito siriano e alleati nei pressi del campo petrolifero di Arak

Nei giorni scorsi si erano attestate ad est e a nord della cittadina, occupando tutte le colline strategiche da cui si dominavano le postazioni difensive ISIS. Al momento dell’attacco finale le forze congiunte siriane erano in tale vantaggio tattico che hanno travolto le difese dei terroristi che si sono dati ad una rotta disordinata, non solo dalla cittadina, ma anche da tutte le vicine postazioni nel deserto. In questo modo sono state liberate la stazione di pompaggio T3 con annessa base aerea, vecchia, ma sempre utile alla bisogna e, oggi, nel deserto a sud di Arak le forze siriane sono avanzate in profondità di molti chilometri, mantenendosi al pari del fronte che avanza lungo la strada principale in direzione di al Suknah.

Al Suknah rappresenta il prossimo obbiettivo dei comandi russo-siriani, ed è l’ultimo avamposto degno di nota prima di attraversare il deserto che separa Deir Ezzour dalla salvezza.

Stimo che le truppe siriane possano avanzare facilmente nel deserto fino alla stazione T2, poco ad ovest dell’Eufrate, e tenersi quindi al pari lungo il confine con l’Iraq. Potrebbe infatti essere la giusta occasione per gli stessi iracheni di liberare la loro parte del confine fino ad Al Qaim, coprendosi il fianco vicendevolmente con l’esercito siriano.

Oggi è giunta la notizia che stanno arrivando ulteriori rinforzi per proseguire le operazioni offensive su questo fronte.

Non si tratta di rinforzi qualunque, stiamo parlando della 103° brigata della Guardia Repubblicana, i soldati che hanno combattuto per mesi battendo i terroristi di Al-Qaeda sul sanguinoso fronte di Latakia. Soldati ben addestrati e avvezzi alla battaglia, ben armati, e riposati. Sono mesi che quel fronte è in quiete, pertanto hanno avuto modo di addestrare le reclute e riportarsi ad alto livello operativo; si tratta quindi di un rinforzo di estrema qualità di impiego.

Territori di Al Tanf
Avanzata siriana nel deserto
Settore di Al Tanf nel suo complesso al 14-6-2017

Come sapete, il caposaldo di Al Tanf, piccolo villaggio lungo la strada che collega damasco a Baghdad, è occupata da forze NSA (New Syrian Army) addestrate di recente da forze NATO dopo il fallimento e la quasi totale scomparsa del famigerato FSA (Freedom Syrian Army, che fungeva da semplice copertura per rifornire di armi e soldi i gruppi terroristici presenti in Siria senza destare i sospetti e l’indignazione dell’opinione pubblica occidentale). Queste unità non molto numerose hanno occupato, approfittando di un improvviso ritiro dell’ISIS, una grossa fetta di territorio desertico che si estende dalla provincia di Damasco, fino ai confini giordano iracheni. Bene, le forze siriane per il momento si sono posizionate per contenerle, sui tre lati siriani, sud, ovest, e ora anche nord. Con un’abile e improvvisa manovra, le forze siriane, che nei giorni scorsi si erano proiettate in profondità nel deserto a sud est di Palmira, hanno improvvisamente deviato a sud raggiungendo inaspettatamente il confine iracheno, dove in breve tempo, sono poi state raggiunte dai colleghi ed alleati iracheni. Subito è stato dato corso alla costruzione di ripari e fortificazioni lungo il territorio liberato e sono stati formati i posti di blocco per assicurare il percorso fino alle strade più vicine. Nota strategica della manovra, la presenza del contingente NATO e NSA aveva il solo scopo di impedire il ricongiungimento delle forze armate irachene (in maggioranza sciite) con le truppe siriane, affiancate, come è noto da Hezbollah.

Il principale ruolo di questa postazione occidentale è stato quindi eliminato: non solo si sono ricongiunti gli eserciti dei due paesi amici, ma questo simbolico settore ha ricevuto l’importate e significativa visita del generale comandante delle truppe IRANIANE in Siria, Qassem Suleimani. Si ricompatta quindi il legame dell’Iran con le forze Hezbollah che tanto contribuiscono nella lotta contro il terrorismo, e che potranno così ricevere via terra rifornimenti direttamente dall’Iran attraverso l’Iraq. Per me questo rappresenta un dato sicuramente positivo: per i comandi israeliani e statunitensi non credo proprio…

In futuro vedremo come verrà a mano a mano allontanato il fronte di questo settore dalla provincia di Damasco e successivamente reso del tutto ininfluente il presidio NATO in Al Tanf, per cui lo abbandoneranno direttamente i comandi occidentali, ritirandosi definitivamente dal settore.

Fronte di Daraa
Daraa al 14-6-2017

Dopo l’arrivo dei rinforzi costituiti dalla 42 brigata della della 4° divisione corazzata, comandata dal Col. Ghayath Galla, è iniziata l’offensiva sui quartieri ancora occupati sia da gruppi jihadisti che da gruppi filo occidentali (definiti ancora come FSA) presenti nel sud del Paese, scomparsi nella provincia di Idlib.

Un quartiere è stato liberato e da subito è apparso evidente come vi sia stato un cambio di marcia sotto la guida esperta della 42° brigata. Normalmente loro agiscono con gradualità, un passo alla volta, erodendo il terreno sotto i piedi dei terroristi e liberando alla fine i territori loro assegnati come obbiettivo; così è stato in tutte le sacche attorno a Damasco e anche per tutto il west Goutha; sarà così anche per Daraa, che tornerà libera a breve.

Provincia di Idlib

Proseguono gli scontri cruenti tra le fazioni di terroristi jihadisti e gruppi legati ad Al Qaeda, si contendono sanguinosamente il potere nella provincia.

Ieri sono stati segnalati scontri nel settore di Aleppo, nel quartiere periferico di Zahara, ma non hanno avuto un seguito, la tregua regge.

E così concludiamo la nostra centesima SITREP, un obbiettivo che pareva ambizioso nel momento in cui ci siamo apprestati ad iniziare, eppure con molta costanza e in particolar modo anche parecchi sacrifici di tempo, ci siamo arrivati. Ringrazio tutti voi lettori che avete la pazienza e la costanza di seguirmi, ringrazio la redazione di SakerItalia per la pazienza di attendere che sia ispirato per scrivere le mie analisi; ringrazio tutti coloro che condividono da altre testate i nostri lavori, e per ultimo la mia famiglia, che sopporta di vedersi rubare del tempo prezioso dalle mie continue ricerche di informazioni e verifiche.

Un caloroso saluto e abbraccio a tutti voi.

Alla prossima.

Stefano Orsi

I commenti sono chiusi.