Il 15 ottobre 1987 moriva Sankara


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Thomas Sankara, è stato il leader più carismatico dell’Africa Occidentale sub-sahariana. A lui si deve il cambio di nome dell’Alto Volta in Burkina Faso, nazione della quale fu presidente.

Nella sua azione di governo, s’impegnò seriamente per eliminare la povertà attraverso tagli agli sprechi statali e l’eliminazione dei privilegi. Il suo sistema di riforme sociali era incentrato sulla costruzione di scuole, ospedali e case per la popolazione povera. Attuò inoltre opere di contrasto alla desertificazione, attraverso piantagioni di milioni di alberi nel Sahel.

I genitori Marguerite e Sambo Joseph Sankara, erano cattolici praticanti che gli fecero frequentare la scuola elementare fino al diploma che conseguì nel 1966. Dapprima i genitori insistettero perché si facesse prete, al suo rifiuto avrebbero voluto s’iscrivesse alla facoltà di medicina. Invece scelse la carriera militare e a 19 anni, in Madagascar ricevette la formazione da ufficiale dell’esercito. Fu in quel paese s’avvicinò al marxismo-leninismo, ideologia che influenzò il resto della sua vita.

Nel 1972 tornò in Alto Volta, dove aderì alla guerriglia, successivamente aderì al pacifismo definendo le guerre “inutili e ingiuste”. Nel 1976 durante la presidenza del colonnello Saye Zerbo, salito al potere dopo un colpo di Stato, formò con altri giovani ufficiali, tra cui Blaise Compaoré, un’organizzazione segreta chiamata Regroupement des Officiers Communistes.

Nel 1981, pensando d’imbonirselo, il governo nominò Sankara Segretario di Stato, questi resistette fino il 21 aprile 1982, poi in disaccordo col regime, rassegnò le dimissioni. In effetti Sankara provava ripugnanza verso il lusso esfrenato in cui viveva la classe dirigente. Il rivoluzionario, in effetti viveva con semplicità, giungendo a presentarsi in bicicletta alla prima riunione di governo subito dopo la nomina. Dopo le dimissioni e il successivo arresto, il giovane disse alla radio: “Guai a prendere in giro il popolo”.

Dopo il colpo di Stato nel 1982 da parte di Jean-Baptiste Ouédraogo, questi consapevole della sua popolarità, lo nominò Primo Ministro. Durante l’incarico, le simpatie intorno a Sankara crebbero, per via del suo linguaggio semplice ed efficace. Era autenticamente vicino alle richieste delle fasce deboli della popolazione, mantenne ineguagliato lo stile di vita frugale al quale era abituato.

Il contrasto tra Ouédraogo e Sankara, scatenava il malcontento popolare e a causa delle manifestazioni di piazza, venne destituito e messo agli arresti domiciliari, anche successivamente a una visita di Jean-Christophe Mitterrand, figlio dell’allora presidente francese François. L’arresto di Sankara e di altri suoi compagni scatenò una rivolta popolare e alla fine venne liberato.

Dopo il colpo di Stato contro Jean-Baptiste Ouédraogo guidato dall’amico Compaoré, appoggiato dalla Libia, nell’agosto del 1983 venne nominato presidente all’età di 35 anni. Nel 1984, cambiò il nome del Paese in Burkina Faso, che significa “Terra degli uomini integri”, cambiò anche bandiera e stemma nazionale e scrisse personalmente il nuovo inno, Une Seule Nuit.

Nell’85 organizzò il censimento della popolazione burkinabé, che per errore degli addetti sconfinò in Mali. I vertici di Stato del Paese maliano, scatenarono le ostilità che sfociarono in un conflitto, detto la “Guerra di Natale”, della durata di cinque giorni e che causò 100 morti. Chiusa questa vicenda, all’ONU il Burkina votò per l’indipendenza della Nuova Caledonia, condannò l’Operazione Urgent Fury degli USA e l’invasione dell’Afghanistan da parte dei sovietici. Rispetto allo smarcamento dai sovietici, quello di Sankara fu uno dei tanti strappi che, negli anni ’80, vennero intrapresi da quasi tutti i leader comunisti mondiali. Le conseguenze di quelle decisioni critiche, hanno poi annientato le sinistre occidentali e l’URSS, con tutte le conseguenze nefaste sui lavoratori e il terzo mondo che vediamo: …a proposito, oggi l’Afganistan appartiene agli Stati Uniti

Il cimitero di Dagnoen, ove giacciono Thomas Sankara e i dodici ufficiali sepolti con lui. foto ©www.vanbergeijk.com

In ogni caso, Thomas Sankara è un eroe e un esempio per tutta l’Africa, fu uomo intelligente, leale, umile e onesto e alta morale, la sua figura è celebrata da scrittori, giornalisti e artisti. L’ex amico e suo assassino materiale Blaise Compaoré, forse geloso di lui, ha fatto di tutto per cancellarne il ricordo. Non ha esitato a distruggere la sua tomba, lo ha cancellato dalla storia nazionale, ha proclamato festa nazionale il 15 ottobre, distraendo la popolazione dal ricordarlo, distribuendo soldi e premi alla popolazione per allontanarla dal cimitero di Dagnoen, ove riposano il capitano e i dodici ufficiali massacrati con lui.

Fiorella Mannoia ” Quando l’angelo vola ” dedicata a Thomas Sankara

L’infame impostura di Blaise Compaoré non riusci a farlo dimenticare perché folle continuano ad andare a rendergli omaggio e il ricordo di Sankara rimane vivo anche nelle nuove generazioni africane, ascoltando i file multimediali contenenti i suoi discorsi. In quanto all’infame Blaise Compaoré, il 31 ottobre 2014 una folla tumultuosa lo costrinse a fuggire dal paese e rifugiarsi in Costa d’Avorio.

Con la sua azione di governo, ridusse la spesa pubblica, debellò la corruzione, eliminò i privilegi a politici e militari. Vendette tutte le Mercedes in dotazione ai ministri, sostituendole con Renault 5, impose che i voli diplomatici fuori dal paese si facessero in classe turistica. Abbassò il suo stipendio, fino a 450 $ al mese. Chiuse i night club, sostituendoli con piste da ballo diurne aperte a tutti, musica popolare e prezzi contenuti.

Incluse le donne dando loro ruoli ministeriali e militari, contrastò il maschilismo, affrontò il problema dell’AIDS, convincendo i suoi concittadini a usare i preservativi, abolì la poligamia e vietò l’infibulazione. Aiutò le prostitute, fornendo loro vie d’uscita dalla condizione di schiavitù fisica in cui si trovavano, dando loro un’occupazione lavorativa.

Il Burkina Faso era il paese più povero dell’Africa assieme a Capo Verde, Sankara intuì l’importanza delle uniche vere risorse: cotone, ortaggi, legumi, agrumi e allevamento. Dette quindi slancio alle piccole imprese, preferendo manodopera umana alle macchine. Per abbattere i prezzi degli alimenti, incentivò la produzione di formaggio, pomodori per salse e pelati in scatola, per abbassare il prezzo del prosciutto d’importazione, invertì l’ordine delle cose offrendo ai produttori esteri, stabilimenti per la stagionatura di carni di maiale e montone, ricavandone prodotti locali a buon mercato e accessibili a tutti.

Thomas Sankara e François Mitterrand foto ©www.alache.wordpress.com

Mentre continuava a migliorare le condizioni di vita del popolo del Burkina Faso, si scontrò più volte con potenze come gli Stati Uniti d’America. Quando l’ambasciatore americano “suggerì” a Sankara di non denunciare più le aggressioni USA in Centro-america per non inimicarsi Washington, il presidente rispose con un secco no. Il capitano era consapevole di rischiare la vita ogni giorno a causa dei numerosi nemici che si era creato. Per questo motivo manteneva segreti i suoi spostamenti, girava sempre armato e cambiava costantemente gli uomini della sua scorta.

Dopo numerosi attacchi rivolti al presidente francese Mitterrand, forse con la complicità del figlio Jean-Christophe Mitterrand, successivamente accusato di traffico d’armi, Sankara venne ucciso. Il suo omicidio fu accompagnato da una strage, poiché oltre a lui vennero assassinati dodici ufficiali. Del colpo di Stato s’attribuì la colpa l’ex-compagno d’armi e amico Blaise Compaoré, ma sono certe le complicità di Francia, Stati Uniti e Liberia: era il 15 ottobre 1987.

Luciano Bonazzi

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