L’assassino dell’ambasciatore russo ad Ankara era affiliato a Daech-IS

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L’agente speciale Mevlut Mert Altintas assassino dell’Ambasciatore della Federazione Russa in Turchia, era membro dell’organizzazione terroristica Jabhet Al-Sham (Fronte del Levante), inoltre faceva parte di un’unità della polizia turca, specializzata nell’infiltrare combattenti stranieri in Siria negli anni 2014 e 2015. Il genere di operazioni effettuate dall’agente, facevano parte di una strategia di guerra della NATO per diffondere il caos in Siria, facilitando così l’uscita di scena di Assad.
L’Ambasciatore Andrey Karlev assassinato in modo vile ad Ankara da Mevlut Mert Altintas, attualmente ufficiale della polizia antisommossa, era anche sostenitore di Daech-IS, la famigerata organizzazione terroristica. L’agente turco aveva seguito un corso di studi gestito dall’intelligence americana, per specializzarsi nella teoria islamica del Califfato e comprendere la lingua araba.
L’agente Altintas con altri 14 funzionari, tutti di età inferiore ai 25 anni, era anche in contatto con gruppi Salafiti Arabi. Ebbene, nove di quei suoi colleghi erano in servizio di protezione dell’ambasciatore russo Andrey Karlov ucciso da Altintas, che invece era presente pur non essendo in servizio.
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L’ambasciatore russo Andrey Karlov

Sembra che a Kiev e Riyad, avuta notizia dell’omicidio, si faticasse a trattenere la gioia, se un fatto simile fosse accaduto anche solo qualche decennio fa, sarebbe stato un serio motivo per far scoppiare una guerra.
Ora dobbiamo considerare che, dopo il periodo più buio dovuto all’abbattimento dell’areo russo e altri dissidi tra Ankara e Mosca, in seguito al golpe anomalo subito da Recep Tayyip Erdogan, quest’ultimo ha preso le distanze dagli USA e si è legato alla Russia. Erdogan ha immediatamente incolpato il movimento del dissidente Fethullah Gulen, suo oppositore in esilio dorato negli USA.
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Il dissidente Fethullah Gulen

Da parte nostra, in base ai dati fin qui citati dalle varie fonti di agenzia, riteniamo che l’attentato, al di la dell’esecutore materiale, ha un mandante ben preciso, con uno scopo altrettanto preciso.
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In vari articoli abbiamo dimostrato che chiaramente, Daesh-IS, ISIL, ISIS, Califfato (che poi sono la stessa cosa) e Al-Qaeda, Al-Nusra, Withe Helmets, Jabhet Al-Sham, ribelli “moderati” e probabilmente i Salafiti che infiammarono il Nord Africa con le “Primavere arabe”, siano una sorta di Gladio islamica creata da CIA e NATO.
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Un giovane Barack Hussein Obama col fratello Malik Abongo Obama leader Salafita.
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Analizzando il golpe anomalo tentato qualche mese fa contro Erdogan, quando si parlò di “vertici militari legati agli USA”, immediatamente mi tornò alla mente il programma CIA-NATO “Stay Behind”, che in Italia dette vita a Gladio e in Turchia a Counter-Guerrilla.
“Counter-Guerrilla”, in turco Kontrgerilla è il ramo turco dell’Operazione Gladio, un’iniziativa “Stay Behind” clandestina sostenuta dagli Stati Uniti nata come espressione della Dottrina Truman. L’obiettivo fondante dell’operazione è quello di costruire una rete in grado di controllare che le politiche, in questo caso della Turchia, non contrastino con gli interessi Statunitensi, ed è formata da persone fedeli agli USA.
Appresa la notizia dell’omicidio, Vladimir Putin che si trovava a Mosca, ha subito consultato Sergei Lavrov, capo della diplomazia russa. Sembra da indiscrezioni, che quando un alto ufficiale gli ha consegnato il comunicato sull’omicidio, Putin abbia perso le staffe inveendo contro Obama. Si è poi chiuso nel suo ufficio per oltre mezz’ora, quando ne è uscito, ha ordinato l’invio di investigatori militari ad Ankara e ordinato la mobilitazione di 95 aerei per radere al suolo Raqqa, la capitale dell’autoproclamato Califfato.
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Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan dopo l’omicidio ha chiamato Vladimir Putin condannando il vile omicidio e parlando dell’ambasciatore Karlov come di un diplomatico eccezionale che, lavorando nel periodo più buio dei rapporti tra Turchia e Russia, ha saputo guadagnarsi la stima di tutti, per le sue capacità personali e professionali. Erdogan ha aggiunto: “Non permetteremo che questo vile attacco oscuri l’amicizia tra Turchia e Russia”.
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Da parte di questa Redazione, contiamo i giorni che ci separano dal fatidico 20 gennaio 2017, quando finalmente il mondo potrà sbarazzarsi del peggior presidente statunitense: Barack Hussein Obama.

Luciano Bonazzi

Fonti>

-http://www.ansa.it/
-http://reseauinternational.net/
-http://inews24.it/
-https://strategika51.com

GEOPOLITICA

Informazioni su Luciano Bonazzi

Writer, traveler, Pastor & Protestant Missionary, I deal with geopolitics, various news, social issues, disabilities. / Scrittore, Viaggiatore, Pastore Protestante Missionario. Mi occupo di Geopolitica, notizie varie, tematiche sociali, disabilità.

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