Ok al trattato CETA da parte della INTA (commissione europea commercio) più altri aggiornamenti


Da Mattia Petterlini, riceviamo e pubblichiamo un aggiornamento sulla petizione L’Italia si opponga all’accordo TTIP! rivolta a:
Presidente del Consiglio dei Ministri
Governo Italiano
Dipartimento per le politiche europee
Mipaaf – Ministero Politiche agricole alimentari forestali
Maurizio Martina – Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali
Ministero della Sanità
Beatrice Lorenzin – Ministro della Sanità
Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
Gian Luca Galletti – Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale

Ok al trattato CETA da parte della INTA (commissione europea commercio) più altri aggiornamenti

26 GEN 2017 — Un saluto a tutti i firmatari,

vi ringrazio per la partecipazione al tweetstorming e al mailbombing di dello scorso 21 Gennaio. In tutta Europa (Italia compresa) c’è stata una forte partecipazione per chiedere StopCETA, si sono tenute molte manifestazioni nelle principali città europee (Parigi, Madrid, Bruxelles etc…).

Di seguito una serie di aggiornamenti sul processo di discussione/approvazione del CETA (accordo di libero scambio commerciale tra Ue e Canada).

1) “Ok al CETA dai deputati INTA (commissione del parlamento europeo per il commercio internazionale)

L’approvazione da parte dei deputati della commissione INTA (commissione europea per il commercio internazionale), avvenuta con 25 voti favorevoli, 15 contrari e un’astensione, è il penultimo passo necessario per l’approvazione provvisoria del CETA.
L’intesa sarà votata dall’intero Parlamento in occasione della sessione plenaria di febbraio, a Strasburgo. Se il Parlamento darà il proprio via libera, il CETA potrebbe essere applicato provvisoriamente già da aprile 2017. Tuttavia, è bene ricordare che, poichè a luglio 2016 la Commissione europea ha definito il CETA un “accordo misto”, per entrate in vigore definitivamente esso dovrà anche essere ratificato dai parlamenti nazionali e regionali.” (tratto dall’articolo: http://bit.ly/2kwpoME )

2) Gli Stati Uniti di Donald Trump (nuovo presidente degli USA) diventano no global?

Questa considerazione riguarda un approccio avanzato dal nuovo presidente degli Stati Uniti d’America, che aveva annunciato di voler rivedere l’appoggio sui vari accordi commerciali internazionali tra cui il TTIP (accordo di libero scambio commerciale in discussione tra UE e USA).
Un primo segnale di questa linea politica è arrivato dal blocco del trattato di libero accordo commerciale tra USA e Stati del Pacifico (accordo TPP), che come per il TTIP e il CETA avrebbe garantito condizioni di accesso preferenziale al mercato statunitense a tutti quei Paesi del Pacifico concorrenziali con le sue manifatture.
“Trump, però, apre alla Russia, mercato complementare al suo perché ricco d’energia ma scarso di trasformazione. Rispetto al trattato con l’Europa, il Ttip, sta a guardare perché, nel frattempo, apre un canale di negoziato con la Gran Bretagna che sta uscendo dall’Europa, e vuole capire quali saranno gli effetti sulla proiezione internazionale dell’Europa, sia della Brexit, sia del trattato di liberalizzazione commerciale tra Europa-Canada, il Ceta.”
Quella adottata da Trump non è una strategia no-global, ma una strategia per rendere vantaggi economici e commerciali al proprio paese, per far crescere la propria economia, in fondo non dobbiamo dimenticare le origini del nuovo presidente, essendo un imprenditore, fa ragionamenti per garantire vantaggi alla propria parte.
“Molti milioni degli elettori di Trump, infatti, sono i disoccupati del Nafta, il “North American Free Trade Agreemen”, o i loro figli. Vent’anni fa gli Usa crearono un’area di libero commercio con Canada e Messico, il Nafta appunto, e il risultato per la manifattura e la trasformazione statunitensi furono devastanti: milioni di impianti e posti di lavoro persi negli Usa e mai più recuperati. Uno degli obiettivi dichiarati di Trump non è rescindere quel trattato, ma rinegoziarlo a proprio vantaggio e aspettare l’approvazione del Ceta che gli darà un quadro più chiaro su cosa ottenere attraverso il Canada anche dall’Europa. L’Europa, infatti, concederà al Canada e alle sue imprese con il Ceta condizioni di favore per l’accesso al nostro mercato comune. Non dimentichiamo, però, che oltre 40mila grandi imprese americane hanno sedi sussidiarie in Canada e potranno, così, anch’esse beneficiare di benefici commerciali diretti in Europa anche senza che noi concordiamo con gli Usa un trattato di liberalizzazione commerciale apposito come il Ttip.” (le citazioni del punto 2 tra le virgolette sono tratte dall’articolo: http://bit.ly/2k3G41f)

3) come ultimo punto l’Europa al suo interno è molto divisa sulla stipula dei trattati di libero scambio commerciale come il TTIP e il CETA, da una parte c’è chi la vede come un’opportunità, dall’altra chi la vede come un danno catastrofico.

Obbiettivamente, questi due trattati hanno un problema principale, sono stati condotti nella segretezza, questa non è una visione cospirazionista, ma la pura verità. (se volete saperne di più questo il documento del Ministero dello Sviluppo Economico italiano, nel quale sono indicate le procedure d’accesso per la consultazione dei documenti del trattato TTIP: http://bit.ly/2kwht1x).
Se si trattasse di un accordo tra privati/azienda o azienda/azienda o privati/privati, la riservatezza è giusta in quanto ci potrebbero essere dei segreti industriali da mantenere, ma nel caso dei trattati di libero scambio si tratta di accordi pubblici e quindi la segretezza non deve esserci serve trasparenza, diffusione, discussione, dibattiti pubblici con la cittadinanza.
La mancanza di trasparenza denota sempre qualche sotterfugio, questo preoccupa tutti noi. Visto che questi accordi cambieranno la nostra vita, perché non coinvolgere anche i cittadini? fargli conoscere realmente i trattati? e non fermarsi ai pochi rappresentanti di partito eletti nel parlamento europeo anche ai quali la possibilità di lettura dei testi dei trattati è limitatissima e segreta?

Lasciando questi punti di riflessione, vi saluto ci sentiamo al prossimo aggiornamento.

Firma anche tu la petizione al seguente indirizzo di change.org: https://www.change.org/p/l-italia-si-opponga-all-accordo-ttip-paologentiloni?source_location=minibar

Grazie

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