L’ISIS è già nelle Filippine!

Come da copione, il Pentagono ha spostato l’ISIS nelle Filippine.

Da qualche mese non ci occupiamo del singolare Rodrigo Duterte, presidente delle filippine, ideologicamente orientato al socialismo [forse più al bolscevismo NDR], implacabile annientatore di mafiosi, criminali, trafficanti di droga. Duterte a fine 2016 prese a minacciare gli USA, che occupano militarmente il suo paese, dicendo che dovevano andarsene dalle Filippine, ovvero, chiudere le loro basi nell’isola e togliere il disturbo; poi strinse un patto con Cina e Russia.

Il presidente delle Filippine Rodrigo Duterte

Poco tempo dopo l’intelligence filippina, probabilmente aiutata da altri servizi segreti, scopri che “qualcuno” aveva trasferito combattenti dell’ISIS da Siria e Iraq, all’Isola di Mindanao. Le Filippine sono un paese a maggioranza cattolica, ma l’isola meridionale di Mindanao è musulmana. Da Mindanao, per decenni, sono partiti feroci attacchi terroristici contro il popolo filippino.

Nel novembre 2016, il presidente Rodrigo Duterte, reso edotto del fatto che da Siria e Iraq, l’ISIS, era stato infiltrato a Mindanao, minacciò pubblicamente i terroristi disponendo che venissero schiacciati: “sappiamo che incombe una minaccia terroristica dovuta a un afflusso di estremisti dell’ISIS, infiltrati in Indonesia e a Mindanao, sappiamo che sono qui e siamo preparati ad affrontarli”. Duterte inoltre dichiarò: “Voglio ricordare, a questi islamisti, che da ora in poi non avranno alcun diritto umano, non permetterò che la nostra gente venga macellata”. Quella dichiarazione gli valse le critiche dell’ONU e di varie Organizzazioni Umanitarie Occidentaliste, alle Nazioni Unite ribatté, non è uno scherzo, di andare a “cagare”, e liquidò le seconde dicendo che dicevano “stronzate!”.

Questa premessa, serve ad inquadrare il personaggio Duterte, gli antefatti e l’ormai classica strategia della dottrina Obama, cioè che quando gli USA si preparano a un’invasione, prima mandano avanti l’ISIS, poi, con quel pretesto intervengono, e mentre fingono di combattere il terrorismo, s’impossessano della nazione [In Siria non gli sta andando bene. NDR].

Un nuovo fronte di tipo siriano si apre nelle Filippine

Le Filippine sono paese perno degli Stati Uniti nel Pacifico, da sempre sotto il loro controllo, e secondo le intenzioni del Pentagono, Duterte non caccerà mai le soldataglie yankee dal paese. Se Manila o qualsiasi altra città delle Filippine dovesse subire un attacco terroristico, gli USA avrebbero un pretesto per intervenire in difesa delle loro basi militari.

Come spiegato, ora che le Filippine hanno chiaramente deciso di uscire dall’orbita statunitense, ecco che improvvisamente esce come dal nulla un problema ISIS. Il paese, dal punto di vista geo-strategico, occupa una posizione ben più importante della Siria per gli USA. Ovviamente gli jihadisti sono armati da chissà chi, e hanno l’anomala pretesa di creare uno stato islamico in un paese culturalmente cristiano, che nulla ha a che fare col sogno ancestrale del Califfato Islamico.

Il ramo filippino di Al-Qaeda/Al-Nusra/ISIS/Daesh-IS, cioè CIA-NATO, da qualche settimana ha iniziato la sua attività di strategia del terrore e della tensione. Le attività sovversive di Al Qaeda in questo paese sono ancora agli inizi, ma il Califfato Filippino sarà certamente feroce e sanguinario come da copione.

I Filippini non sanno ancora cosa aspettarsi, ma è facile intuire che le loro abitudini cambiaranno. Così come in Siria, c’imbattiamo continuamente nella disinformazione del Regime Occidentalista, e in bufale come i Withe Helmets della pay TV Netflix, anche nelle Filippine dovremo attenderci le stesse montature.

Stranamente, in tutto il mondo occidentale, non esistono jihadisti organizzati che rivendichino il Califfato di Riccione [per esempio NDR], abbiamo attentati isolati e imprevedibili, tanto per mantenere viva la nostra attenzione, farci piangere, cantare Imagine di John Lennon, portare pupazzi, accendere candeline, deporre fiorellini, mentre scriviamo coi gessetti: “Je Suis… Idiote!”.

Gli attentati in Europa, sono progettati a tavolino per scioccare e ottenere la massima disinformazione di massa da parte dei media. Apparentemente ci sembrano minacce o avvertimenti contro i nostri governi, ma, come disse un terrorista dell’ISIS intercettato, a proposito dell’Europa occidentale: “Non si sega l’albero sul quale stiamo seduti”.

Questi due modi di operare da parte di Al-Qaeda/Al-Nusra/ISIS/Daesh-IS, cioè CIA-NATO, variano solo in base al paese e agli obbietivi prefissati dal Pentagono. I danni e vittime causati dagli jihadisti è inversamente proporzionale e servono a fornirci una visione distorta della realtà..

Con Putin
Con Xi Jinping

Tornando alle Filippine di Rodrigo Duterte, un personaggio che piuttosto che piegarsi si farebbe ammazzare, speriamo che, in concerto con Cina e Russia, abbia gli strumenti necessari per annientare i terroristi e allontanare gli USA dal suo paese. Sarebbe per le Filippine un passo decisivo per spezzare le ultime catene coloniali che le avvincono.

Luciano Bonazzi

Articoli precedenti sui quali ci siamo basati:

Presidente filippino Duterte parte seconda: Gli americani se ne vadano da Mindanao http://lucianobonazzi.altervista.org/presidente-filippino-duterte-parte-seconda-gli-americani-se-ne-vadano-da-mindanao/

Articolo HUB: Il presidente filippino Rodrigo Duterte all’UE: “Andate a farvi fottere”! http://lucianobonazzi.altervista.org/articolo-hub-presidente-filippino-rodrigo-duterte-allue-andate-farvi-fottere/

Il presidente delle Filippine Rodrigo Duterte dichiara guerra ai terroristi musulmani http://lucianobonazzi.altervista.org/presidente-delle-filippine-rodrigo-duterte-dichiara-guerra-ai-terroristi-musulmani/

Colloqui tra Vladimir Putin e Rodrigo Duterte per un accordo sulla reciproca difesa http://lucianobonazzi.altervista.org/colloqui-tra-vladimir-putin-e-rodrigo-duterte-per-un-accordo-sulla-reciproca-difesa/

L’ISIS verrà spostato nel sud-est asiatico http://lucianobonazzi.altervista.org/lisis-verra-spostato-nel-sud-est-asiatico/

GEOPOLITICA

Informazioni su Luciano Bonazzi

Writer, traveler, Pastor & Protestant Missionary, I deal with geopolitics, various news, social issues, disabilities. / Scrittore, Viaggiatore, Pastore Protestante Missionario. Mi occupo di Geopolitica, notizie varie, tematiche sociali, disabilità.

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