Putin: Riyadh non sostenga l’ISIS, o la faremo tornare all’età della pietra!

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A sinistra nella foto Muhammad bin Nayaf con Hillary Clinton
Putin: “La Russia potrebbe bombardare l’Arabia Saudita se metterà piede in suolo siriano e siamo pronti a farla tornare all’età della pietra se non la smette di finanziare i terroristi!”
Lo riferisce il quotidiano russo Novaya Gazeta, che ha raccolto le dichiarazioni di Dmitry Peskov, portavoce del presidente russo durante la conferenza stampa settimanale. Peskov ha biasimato il regime saudita criticando il comportamento di Riyadh che sostiene i terroristi di Al-Nusra affiliati ad Al-Qaeda in Siria.
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Il Presidente Barack Obama e il sovrano Saudita Re Salman bin Abdul-Aziz al-Saud
Il Re dell’Arabia Saudita, Salman bin Abdulaziz al-Saud, fratellastro e successore di re Abdullah, morto a 90 anni di polmonite. Il sovrano, in passato era stato segnalato dalla CIA per i suoi legami con Al-Qaida, è fortemente sospettato d’aver finanziato i terroristi dell’attentato dell’11 settembre alle Torri Gemelle.
Re Salman è assistito dal figlio, principe Muhammad bin Salman, quale ministro della difesa e capo della corte reale, l’altro consigliere reale è il principe Muhammad bin Nayaf, al secondo posto nella linea dinastica di diritto al trono dopo il principe ereditario Muqrin bin Abdulaziz al-Saud, già capo dell’agenzia d’intelligence saudita 2005-2012.
Nel 2006, i capi dell’opposizione democratica saudita in esilio nel Regno Unito, accusarono Re Salman, allora governatore della provincia di Riyadh, di fornire aiuti materiali ad Al-Qaida in Afghanistan e che i membri di Al-Qaida viaggiavano regolarmente da Riyadh al Pakistan all’Afghanistan; riferirono inoltre che Salman pagava in contanti hotel e voli aerei ai membri di al-Qaida. Non v’è dubbio che i traffici tra Salman e Al-Qaida fossero noti alla CIA che anzi, approvò i rifornimenti sauditi ai Talebani per abbattere il governo filo-sovietico in Afghanistan.
Poco prima della morte sospetta in Scozia nel 2005, l’ex-ministro degli Esteri inglese Robin Cook scrisse su The Guardian che Al-Qaida era tra gli interlocutori utilizzati dalla CIA per combattere la vecchia URSS in Afghanistan: “Per tutti gli anni ’80, Usama bin Ladin fu armato dalla CIA e finanziato dai sauditi per la jihad contro la presenza sovietica in Afghanistan.
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Re Salman bin Abdulaziz al-Saud con l’ex-capo della CIA Leo Panetta
Quando un principe saudita parente di re Salman, il principe Muhammad bin Nayaf, fu arrestato in Francia per narcotraffico nel 1999, il ministero degli Interni saudita chiamò Parigi spiegando che se la Francia avesse processato Nayaf, il contratto da 7 miliardi di dollari per il radar della difesa del progetto SBGDP con la ditta francese Thales, sarebbe stato annullato.
Anche la CIA era a conoscenza dei narcotraffici sauditi, ma lasciava fare perché sapeva che i proventi, meno una trattenuta, erano destinati ad Al-Qaida. Nel 1999, la DEA bloccò un traffico di cocaina presumibilmente riconducibile al principe Nayaf. Mentre la DEA conduceva un’indagine sul cartello della droga di Medellin, intercettò un fax tramite il quale venne a conoscenza della cocaina sequestrata a Parigi. Questa intercettazione consentì agli investigatori di scoprire che il trafficante soprannominato “El Principe” doveva essere il principe saudita Nayaf al-Saud. Nayaf viaggiava col suo Boeing 727 sfruttando lo status di diplomatico evitava i controlli doganali.
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Salman bin Abdul-Aziz Al Saud con Hillary Clinton
In un rapporto sul principe saudita, la DEA affermava che Nayaf aveva studiato all’Università di Miami, in Florida, di proprietà d’una banca Svizzera, che parlava otto lingue e aveva investimenti nell’industria petrolifera Venezuelana. Nayaf visitava regolarmente gli USA e viaggiava con milioni di dollari statunitensi in contanti, aveva anche investito nell’industria petrolifera Colombiana. Il principe incontrava i membri del cartello della droga a Marbella, in Spagna, dove la famiglia reale saudita ha una grande palazzina nel Golden Mile, la strada più esclusiva della città Iberica. Il narcotraffico del principe Muhammad bin Nayaf fu interrotto da un’operazione della DEA coordinata con la polizia francese, ovviamente senza che il saudita subisse particolari conseguenze sul piano personale, essendo un intoccabile.
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Dmitry Peskov, portavoce del Presidente Vladimir Putin
Il portavoce presidenziale russo ha proseguito dichiarando “I leader sauditi sono aggrappati al potere, vivono nel terrore che qualcuno possa danneggiare il loro sistema politico primitivo, barbaro e disumano. Per conservare il loro sistema medioevale in Arabia Saudita, quel Regno mina la stabilità e il benessere delle nazioni vicine,” dichiarazione riportata dalla Pravda.
Il presidente Putin, ha da parte sua dichiarato che la Russia non può restare passiva rispetto alle “interferenze” Saudite in Siria la quale sta provando con ogni mezzo di far saltare il cessate il fuoco nel paese.
“…i sauditi, in Siria, sono diventati l’epicentro dei problemi, è indispensabile che tutte le parti siriane siano concordi nel difendere la soluzione pacifica del conflitto” e denunciando il ruolo distruttivo Saudita, ha aggiunto che la Russia potrebbe arrivare al punto di bombardare l’esercito saudita e riportarlo all’età della pietra se il regime continuerà a sostenere i terroristi in Siria.
Questa dura dichiarazione è sopraggiunta dopo che l’ISIS, ma soprattutto Al-Nusra, affiliato ad Al Al-Qaida, hanno violato la tregua per nove volte.
Il presidente russo ha aggiunto che un’atto di forza contro il Regno di Arabia Saudita sarà giustificato dal fatto che i suoi tentativi di destabilizzazione della tregua rappresentano una grave minaccia per la pace. Allo stesso tempo, Putin ha detto che potrebbe chiedere alla comunità internazionale tramite le Nazioni Unite, quali siano i legami dell’alleanza tra USA e Arabia Saudita.
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Luciano Bonazzi

Fonti>
-http://www.ansa.it/
-http://www.japantimes.co.jp/
-http://en.alger-info.com/
-http://stcom.net/
-http://mcguiresobetskistrehlesaudiarabi.weebly.com/

Per approfondire, all’interno del sito potete leggere i seguenti articoli:
-LA RUSSIA CHIEDE LA FINE DEL GENOCIDIO SCIITA E DEI RAID NATO NELLO YEMEN 6 dicembre 2015
-L’Arabia Saudita minaccia attentati terroristici in Russia – 12 novembre 2015
-L’Arabia Saudita affianca ai suoi soldati mercenari provenienti da paesi africani – 14 novenbre 2015
-ARABIA SAUDITA, AMNESTY INTERNATIONAL: CRESCONO I TIMORI PER LE ESECUZIONI DI TRE GIOVANI ATTIVISTI – 19 ottobre 2015

GEOPOLITICA

Informazioni su Luciano Bonazzi

Writer, traveler, Pastor & Protestant Missionary, I deal with geopolitics, various news, social issues, disabilities. / Scrittore, Viaggiatore, Pastore Protestante Missionario. Mi occupo di Geopolitica, notizie varie, tematiche sociali, disabilità.

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2 thoughts on “Putin: Riyadh non sostenga l’ISIS, o la faremo tornare all’età della pietra!

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