Il Regime di Kiev uccide una donna e ferisce gravemente un bambino


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Continuano le operazioni di pulizia etnica del Regime di Kiev contro i russofoni, negli ultimi due giorni, la 92ᵃ Brigata ha bombardato un centro abitato nel Donbass: una donna è morta e un bambino è stato gravemente ferito.

Domenica 4 giugno l’Esercito Ucraino (UAF) ha sparato una serie di colpi di mortaio sul quartiere Troudovskyi alla periferia di Donetsk. Uno degli obici da 82 millimetri, esplodendo ha ucciso Tatiana Zaïchenko, di 37 anni e ferito gravemente ferito suo figlio, Vladislav di otto anni.

Il bambino, sofferente e gravemente scioccato, è stato immediatamente trasportato all’ospedale cittadino, dove ha subito un lungo intervento, per tamponare un’emorragia interna, lesioni al fegato, all’intestino a una gamba e alla mano destra. Dopo sei ore d’intervento, i medici non hanno sciolto la prognosi e le sue condizioni restano gravi.

Dopo il bombardamento, nel quale ha perso la madre, Vladislav è rimasto solo al mondo, poiché suo padre, cadde in battaglia nel 2014, mentre difendeva i concittadini dall’Esercito Ucraino.

Il povero Vladislav, una denuncia contro il genocidio dei russofoni. Foto di Vittorio Nicola Rangeloni, giornalista e fotoreporter del Centro Stampa internazionale di Donetsk

Il quartiere colpito dai mortai, dista circa 2 km dalle postazioni dell’Esercito di Liberazione del Donbass, una distanza tale da non permettere un errore di tiro. Calcolato che, la portata massima degli obici da 82 millimetri è di 4 km, il bombardamento non è stato una casualità, ma rientra nella strategia di pulizia etnica della Giunta Neo-Nazista di Kiev.

1° Gennaio 2017, fiaccolata di Capodanno a Kiev.

In 24 ore, l’Esercito Ucraino ha sparato 213 proiettili, tra colpi di artiglieria, di mortaio e cannonate dai Carri Armati, aventi un calibro vietato dagli accordi di Minsk. I bombardamenti sono poi proseguiti per tutta la giornata, coinvolgendo anche la città di Yassinovataya, dove altri tre civili sono rimasti feriti. Al 2 giugno, il bilancio delle vittime da inizio anno, ammontava a 14 morti e 147 feriti ucraini di etnia russa.

Nonostante il cessate il fuoco, l’esercito ucraino continua a violare ripetutamente gli accordi Minsk, così come continua il bagno di sangue innocente nel Donbass, un genocidio del quale, nei paesi dell’Unione Europea, la più becera censura, nasconde le grida di dolore di un popolo martire europeo.

Luciano Bonazzi

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