La Serbia è pronta a denunciare la NATO per Crimini di Guerra


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È confermato, la Serbia si prepara a citare in giudizio la NATO per i crimini di guerra del 1999

L’attacco NATO del 1999 contro la ex-Jugoslavia fu un crimine di guerra devastante quanto impunito. Il popolo Serbo a distanza di 18 anni, non ha ancora ricevuto giustizia per le sofferenze inflitte dalla condotta criminale della NATO, la quale non ha tenuto minimamente conto della Convenzione di Ginevra per la protezione delle persone civili in tempo di guerra, firmata a Ginevra il 12 agosto 1949.

Il comparto giuridico dell’Accademia serba delle Scienze e delle Arti ha studiato l’impianto accusatorio e nominato una squadra di legali per citare la Nato alla Corte Internazionale per i Crimini contro l’Umanità dell’Aia. La causa sarà fondata sull’utilizzo dell’uranio impoverito, anche sulla popolazione civile, da parte della NATO.

La guerra che portò alla dissoluzione la Repubblica Jugoslava, basata su false prove create a tavolino su false stragi, portò alla morte 2.000 civili, di cui 88 ancora bambini. La crisi umanitaria dei Serbi, prosegue ancora oggi, causata dai pogrom islamici sulla popolazione civile dell’autoproclamato Califfato del Kosovo, con un inarrestabile flusso di rifugiati che prosegue ancora oggi. Bisogna considerare che l’occupazione illegale della provincia serba del Kosovo e della Metohija, per instauravi grazie alla barbarie NATO uno Stato Islamico, ha obbligato e obbliga alla fuga, migliaia di famiglie serbe.

Terroristi Islamici dell’UCK Foto ©www.occhidellaguerra.it

Quella guerra fu profondamente immorale poiché, la Jugoslavia era uno degli Stati Multiculturali di maggior successo nella storia moderna, fu costretta a lottare per la sua sopravvivenza dopo che Italia, Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Arabia Saudita, Turchia e da altri iniziarono a finanziare i terroristi islamici albanesi, UCK. Italia e Germania puntarono soprattutto sugli Ustascia nazi-fascisti Croati, nostalgici che s’ispiravano ad Ante Pavelić, alleato di Tedeschi e Italiani durante la seconda guerra mondiale e propugnatore di una Jugoslavia inquadrata nel III Reich. Successivamente finanziarono anche i bosniaci, molti dei quali discendenti da soldati inquadrati nel Reparto Islamico Waffen SS, che a loro volta sognavano una Bosnia Teocratica Sunnita, dopo decenni di stato laico.

Waffen SS islamiche ©www.kore.it

Dopo che Germania, Italia e parte dei paesi dell’allora CEE, riuscirono a far secedere dalla Federazione, Slovenia, Croazia, Bosnia-Erzegovina e Macedonia, nel 1999 la NATO decise di portare alla completa dissoluzione, ciò che restava della Jugoslavia. Così si passò alle vie di fatto, attaccando vigliaccamente la Jugoslavia Serbia-Montenegro. Dopo aver messo in ginocchio le popolazioni dei due stati superstiti, fecero nascere lo Stato Islamico del Kosovo, nazione parzialmente riconosciuta, una dittatura isolata, caotica, mafiosa dalla quale transitano i traffici più sordidi in materia di: organi umani, droga, armi, bambini da fornire al mercato della pedo-pornografia e ai singoli pervertiti sub-umani.

La Federazione Jugoslava dalla sua nascita, pur essendo uno stato socialista, era profondamente diversa dall’Unione Sovietica. Nata dalla resistenza contro l’aggressione nazi-fascista, era uno stato non-allineato e multietnico inclusivo, all’epoca dell’aggressione Nato capitanata dall’Italia, Tito era morto, ed erano in atto profonde riforme di sviluppo in senso occidentale, pertanto quell’aggressione fu ingiustificata: strano a dirsi, dopo che la CEE divenne Unione Europea, nel 2012 venne insignita del premio Nobel per la Pace.

Quella guerra, non solo violò gravemente la Convenzione di Ginevra, ma anche la Carta della NATO, poiché questa organizzazione, dovrebbe essere un’Alleanza Difensiva tra i paesi aderenti, non un’interforza d’ingerenza e conquista imperialista. La propaganda occidentalista che giustificò l’aggressione NATO, anno dopo anno è stata smentita da evidenze e sentenze. Emblematico il caso di Slobodan Milošević, nel 2016 dichiarato innocente dal Tribunale Penale Internazionale dell’Aja, assolto dopo la morte avvenuta in un carcere militare. All’epoca della sentenza assolutoria, i media italiani si distinsero per la totale censura sulla notizia, solo Giulietto Chiesa, Francesco Manta, i coraggiosi reporter de Gli Occhi della Guerra e alcuni blogger ne parlarono.

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Il Kosovo oggi

Gli elementi peggiori del terrorismo contemporaneo, il traffico di esseri umani, il traffico di droga e di armi, nella ex-provincia serba di Kosovo e Metohija, rappresentano la voce principale del PIL. Dopo la guerra del 1999 il Kosovo è di fatto una provincia satellite dell’Albania e un protettorato della NATO. L’Alleanza Atlantica dovrebbe fornirci molte risposte sui traffici illeciti che transitano dal Kosovo, ma il Tribunale Penale Internazionale per anni ha sistematicamente ignorato i crimini di guerra compiuti da terroristi albanesi, bosniaci e croati, concentrandosi unicamente sulle reazioni dell’esercito regolare Jugoslavo.

La causa penale della Serbia contro la Nato per i crimini di guerra del 1999

Non sappiamo se dobbiamo riporre molte speranze sull’attuazione di un processo Serbia contro NATO, tuttavia si tratta di una mossa simbolica per evidenziare i Crimini NATO contro l’Umanità, in ogni caso, almeno ci avranno provato.

Quali riflessioni possiamo farci, valutando le due guerre che la Jugoslavia ha affrontato nel secolo scorso? Che i i cacciabombardieri Italo-Tedeschi erano nazi-fascisti, e quelli NATO-IV Reich UE altrettanto.

Luciano Bonazzi

Per approfondire l’assoluzione post-mortem di Slobodan Milošević invitiamo a leggere–>> http://lucianobonazzi.altervista.org/slobodan-milosevic-innocente-ed-estraneo-alle-stragi-bosnia/

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Informazioni su Luciano Bonazzi

Writer, traveler, Pastor & Protestant Missionary, I deal with geopolitics, various news, social issues, disabilities. / Scrittore, Viaggiatore, Pastore Protestante Missionario. Mi occupo di Geopolitica, notizie varie, tematiche sociali, disabilità.

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