Il governo Merkel continua a negare

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Dal Gatestone Institute, oggi 23 dicembre 2016 riceviamo e pubblichiamo il seguente articolo scritto da Vijeta Uniyal, Pezzo originale in lingua inglese, Merkel Government Still in Denial
Traduzioni di Angelita La Spada, adattamenti a cura della Redazione

Il governo Merkel continua a negare

-Lo Stato islamico ha rivendicato la responsabilità dell’attentato del 19 dicembre a Berlino che ha provocato la morte di 12 persone, un atto di terrorismo veicolare simile a quello del 14 luglio nella città francese di Nizza dove un camion ha travolto la folla e agli innumerevoli episodi di “car-ramming” registrati in Israele. Ora gli europei possono capire quel che vivono gli israeliani ogni giorno.

-Questo mese, il sindacato di polizia del land della Turingia ha diffuso una lettera aperta indirizzata al ministro dell’Interno, che descrive la rovinosa situazione dell’ordine pubblico in mezzo all’escalation di crimini commessi dai migranti: “Ci state abbandonando completamente impotenti a una forza superiore”. (…) Quali cambiamenti? Nessuno. Piuttosto, si percepisce una sensazione di indifferenza.

-Intanto, i rappresentanti della comunità araba pare abbiano detto della polizia della Ruhr: “La polizia non vincerà una guerra con noi perché siamo troppi”.

-La cancelliera Merkel, le élites dirigenti e i media possono continuare a fare buon viso a una incontrollata migrazione di massa proveniente dai paesi arabi e musulmani oppure insabbiare le notizie sull’aumento dei crimini commessi dai migranti, ma non possono ignorare il deterioramento della situazione dell’ordine pubblico nel paese.

-Dovrebbe essere evidente anche a un osservatore noncurante che il suo governo ancora non si preoccupa delle vittime della sua fallita politica sui “rifugiati”.
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L’attacco terroristico sferrato lunedì a Berlino a un mercatino di Natale ha provocato la morte di 12 persone, ferendone altre 50. Lo Stato islamico ha rivendicato la responsabilità di questo atto di terrorismo veicolare, come suggerito dalla rivista ufficiale di al-Qaeda, Inspire, simile a quello del 14 luglio nella città francese di Nizza dove un camion ha travolto la folla e agli innumerevoli episodi di “car-ramming” registrati in Israele. Ora gli europei possono capire quel che vivono gli israeliani ogni giorno.
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La polizia raccoglie prove sul luogo dell’attacco sferrato il 19 dicembre in un mercatino di Natale a Berlino, dove un camion si è schiantato sulla folla. (Fonte dell’immagine: RT video screenshot)

All’inizio di quest’anno, la Germania è stata colpita da una serie di attacchi ispirati dall’Isis e da falliti piani terroristici. Nonostante quasi tutti i perpetratori fossero migranti siriani o afgani, la cancelliera tedesca Angela Merkel, nel bel mezzo della corsa per un nuovo mandato, ha ribadito che “non c’è alcuna connessione” fra gli attacchi terroristici del paese e un’incontrollata migrazione di massa proveniente dai paesi arabi e musulmani.
In vista delle elezioni politiche del 2017, la Merkel e i suoi partner di coalizione vogliono scongiurare altre aggressioni sessuali di massa a Colonia.
Aggiungendo il danno alla beffa, la sindaca di Colonia, Henriette Reker, intende organizzare un grande spettacolo per la prossima vigila di Capodanno nella piazza principale della città. Dopo aver insabbiato per un anno quanto accaduto, il Comune illuminerà la scena del crimine nell’ambito di uno show multimediale. “Il Comune di Colonia ha annunciato di voler mettere su un grande spettacolo multimediale nell’area antistante la famosa cattedrale gotica, vicino alla stazione ferroviaria centrale”, ha riferito l’emittente pubblica Deutsche Welle.
“Colonia darà una buona immagine al mondo”, afferma la Reker. Lo spettacolo finanziato dai contribuenti è intitolato “Time Drifts Cologne”. Secondo Philipp Geist, “l’artista della luce” che ha realizzato la video installazione, la scena del crimine dell’ultimo anno è “un posto fantastico per una installazione artistica”.
Dei circa duemila uomini esclusivamente musulmani che hanno stuprato, aggredito e derubato più di 1.200 donne, quasi tutti gli aggressori sono riusciti a farla franca. Ralf Jäger, ministro dell’Interno del Nord Reno-Westfalia, ha ammesso di recente che “gran parte dei casi rimarranno irrisolti”.
Si stima che circa 1.800 agenti di polizia saranno in servizio a Colonia la notte di Capodanno, a fronte dei 140 dello scorso anno. Il centro della città è stato transennato per controllare il flusso di gente. La cattedrale storica di Colonia e la zona adiacente sono circondate da una barriera di protezione. La polizia si apposterà e gli elicotteri sorvoleranno la zona per monitorare la folla. Saranno dispiegati sei blindati antisommossa e la polizia a cavallo. “Non si guarderà a spese”, ha assicurato la sindaca. In un importante anno di elezioni, il governo vuole difendere la città fino all’ultimo centesimo dei contribuenti.
Ma ancor prima di far fronte a qualsiasi assalto reale, la fortificazione della Merkel mostra alcune vistose crepe.
A pochi giorni dalla vigilia di Capodanno, il sindacato di polizia del land della Turingia ha diffuso una lettera aperta che descrive la rovinosa situazione dell’ordine pubblico in mezzo all’escalation di crimini commessi dai migranti: “Ci state abbandonando completamente impotenti a una forza superiore”, si legge nella disperata missiva indirizzata al ministro dell’Interno della Turingia. Il sindacato sostiene che i politici sono stati ripetutamente informati del deterioramento delle condizioni in cui la polizia sta lavorando. “Ma quali cambiamenti ? Nessuno. Piuttosto, si percepisce una sensazione di indifferenza”.
Non essendo disposti a riconoscere il crollo dell’ordine pubblico di fronte alla crescente ondata di reati perpetrati dai migranti, i media e i politici tedeschi si accaniscono contro il messaggero.
Il loro ultimo bersaglio è Rainer Wendt, il capo del sindacato della polizia tedesca. Il crimine di Wendt, dopo una serie di stupri commessi nel mese di dicembre, è quello di aver detto una verità lapalissiana: “I criminali usano le frontiere aperte”.
Ralf Stegner, vice presidente del Partito socialdemocratico (SPD) e un fervente sostenitore della politica della Merkel di “benvenuto ai rifugiati”, ha condannato la dichiarazione di Wendt definendola “politicamente disgustosa e stupida”.
Wendt è stato anche attaccato per aver messo in discussione il consueto trattamento speciale riservato ai “rifugiati” criminali e violenti dai tribunali tedeschi. Sven Rebehn, presidente dell’Associazione tedesca dei magistrati, ha definito Wendt come “il Donald Trump della politica interna”, l’insulto peggiore che un liberal tedesco possa formulare in questo momento.
Il governo Merkel può trasformare il centro di Colonia in un’impenetrabile fortezza per un giorno o due, ma la minaccia non svanisce. Il problema risiede nella regione della Ruhr che circonda Colonia. “I clan stranieri hanno trasformato la regione della Ruhr in un’area off-limits?” chiede l’importante quotidiano tedesco Die Welt, a pochi giorni dalla notte di Capodanno.
Intanto, i rappresentanti della comunità araba pare abbiano detto della polizia della Ruhr: “La polizia non vincerà una guerra con noi perché siamo troppi”.
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Berlino: Alcuni magrebini alle spalle del giornalista, gioiscono e ridono dopo l’attentato.

La cancelliera Merkel, le élites dirigenti e i media possono continuare a fare buon viso a una incontrollata migrazione di massa proveniente dai paesi arabi e musulmani oppure insabbiare le notizie sull’aumento dei crimini commessi dai migranti, ma non possono ignorare il deterioramento della situazione dell’ordine pubblico nel paese.
Come mostra il disperato appello del sindacato di polizia, il governo Merkel ha deciso di ignorare il dramma delle forze dell’ordine, almeno per ora. Dovrebbe essere evidente anche a un osservatore noncurante che il suo governo ancora non si preoccupa delle vittime della sua fallita politica sui “rifugiati”. La Germania sembra dirigersi verso un altro anno difficile.
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Vijeta Uniyal è un analista indiano che vive e lavora in Europa e si occupa di temi di attualità.

GEOPOLITICA

Informazioni su Luciano Bonazzi

Writer, traveler, Pastor & Protestant Missionary, I deal with geopolitics, various news, social issues, disabilities. / Scrittore, Viaggiatore, Pastore Protestante Missionario. Mi occupo di Geopolitica, notizie varie, tematiche sociali, disabilità.

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