Operative situation of Sirian Fronts/Situazione operativa sui fronti siriani del del 4-8-2017 by Stefano Orsi


Da Stefano Orsi riceviamo e pubblichiamo la Sitrep del 4-8-2017 in condivisione con sakeritalia.it.

Situazione operativa sui fronti siriani del del 4-8-2017

In questi giorni non ci sono stati grossi movimenti di truppe o delle particolari avanzate, potremmo dire che vi siano stati dei consolidamenti dei progressi precedenti (a parte la sacca di Arsal) ed inizierei a spiegare proprio cos’è accaduto in questa sacca.

Sacca di Arsal

Questa sacca di terroristi è posta a cavallo del confine tra Libano e Siria, da qui i terroristi di Al Qaeda (anche ISIS) hanno trovato una base sicura per i traffici di armi, miliziani, soldi, per sostenere le attività dei loro gruppi in Siria. In questo territorio sono state individuate basi dove si addestravano i miliziani e producevano gli ordigni delle autobombe che venivano poi utilizzati negli attentati a Damasco, Homs, Hama ecc, ma recentemente anche a Beirut.

Proprio queste attività hanno spinto le forze armate libanesi alla preparazione accurata di questa operazione che, portata avanti con la spinta e l’appoggio determinante di Hezbollah dal lato libanese e dell’esercito siriano da quello della Siria, ha ottenuto un risultato importantissimo.

Da subito infatti i terroristi sono apparsi in grosse difficoltà. Non riuscivano a fermare il lento ma costante incedere delle truppe libanesi e siriane.

Lo sforzo maggiore è stato messo in campo dai libanesi, ma solo perché hanno voluto questo grande successo di fronte al mondo intero.

Nei giorni scorsi poi è arrivata la svolta, i terroristi in gravissime difficoltà, hanno accettato le trattative e si sono infine arresi. Hanno optato per il solito trasferimento nella sacca di Idlib, ricettacolo ormai dei peggiori tagliagole del Paese.

Più di 200 tra autobus e pullman si sono recati in zona e hanno iniziato il 2 agosto a trasbordare i miliziani , diversi con famiglie al seguito, verso la nuova destinazione.

Nel contempo ieri sono stati liberati, come parte dell’accordo, i soldati Hezbollah che erano stati catturati nel corso delle operazioni militari.

Tutto sta procedendo per il meglio e anche questa sacca verrà definitivamente archiviata.

Settore di Palmira, fronte di Al Sukhna

Ieri l’esercito siriano ha tentato una nuova spallata per abbattere il muro delle difese ISIS, difese ostiche e determinate a resistere, non è una lotta facile questa.

L’attacco ha portato la linea del fronte a meno di duecento metri dall’abitato, in particolare sono state liberate alcune alture a nord del villaggio. Da lì l’esercito siriano domina le difese ISIS e le tiene sotto tiro diretto.

Ancora però non c’è stata l’avanzata decisiva, si spera ancora che messe alle strette le truppe del Califfato, decidano di lasciare. Tuttavia, essendo l’ultimo baluardo per decine e decine di Km hanno sicuramente ricevuto ordini ben precisi di resistere fino alla fine.

Provincia di Raqqa

Le forze filoamericane sono sempre più addentro alla città di Raqqa, bombardata quotidianamente dagli aerei della coalizione occidentale, senza che nessuno batta ciglio di fronte alle numerosissime vittime civili segnalate da fonti terze. Ma si sa, i morti civili causati dagli americani, diventano “Collateral Damage”.

Settore siriano

Nel sud della provincia di Raqqa, proseguono le operazioni siriane, guidati dalle Unità Tigre. I soldati siriani stanno liberando tutti i villaggi che avevano chiuso in una sacca e oggi hanno terminato queste operazioni.

Ieri invece è giunta la notizia che Isis stesse evacuando le sue basi di Ma’dan, dove vi sono anche dei loro ospedali da campo, evidentemente nutrono poche speranze di resistere.

Settore di Deir Ezzour

Nonostante l’assedio che dura ormai da diversi anni, le truppe siriane, sotto la gloriosa guida di Issam Zahareddine, vero eroe dei nostri tempi, hanno portato un assalto contro le difese ISIS all’interno del vecchio cimitero della città, tentando di spezzare le posizioni terroriste che dividono le loro difese in due. Cercano quindi di ripristinare migliori condizioni difensive in vista di possibili ulteriori attacchi in massa da parte del Daesh.

Stefano Orsi

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