Siria: perché un cessate il fuoco?

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Oggi è iniziato in Siria il cessate il fuoco voluto da Russia e Stati Uniti. L’applicazione dell’accordo non è potenzialmente pericoloso per l’esercito siriano e i suoi alleati, è un colpo di genio. Il cessate il fuoco e nientemeno che un astuto sistema per imporre la resa alla pseudo-opposizione pseudo-moderata.
Quindi la missione Russo-Siriana non ha cambiato obbiettivo, cessate il fuoco o no, la guerra all’ISIS proseguirà. I Jihadisti che minacciano il paese continueranno a essere combattuti con la stessa determinazione, come il primo giorno. Il reale cambiamento sta nel fatto che ora il nemico è chiaramente definito e si tratta di chi proseguirà a combattere contro l’esercito regolare siriano.

L’inerzia del fronte NATO, che per quasi cinque anni faceva poco o nulla, indeciso se bombardare l’esercito siriano, i Curdi o l’ISIS, dovrebbe cessare. Troppo spesso poi, nell’indecisione, si bombardava di tutto meno che il Califfato.
“O con noi o contro di noi”, questo è ciò che finalmente, Bashar al-Assad ha potuto dire ufficialmente a Nazioni Unite, Russia e Stati Uniti. Il destino di coloro che hanno deposto le armi sarà discusso politicamente più avanti, cioè dopo le elezioni e a guerra finita. Politicamente, le cose ora sono più chiare e chi, come Turchi e Sauditi, ha tenuto atteggiamenti ambigui coi terroristi sarà costretto a fare una scelta dolorosa: o sostenere il Califfato, o appoggiare, volente o nolente, il processo di pace.
Ciò che dovremo attenderci ora, saranno i tentativi di invertire la situazione, attraverso provocazioni e macchinazioni alle quali sono abituati turchi e sauditi. Ma le loro malefatte, in futuro saranno facilmente individuabili, e potremo contare sulla politica Russa del voler giocare a carte scoperte, per far capire al mondo cosa accade realmente negli scenari geopolitici mondiali.

Luciano Bonazzi

Fonti>
-http://www.afp.com/
-http://reseauinternational.net/
-http://www.ledauphine.com/

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