Il Paradosso del Molise – la lettura politica del voto di STEFANO ORSI


Si sono svolte le prime elezioni dopo il voto politico del 4 marzo scorso.

Il primo dato che emerge è la vittoria del Cdx sui 5 stelle, che accusano una netta battuta di arresto.

Il dato amministrativo, normalmente, non andrebbe paragonato con quello delle politiche, ma in questo caso date sia la vicinanza col voto politico, poco più di un mese, che la situazione di incertezza sul futuro del governo, che ancora non c’è, è ovvio che dalle urne emerga anche un dato significativo su un campione di cittadini, circa 180.000 che si sono recati ieri al voto.

Il partito del M5stelle perde ben il 13,22% dei voti passando dal 44,79% scorso, dato davvero considerevole al 31,57 di ieri, e non è cosa da poco.

È il centro destra a raccogliere invece il 43,55% dei voti, contro un 29,81 delle politiche, scambiandosi quindi di ruolo col precedente partito di maggioranza relativa. Perde notevolmente ed ancora il PD che non arriva neppure al 10% sono all’8,87%, mentre LEU si conferma al 3,26% ed era al 3,76. Questi sono chiaramente gli effetti della gestione che Di Maio ha imposto nel dopo voto, quando cioè ha rivolto le sue attenzioni ad un accordo di governo col PD, accordo per lui indifferente sul piano programmatico, ma unico che gli possa permettere di restare o ottenere la “Poltrona” che tanto brama, mai infatti potrebbe sedervisi in caso di alleanza col Cdx, che forte della maggioranza relativa dei voti, porterebbe un Salvini come premier e non certo il secondo arrivato. Nessuna questione pregiudiziale di programma quindi, si tratta solo di poltrone, che hanno occupato con ingordigia evidente.

ed ecco che oggi presentano i 10 punti, vediamo che grandi novità presentano:

costruire un futuro per i giovani e le famiglie;
contrastare efficacemente la povertà e la disoccupazione;
ridurre gli squilibri territoriali;
sicurezza e giustizia per tutti;
difendere e rafforzare il servizio sanitario nazionale;
proteggere le imprese, incoraggiare l’innovazione;
un nuovo rapporto tra cittadino e fisco;
un Paese da ricostruire, investire nelle infrastrutture;
proteggere dai rischi, salvaguardare l’ambiente;
per un’amministrazione efficiente e trasparente, tagli agli sprechi.

Cosa c’è di nuovo?? NULLA!!!

Questi punti li trovate pari pari nei programmi di TUTTI i partiti politici presenti alle politiche del marzo scorso. Chi non ha scritto di voler combattere la povertà? Il Disagio? La disoccupazione? Dare un futuro ai giovani? Difendere le imprese italiane? Ridurre il divario nord sud? Migliorare il rapporto tra il cittadino ed il fisco?? Tutelare l’ambiente e prevenire i disastri?
Ma chi non lo ha scritto?

È stata una serie di punti presente in tutti i Governi della Repubblica dal giorno della sua nascita, ma stiamo scherzando?? Punti tanto banali quanto generici sono risibili, sono ovvi, importanti chiaramente, ma scontati. Non sono un contratto ma un libro delle favole cui ormai nessuno crede più. Ci aspettavamo impegni precisi e puntuali, invece no, non vi è traccia dell’abolizione del jobs act o della Legge Fornero, altrimenti addio speranze di accordo con il PD, e non vi è traccia della flat tax, per tagliare ad un eventuale accordo col Cdx non gradito a Di Maio, per ragioni della Poltrona che lui vuole per se: La fiera delle ovvietà insomma.

Tutte queste falsità unite allo scandalo del programma politico modificato più volte dopo la sua presentazione per adeguarlo al corso post elettorale, tutto filo Europa e Troika, appiattito sull’atlantismo più sottomesso e becero, come dimostrato dalle recenti posizioni prese in occasione dell’illegittimo attacco USA, Francia e GB contro la Siria, non fanno che dimostrare quanto abbiamo già detto e ridetto, i 5stelle non sono altro che l’evoluzione del sistema che dopo aver creato un problema, disagio sociale , insicurezza e povertà, inventa anche la via di uscita per convogliarvi il dissenso in un contenitore da esso stesso controllato e eterodiretto.

Le posizioni del 5 stelle di oggi sono l’opposto di quelle che sostenevano anche solo 6 mesi fa, molti esponenti se ne stanno rendendo conto e lo abbandonano sentendo tradito lo spirito che ne animava le origini e trovandovi oggi qualcosa di simile a +Europa della Bonino, preferiscono andarsene. Ma si sa che ormai il voto glielo avete dato e come amano dire loro tra le righe e a mezza voce per non farsi sentire… :”Uno vale Uno…. e voi non siete gnente!!”

Stefano Orsi

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