Orlando: Una strage politicamente scorretta!

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Potendo contare su vari contatti seri negli Stati Uniti, avendo già da ieri un chiaro quadro dello stragista di Orlando, ieri sera stentavamo a credere alle nostre orecchie. Tutte le informazioni diffuse dai media parlavano di omofobia, proliferazione delle armi e sfuggivano alla realtà dei fatti: ma chi era veramente Omar Mateen?
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Omar Mateen, 29 anni, cittadino americano di origini afghane, fin qui un profilo simile al killer di San Bernardino, che era originario del Pakistan e agli autori dell’attentato alla maratona di Boston, di origini Cecene.
Della strage di San Bernardino ci siamo occupati il 4 dicembre 2015 nell’articolo SAN BERNARDINO, LA STRAGE ISLAMICA CHE I MEDIA DI REGIME CI VOGLIONO NASCONDERE http://lucianobonazzi.altervista.org/san-bernardino-la-strage-islamica-che-i-media-di-regime-non-vogliono-ammettere/
Sembra peraltro che Omar abbia citato la strage di San Bernardino durante la sua telefonata al 911. Dal profilo di Omar, esce il profilo di un giovane integrato nella società americana, ma segretamente legato a Daech-IS, al punto da entrare al Pulse, discoteca gay a Orlando, in Florida, sparando su oltre 115 persone e uccidendone più di 53.
Oggi, chi si stupisce del fatto che un ragazzo normale, come si dice “integrato” fosse in realtà una sorta di Rambo, commette un errore. Così come lo sminuisce chi lo descrive come Guardia Giurata e s’interroga sul perché possedesse un fucile d’assalto e una pistola. Negli Stati Uniti, la differenza tra Guardie Giurate e Polizia è quasi inesistente, molti distretti di polizia nelle città, vengono appaltati a compagnie private di security. Le Guardie giurate hanno gli stessi, addestramento e prerogative della polizia, e se anche passasse una legge contro il possesso delle armi, questa non si applicherebbe alle forze dell’ordine, quindi incolpare la proliferazione delle armi negli USA è una pura strumentalizzazione.
Del giovane si sa anche che passava molto tempo tra palestra e moschea, l’imam lo descrive come un uomo tranquillo che partecipava alle funzioni religiose, pregava e se ne andava, un altro frequentatore della moschea ha raccontato a che Omar aveva talvolta scatti d’ira.
Un’altra cosa che sappiamo è che Omar picchiava l’ ex-moglie Sitora Yusifiy, la quale durante una conferenza stampa racconta di essere stata picchiata più volte per motivi futili “Tornavo a casa e mi picchiava per cose come non aver fatto la lavatrice” e lo descrive come “persona instabile e bipolare”. Omar ha avuto un figlio da una seconda donna, che per ora non ha voluto commentare la vicenda e che comunque lo aveva lasciato.
Ora cerchiamo d’inquadrare questo cittadino statunitense nato da genitori afghani. Sappiamo che si chiamava Omar come il mullah Omar, ex-capo supremo dei talebani. Sappiamo che era un tiratore addestrato, che era in contatto con Daech-IS attraverso l’agenzia high tech “Aamak”, dunque, dietro al ragazzo integrato si rivela un musulmano radicale.
Il padre del killer di Orlando, Seddique Mir Mateen (moderato anch’egli? NDR) pur condannando la strage compiuta dal figlio nel locale gay, ha comunque affermato che “la punizione” per i gay spetta a Dio. In un video pubblicato sulla sua pagina Facebook in lingua dari Seddique afferma: “Dio punirà coloro sono coinvolti nell’omosessualità” e conclude dicendosi addolorato per ciò che ha fatto il figlio Omar: “Possa Dio dare a tutti i giovani la salute per mantenere il vero percorso della santa religione dell’Islam nella mente”. (Questa a nostro parere è una supercazzola afgana NDR)
I media radical-chic, dapprima hanno celato l’identità dello stragista, poi Obama stesso s’è arrampicato sugli specchi incolpando la facilità d’accesso alle armi negli USA, ma bisogna tener conto che la Security Company G4S per la quale lavorava Omar, gestisce carceri ed obbiettivi sensibili Federali: dunque il presidente vuole disarmare anche gli agenti?
Successivamente hanno spostato l’attenzione sul cinismo del candidato presidente Trump puntando il dito su di lui, in quanto favorevole al secondo emendamento sul diritto all’autodifesa, una cinica strumentalizzazione, infine si è puntato tutto sull’omofobia. A questo punto torniamo alla Moschea di Orlando, dove il 6 aprile 2016, nel Centro Islamico era stato invitato a parlare lo studioso islamico Farrokh Sekaleshfar che aveva sostenuto che l’unica forma di compassione verso gli omosessuali è ucciderli.

Gay: Meglio morti! Lo dice lo speaker della Moschea di Orlando
A questo punto, resta poco da aggiungere, se qualcuno nella discoteca avesse avuto un’arma, forse, i morti sarebbero stati molto meno. Il giovane stragista viene descritto moderato, non ci sembra assolutamente moderato ne’ integrato, non lo è nemmeno suo padre e nemmeno l’Imam della sua moschea. Infine, qualcuno potrebbe spiegarci che differenza c’è tra islamismo e omofobia?
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Iran: omosessuali giustiziati
Gli atti di omosessualità possono portare sino alla pena di morte in Arabia Saudita, Iran, Nigeria, Mauritania, Pakistan, Sudan, Somalia, Somaliland e Yemen, la pena inflitta agli omosessuali può variare da anni di carcere sino alla tortura e alla pena di morte.

Luciano Bonazzi

-http://www.ansa.it/
-http://www.g4s.us/
-http://www.zerohedge.com/
-http://www.internazionale.it/
-http://www.breitbart.com/

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