Il fratello di Barack Obama si è unito ad Hamas: “Gerusalemme è nostra, arriviamo!”

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Mentre era a Sana’a (Yemen) nel 2010, il fratello del presidente Barack Obama, Malik Obama ha visitato l’evento “Fondo di sviluppo per gli orfani”(ODF). Nelle foto ufficiali indossava una sorta di stola o paramento col noto slogan palestinese – “Gerusalemme è nostra, arriviamo!” La sciarpa includeva anche una mappa della “Palestina”, con la scritta: “Cancelliamo Israele.”

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Dopo che Malik Obama ha espresso il proprio sostegno ad Hamas durante il suddetto evento, lo scorso anno, si è recato a Gaza nella veste di Segretario Esecutivo IDO (Organizzazione di sviluppo islamico), durante una manifestazione col primo ministro di Hamas Ismail Haniyeh, affiancato dal leader dei Fratelli Musulmani Yusuf al-Qaradawi, ha sfoggiato nuovamente la “Stola” anti-semita.

Tornando al 2010, era presente, sempre in veste di Segretario dell’IDO, a Khartoum (Sudan), ad una Conferenza islamica presieduta dal leader terrorista del Sudan Omar al-Bashir, membro dei Fratelli Musulmani e ricercato per crimini contro l’umanità.
La stessa “Stola” antisemita è stata indossata anche dal politico britannico George Galloway, che condivide un’ideologia simile a quella di Malik Obama.
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Galloway e Haniyeh, indossando la famigerata stola

Il politico britannico George Galloway e il primo ministro di Hamas Ismail Haniyeh, sono particolarmente legati dal desiderio di realizzare la distruzione di Israele.
La stola anti-semita è stata fatta indossare con l’inganno al re di Svezia Carlo Gustavo e alla sua consorte, una volta che sono stati informati sul messaggio contenuto nel simbolo d’odio, Carlo e Sylvia si sono sbarazzati rapidamente dell’indumento e hanno preso le distanze rispetto al messaggio ricamato su essa.

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Il re di Svezia Carlo Gustavo e la regina Sylvia

Diversamente dai reali svedesi, Malik legge e parla correntemente l’arabo come tutti i membri della sua famiglia, da Musa Ismail Obama a zio Sayyid, e ha studiato all’università Wahhabita in Arabia Saudita. Lo stesso Barack Obama, secondo Nicholas Kristof del New York Times, recita la chiamata alla preghiera in perfetto arabo “Un’accento di prim’ordine”

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Musa Obama e Sayyid Obama all’università Umm al Qura

La stola non si limita ad affermare “Al Aqsa è nostra e non è il loro tempio”, ma anche “Inanna Qadimun”, comando di battaglia riferito alla profezia del un giorno nel quale il mondo musulmano marcerà su Gerusalemme e gli alberi e le pietre grideranno: “Ecco un Ebreo che si nasconde dietro di me, vieni … oh musulmano, vieni e uccidilo”.
Il presidente Barack Obama e Malik sono molto più vicini di quanto ammesso pubblicamente. In un’intervista rilasciata a GQ Magazine lo scorso luglio, Malik s’è offeso per il termine “fratellastro” del presidente: “Questa parola è segno d’ignoranza, in Africa, non esistono termini come questo, siamo una famiglia allargata, un clan, Barack Obama è mio fratello”.
Malik ha dichiarato che lui e fratello, in base ai rispettivi impegni si vedono alla Casa Bianca almeno una volta all’anno: “Certo, siamo vicini, abbiamo un forte legame, nel 1988 l’ho portato a Kogelo il nostro paese natale, per vedere la sua terra e la sua famiglia”.

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Va aggiunto che Malik Obama era complice di un uomo che ha attaccato l’ambasciata degli Stati Uniti in Sudan
Vedi articolo: http://www.israel-flash.com/2013/05/obamaexclusif-son-frere-complice-de-lhomme-qui-a-attaque-lambassade-americaine-au-soudan/

Per quanto riguarda Barack Obama, egli evita di parlare dei fratelli, l’anno scorso, Barack ha dovuto ammettere di avere incontrato lo zio Onyango ad Harvard, mentre prima dichiarava che non aveva mai incontrato suo zio. Un altro fratello di Barack Obama, Mark Ndesanjo Obama, ha accusato il presidente di mentire, dopo che Barack aveva dichiarato che s’erano incontrati solo una volta… forse nel 2009. Intervistato da Laura Ingraham della National Review, Ndesdanjo insiste che si sono incontrati più volte: “Penso che per il suo ruolo di presidente, nasconda il fatto di avere fratelli” ha commentato Ndesandjo con amarezza.

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Mark Ndesandjo Obama alla Casa Bianca

Questo ci riporta al suo rapporto con Malik, quali sono i rapporti tra la fondazione di Barack Hussein Obama e la fondazione di Malik legata al Sudan, stato che sostiene il terrorismo? Perché alla fondazione di Malik è stata concessa un’esenzione fiscale?
Se Osama bin Laden è stato condannato per aver fornito sostegno materiale al terrorismo islamista, Malik non dovrebbe essere anch’egli incriminato per il sostegno a Omar al-Bashir, terrorista famoso in tutto il mondo? Perché il governo egiziano vuole interrogare Malik Obama sui suoi rapporti col terrorista? Queste sono le domande che molti giornalisti d’inchiesta vorrebbero porre al Presidente Barack Obama.
L’avv. Lois Lerner, importante ex-membro del Dipartimento di Giustizia e del Federal Bureau of Investigation ha dichiarato che: “La firma è in calce all’approvazione dell’esenzione fiscale a fovore di Malik Obama è quella del Presidente Obama.
Forse un giorno sapremo di più sui tanti lati oscuri di questo Presidente Americano, per ora possiamo solo arrovellarci sulle tante zone d’ombra.

Luciano Bonazzi

Fonti:
-Ben Barrack, Ex membro dei Fratelli Musulmani
-Shoebat Foundation http://shoebat.com/
– http://www.europe-israel.org/

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