Rimuovere l’Arabia Saudita dal Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite

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Ben Cinquanta Organizzazioni per i Diritti Umani hanno chiesto di espellere l’Arabia Saudita dalla Presidenza del Gruppo consultivo del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite. In una lettera consegnata a Zeid Ra’ad Zeid Al-Hussein, Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, hanno evidenziato come i Sauditi reprimano gli oppositori interni, oltre alle continue violazioni dei diritti umani nel Paese.
Mentre le organizzazioni per i diritti umani chiedono l’apertura di un’indagine da parte dei tribunali internazionali per gli atti “inumani e medievali” del Regno di Al-Saud, tanto gravi da scioccare il mondo intero.
L’adesione Saudita riflette la falsificazione dei concetti e criteri giuridici degli sponsor occidentalisti dell’Arabia Saudita, che hanno imposto il Paese alla Presidenza del Gruppo consultivo del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite.

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L’ambasciatore Saudita Faisal bin Hassan Trad, Presidente del Gruppo consultivo del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite (Unhrc)

Lo scorso giugno l’ambasciatore Saudita Faisal bin Hassan Trad è stato nominato Presidente del Gruppo consultivo del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite (Unhrc), nonostante l’Arabia Saudita sia tra i paesi con il più alto numero di violazioni dei diritti umani accertate da organi internazionali indipendenti, tra cui l’Onu stesso. Il Gruppo consultivo che l’ambasciatore andrà a presiedere non è di secondaria importanza, anzi, è “Il Vertice” del Consiglio per i diritti umani dell’ONU, giacché i cinque membri che lo compongono, nominano gli esperti da inviare nei vari paesi del mondo dove l’Organizzazione Internazionale è incaricata di sorvegliare il rispetto dei diritti umani.
L’elezione è avvenuta lo scorso giugno ma l’imbarazzo era tale che l’Onu ha evitato di pubblicizzare la nomina. U.N. Watch, ONG indipendente, ha però individuato un report dello scorso 17 settembre in cui si attesta la nomina alla Presidenza dell’ambasciatore saudita, già inviato del Regno Saudita all’Unhrc. Secondo rumors, si sarebbe speso un miliardo di $ tra l’agevolare l’elezione e l’oscuramento mediatico delle violazioni dei diritti umani in Arabia Saudita NDA.
L’assistenza finanziaria che sarebbe stata fornita dal Re Saudita all’Alto Commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite, sarebbe in ringraziamento allo strabismo dell’Organizzazione sulle violazioni dei diritti umani Saudite, più o meno è quanto ha dichiarato Amnesty International nel suo rapporto; Anche se, in tutta sincerità, quest’ultima Organizzazione è in altri casi quantomeno faziosa NDA.
La repressione esercitata dal Re Al-Saud è dispotica e le nefandezze del suo Regno non conoscono limiti, un paese divenuto proverbiale per le abominevoli violazioni sull’intera scena internazionale.
Pressanti, sono le interferenze Saudite negli affari di altri paesi, tra cui Bahrein e Yemen, sordido il suo allineamento alle politiche di sedizione occidentaliste in Iraq, Siria e Libano. La destituzione del Presidente Faisal bin Hassan Trad e l’espulsione dell’Arabia Saudita dal Consiglio dei diritti dell’uomo dell’ONU è divenuto un imperativo.

Luciano Bonazzi

Fonti>
-http://reseauinternational.net/
-http://www.ilfoglio.it/
-http://francophone.sahartv.ir/

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