L’Arabia Saudita minaccia la Turchia per il suo cambio di fronte in Siria

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Premesso che Erdogan non ci piaceva e continua non piacerci, il recente mini-golpe anomalo, il trattamento riservato ai “golpisti”, le decapitazioni, la presenza tra i suoi supporter di qualche jihadista del Califfato, di Lupi Grigi e tantissimi Salafiti ce lo fanno piacere ancor meno.
L’unica osservazione che ci sentiamo di fare sul golpe, riguarda l’atteggiamento di Erdogan che nell’ultima settimana si era riappacificato con russi e siriani, quasi avesse fiutato che Obama lo voleva eliminare. Il repentino cambio di alleati, sembra proprio la conseguenza di chi è stato tradito dagli alleati e ora gliela vuol far pagare.
Adesso, il ministro degli Esteri dell’Arabia Saudita, Adel al-Jubeir, paese alleato della Turchia contro la Siria, ha dichiarato che Ankara non può tradire gli alleati con tanta disinvoltura e ha stigmatizzato il repentino “voltafaccia” di Erdogan.

La Turchia peraltro è consapevole della propria vulnerabilità riguardo alla questione curda e che probabilmente, questo cambiamento potrebbe favorire la nascita del Kurdistan, facendogli perdere una parte dei territori sud-orientali.
L’intervento del ministro degli esteri saudita risale a ieri, una dichiarazione rilasciata dopo un incontro bilaterale col Segretario di Stato John Kerry e la consigliera per la sicurezza nazionale statunitense Susan Rice.
Nelle condizioni attuali, la Turchia non potrebbe reggere uno scontro militare contro i “quasi” ex-alleati, ma col supporto di Russia e, di conseguenza, Cina e Iran, sarebbe diverso.
All’inizio della settimana il premier turco, Binali Yildirim, aveva dichiarato che un miglioramento delle relazioni con la Siria era necessario per la stabilità della regione, subito dopo, l’Arabia Saudita aveva convocato l’ambasciatore turco a Riyadh per chiarire quella dichiarazione.

Luciano Bonazzi

Fonti>
-http://reseauinternational.net/

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