Intervista all’On. Federico Fornaro by Stefano Orsi


Da Stefano Orsi riceviamo l’intervista rilasciatagli dall’on. Fornaro, Capogruppo di Liberi e Uguali alla Camera, in condivisione con Il Sud Est

Intervista all’On. Federico Fornaro, di STEFANO ORSI

S.O] On. Fornaro, lei affronta la sua prima esperienza come capogruppo, come vive questa novità e quali difficoltà ha eventualmente trovato nello svolgimento del difficile ruolo che ricopre?

On.F] Nella scorsa legislatura sono stato vice capogruppo di Articolo1-MDP al Senato e quindi ho acquisito un’esperienza che mi sta tornando utile alla Camera, nel mio nuovo ruolo di capogruppo di Liberi e Uguali. Le maggiori difficoltà sono legate ai differenti regolamenti parlamentari tra Camera e Senato, anche se, come noto, i lavori in commissione e in aula inizieranno a pieno ritmo solo dalla prossima settimana. E’ comunque un’esperienza importante e gratificante.

S.O] L’Italia ha da poco un nuovo governo, quali pensa dovrebbero essere le priorità che dovrebbe affrontare rispetto ai problemi del Paese nella visione sua o di Liberi e Uguali?

On.F] La nostra sarà un’opposizione intransigente nella difesa dei valori e dei principi di civiltà sanciti dalla nostra Costituzione e dai trattati internazionali e al tempo stesso sfidante nel confronto parlamentare sulle questioni che interessano la vita quotidiana degli italiani: dal lavoro che manca alla lotta alla precarietà, dal contrasto alla povertà alla difesa della sanità e della scuola pubblica, ad un piano straordinario di investimenti pubblici a partire dal dissesto idrogeologico della nostra fragile Italia

S.O] All’interno di LeU il suo partito, in particolare, sarebbe Art. 1 che si richiama espressamente alla nostra Repubblica, Democratica e fondata sul Lavoro. Nei giorni scorsi, ho letto con stupore una presa di posizione del nuovo Governo contro la legge che condanna e contrasta il drammatico ed inaccettabile fenomeno del caporalato, un auspicato ritorno dei voucher, che hanno contribuito a precarizzare in maniera estrema il lavoro, poi anche di un tentativo di affrontare la questione delle nuove forme di lavoro prive di ogni tutela come i cosiddetti Riders, costretti senza alcuna tutela a sfrecciare nel traffico delle metropoli in bici o motorino senza alcuna tutela o assicurazione, mi paiono molto in contrasto come approcci, come potranno conciliare simili posizioni? Cosa proponete a tal proposito e come vi comporterete in aula? Eventualmente si aprisse la discussione sulla necessità di intervenire sulla contestata legge del jobs act o di affrontare la posizione dei tantissimi lavoratori a Partita IVA?

On.F] Su temi quali il superamento del Jobs Act e della stessa legge Fornero siamo disponibili a dare il nostro contributo anche dai banchi dell’opposizione, a condizione che, ad esempio, in materia pensionistica si trovino soluzioni ragionevoli e sostenibili nel tempo e non spot propagandistici che finiscano per accrescere le ingiustizie tra le generazioni. Allo stesso modo, siamo d’accordo per dare maggiori tutele alle lavoratrici e ai lavoratori della cosiddetta GIG economy (i piccoli lavoretti) e migliorare ulteriormente anche le attenzioni verso l’universo delle Partite Iva. Sul caporalato, invece, saremo attenti guardiani per evitare che la buona legge approvata nella scorsa legislatura venga stravolta e resa inefficace.

S.O] Emergenza migranti: visto il calo degli ultimi mesi, dopo l’intervento del Ministro Minniti, è ancora il caso di parlare di emergenza? A suo giudizio, come si è comportato il Governo nell’affrontare il caso Aquarius o la recente misura di un censimento per gli italiani di etnia Rom nel Paese?

On.F] E’ in atto da parte del ministro Salvini con la complicità dei Cinque Stelle e il silenzio del Presidente del Consiglio una inaccettabile campagna propagandistica che sta pericolosamente alimentando l’odio verso i migranti, le ong e da ultimo i Rom.

Seguendo alla lettera il modello della costruzione del consenso dei movimenti populisti, invece di risolvere le questioni complesse si dà in pasto all’opinione pubblica un “nemico” preconfezionato, responsabile di tutti i mali: hanno prima tentato con l’Europa portando l’Italia sull’orlo del baratro dello spread e poi sono passati ai migranti, il cui numero è diminuito nei primi 5 mesi dell’anno di circa l’80%, altro che invasione in atto. La vicenda Aquarius è servita solo ad aumentare il gradimento nei sondaggi a Salvini, ma non ha migliorato di una virgola la situazione e soprattutto non è con gli scontri in seno all’Unione Europea, ma al contrario, con la paziente ricerca di alleanze che si può pensare di far uscire l’Italia dall’isolamento in materia di gestione dei flussi migratori in cui gli altri paesi europei l’hanno relegata per una scelta miope e egoista.

S.O] Situazione internazionale: Le recenti misure protezionistiche messe in campo dal Governo USA, quanto ci possono danneggiare? Sono forse dirette verso qualche Paese in Particolare della UE secondo lei?

On.F] Il protezionismo è una risposta sbagliata a un problema reale provocato da una globalizzazione senza regole, in particolare in materia di tutela ambientale e di diritti dei lavoratori. La scelta degli Usa di Trump rischia di provocare semplicemente effetti recessivi nella dimensione planetaria, Europa compresa, senza risolvere nulla. Il nostro è storicamente un Paese esportatore che quindi ha tutto da perdere da una guerra dei dazi e da una brusca frenata del trend di costante crescita del commercio mondiale.

S.O] L’iperattivismo francese nel nord Africa, occupandosi in particolare di un Paese che fu nostro partner commerciale di prima grandezza come la Libia, crede che possa portare a dei risultati o la Francia dovrebbe rispettare maggiormente il ruolo storico che l’Italia ha da sempre avuto nel dopoguerra in quel Paese? Non si teme che questo iperattivismo sia teso ad allontanare sempre più l’Italia dal suo ruolo di Paese cardine nel bacino del Mediterraneo?

On.F] Ancora una volta nella storia il Medio Oriente è il cuore della geopolitica mondiale e con esso la partita energetica, pur in una prospettiva di lento declino del fattore strategico rappresentato dal petrolio. Indubbiamente con la caduta di Gheddafi e la conseguente crisi dello stato libico l’Italia ha oggettivamente perduto un partner commerciale di primo piano e altri paesi hanno provato a insidiare la nostra leadership. Sullo sfondo, poi, c’è il dopoguerra in Siria, l’attivismo turco e la tensione tra Israele e Iran, oltre all’eterna irrisolta questione palestinese e la ripresa dell’Isis. In questo quadro assai complesso il ruolo dell’Italia sul terreno diplomatico più che militare può e deve essere improntato alla ricerca di soluzioni equilibrate in uno spirito di pace e non di nuove, inutili, guerre.

S.O] La ringrazio on. Fornaro per la pazienza e la grande disponibilità nel rispondere a queste domande, le auguro buon lavoro per il prosieguo della legislatura e spero che avremo ancora modo di confrontarci magari su qualche tema specifico.

Stefano Orsi

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