Palestinesi: notizie false e “fatti alternativi”



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Dal Gatestone Institute, oggi 24 marzo 2017 riceviamo e pubblichiamo il seguente articolo scritto da Bassam Tawil, Pezzo in lingua inglese, Palestinians: Fake News and “Alternative Facts”
Traduzioni di Angelita La Spada, adattamenti a cura della Redazione

Palestinesi: notizie false e “fatti alternativi”

-Non mancano i siti di notizie palestinesi e arabi che pubblicano bufale, propaganda, bugie e disinformazione spacciate per notizie reali. Molti arabi e palestinesi ritengono che questo ciarpame sia informazione basata sui fatti.

-Questa è una forma di incitamento alla quale l’Occidente è sordo, soprattutto perché i giornalisti che lavorano per i media mainstream occidentali non vogliono capire ciò che viene detto in arabo o anche in inglese.

-Si pensava che le calunnie del sangue contro gli ebrei facessero parte del triste passato. Non è così. Che scopo hanno queste notizie? Fornire scuse per l’uccisione degli ebrei.

-Un’altra “nuova” calunnia del sangue che i palestinesi hanno diffuso contro Israele è quella secondo cui gli israeliani stanno inondando le comunità palestinesi di sostanze stupefacenti per propagare la corruzione morale e distruggere la salute dei palestinesi. Questa menzogna aiuta i palestinesi a non assumersi alcuna responsabilità in merito al traffico di droga in Cisgiordania e a Gaza, proveniente dalla Giordania e dall’Egitto.

-Questo lascia aperti alcuni interrogativi: dov’è la denuncia da parte delle comunità internazionale delle menzogne che fomentano l’uccisione degli ebrei per mano palestinese? E ancora: la comunità internazionale, ancora una volta nella storia, non riuscirà a dire la verità sull’uccisione degli ebrei?
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Uno dopo l’altro, i giovani palestinesi continuano a compiere attacchi terroristici contro gli ebrei. Perché? Potremmo cominciare dall’inizio: la campagna di istigazione, indottrinamento e menzogne che i media palestinesi hanno intrapreso contro Israele. Questa campagna ha avvelenato i cuori e le menti di milioni di arabi e musulmani. E allora, non dovrebbe affatto sorprendere che i giovani palestinesi avvelenati afferrino un’arma e decidano di compiere il lavoro letale che gli hanno insegnato ad apprezzare.

L’istigazione contro Israele può essere anche molto sottile. Chi inietta il veleno non sempre invita direttamente i palestinesi ad andare a uccidere gli ebrei. Ad esempio, è sufficiente dire ai palestinesi che gli ebrei “contaminano con i loro piedi sporchi” i luoghi santi dell’Islam, per indurre un palestinese ad andare a uccidere un ebreo.

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Oppure quando un leader palestinese accusa ripetutamente Israele di cercare di “giudaizzare” Gerusalemme e di cambiare il suo “carattere arabo e islamico”. Ecco come si esortano i palestinesi a “difendere” la loro città dai “perfidi complotti” di Israele.

La retorica viziosa e le fiabe che alimentano i palestinesi forniscono un ampio incentivo e offrono l’ideologia a potenziali terroristi.

Mentre i predicatori delle moschee, gli attivisti politici, i giornalisti e i funzionari palestinesi sono da tempo impegnati nell’obiettivo di delegittimare Israele e demonizzare gli ebrei, anche altri palestinesi s’inventano “notizie” per incrementare il numero delle vittime israeliane.

L’epidemia di “notizie false” – o bufale – e i “fatti alternativi”, che di recente hanno inondato Internet, non è una novità per la cultura palestinese. In effetti, le “notizie false” sono da lungo tempo una componente essenziale della campagna palestinese volta a delegittimare Israele, demonizzare gli ebrei e anche a menzionare false dichiarazioni. Storicamente, ad esempio, la Giordania occupò illegalmente Gerusalemme [Est] e la Cisgiordania nella guerra del 1948 e mise in atto una pulizia etnica nelle zone abitate dagli ebrei; nella guerra del 1967, gli israeliani non fecero altro che riconquistare i loro territori.

Il numero uno di Apple, Tim Cook, di recente avrebbe affermato che “le notizie false uccidono la mente delle persone”.

I palestinesi alimentano da tempo le bufale. Si tratta di un metodo collaudato per reclutare terroristi e jihadisti nella lotta contro Israele e gli ebrei. Poiché nell’Islam al jihad è consentito di “difendere l’Islam”, talvolta devono essere fornite narrazioni per dare l’impressione che Islam sia stato attaccato.

Non mancano i siti di notizie palestinesi e arabi che pubblicano bufale, propaganda, bugie e disinformazione spacciate per notizie reali. Molti arabi e palestinesi ritengono che questo ciarpame sia informazione basata sui fatti.

Questa è una forma di incitamento alla quale l’Occidente è sordo, soprattutto perché i giornalisti che lavorano per i media mainstream occidentali non vogliono capire ciò che viene detto in arabo o anche in inglese. Questi giornalisti scelgono di chiudere un occhio davanti a questo indottrinamento oppure sottovalutano come si deformano i cuori e le menti dei palestinesi.

Si prenda, ad esempio, una recente notizia pubblicata sui siti di informazione palestinesi, secondo la quale Israele ha spruzzato pesticidi sui terreni agricoli della Striscia di Gaza. Secondo l’articolo, Israele utilizza aerei per distruggere i raccolti palestinesi al fine di rovinare l’economia palestinese e privare gli agricoltori del loro sostentamento.

La scorsa settimana, alcuni siti web di informazione palestinesi hanno tirato fuori una storia che sembra essere uscita direttamente da un film d’azione. Che scopo hanno queste notizie? Fornire scuse per l’uccisione degli ebrei.

La notizia è la seguente: “Un aereo israeliano ha lanciato oggetti sospetti simili a caramelle nei pressi della città palestinese di Jenin, nel nord della Cisgiordania”. Stando a quanto riportato nel pezzo, i palestinesi che hanno esaminato le “caramelle” hanno scoperto che contenevano materiale tossico. In altre parole, Israele sta cercando di avvelenare i bambini palestinesi. Quindi non c’è da stupirsi se un adolescente palestinese che sente notizie del genere finisca per uccidere gli ebrei, come è accaduto il mese scorso a Petah Tikva, quando un 19enne palestinese ha sparato sulla folla e ha accoltellato diversi israeliani.

Un’altra vecchia calunnia del sangue che i palestinesi hanno rispolverato da poco e diffuso contro Israele è quella secondo cui gli israeliani stanno inondando le comunità palestinesi di sostanze stupefacenti per propagare la corruzione morale e distruggere la salute dei palestinesi. Questa particolare menzogna aiuta i palestinesi a non assumersi alcuna responsabilità in merito al traffico di droga in Cisgiordania e a Gaza, proveniente dalla Giordania e dall’Egitto.

Nel corso di un recente seminario a Gaza, un gruppo di “esperti” palestinesi ha affermato che “qualcuno con l’appoggio di Israele” è responsabile del fatto che “la Striscia di Gaza è stata sommersa da vari tipi di droghe letali e pericolose”.

Accuse false come queste sono state fatte lo scorso anno dalla polizia palestinese nella Striscia di Gaza, sottoposta al controllo di Hamas.

Ayman Al-Batnihi, portavoce della polizia a Gaza City, è arrivato a sostenere che l’uso diffuso di stupefacenti è frutto di una “cospirazione” israeliana per distruggere i giovani palestinesi ed impedire loro di impegnarsi nella lotta contro Israele. Inutile dire che il portavoce, come i siti web di informazione palestinesi, non fornisce alcuna prova a sostegno delle sue affermazioni false.

Le calunnie e le menzogne non provengono solo da Hamas. L’Autorità palestinese (Ap), che dipende quasi esclusivamente dai finanziamenti americani ed europei, fornisce “informazioni” del genere ai suoi lettori. Ad esempio, sul quotidiano Al-Hayat Al-Jadeeda, con sede a Ramallah, sotto il controllo dell’Ap, è apparsa una notizia secondo la quale Israele sta “inondando” di stupefacenti gli abitanti arabi di Gerusalemme. Stando all’articolo, circa 20.000 arabi sono vittime della presunta “cospirazione” ordita da Israele e sono diventati tossicodipendenti. “L’obiettivo di Israele è quello di distruggere i giovani arabi di Gerusalemme e svuotare la città dei suoi abitanti arabi”, spiega il report.

Secondo notizie come queste, gli ebrei sembrerebbero anche utilizzare i maiali per perseguitare i palestinesi. I siti di informazione palestinesi informano regolarmente i loro lettori del fatto che Israele rilascia i cinghiali in Cisgiordania per distruggere le coltivazioni palestinesi e cacciare i palestinesi dalle loro case. Questi cinghiali vengono portati dagli ebrei nei villaggi palestinesi come parte di un piano per distruggere i raccolti e intimidire gli abitanti (alcuni dei quali sostengono che i maiali selvatici li attaccano). L’aspetto curioso di questa “bufala” è che i coloni ebrei accusati di utilizzare i maiali per fare guerra ai palestinesi sono per lo più religiosi, le ultime persone al mondo interessate ad avere a che fare con i suini.

Questa è solo la punta di un iceberg, quando si tratta di menzogne sugli israeliani di cui vengono quotidianamente imbevuti i palestinesi dai loro leader, giornalisti e mezzi di comunicazione. Questo è anche ciò che i palestinesi pensano quando prendono un coltello per conficcarlo nel corpo di un ebreo.

Si pensava che le calunnie del sangue contro gli ebrei facessero parte del triste passato. Non è così. Questo lascia aperti alcuni interrogativi: dov’è la denuncia da parte delle comunità internazionale delle menzogne che fomentano l’uccisione degli ebrei per mano palestinese? E ancora: la comunità internazionale, ancora una volta nella storia, non riuscirà a dire la verità sull’uccisione degli ebrei?

Bassam Tawil è uno studioso che vive in Medio Oriente.

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