Gli islamisti attaccano il Natale, ma gli europei lo aboliscono

0
La rivolta degli immigrati clandestini scoppiata la notte di Natale a Milano, la notizia è stata censurata da media di regime italiani
01
Dal Gatestone Institute, riceviamo e pubblichiamo il seguente articolo scritto da Giulio Meotti, Pezzo originale in lingua inglese, Islamists Attack Christmas, but Europeans Abolish It
Traduzioni di Angelita La Spada, adattamenti a cura della Redazione

Gli islamisti attaccano il Natale, ma gli europei lo aboliscono

-Un tribunale ha ordinato al comune francese di Publier di rimuovere una statua della Vergine Maria. La senatrice Nathalie Goulet ha parlato di “ayatollah del laicismo”.

-Una scuola tedesca in Turchia ha appena vietato le celebrazioni natalizie: l’istituto Istanbul Lisesi, finanziato dal governo tedesco, ha deciso che le tradizioni e i canti di Natale non saranno più consentiti. In Germania, un grande magazzino Woolworth ha abolito le decorazioni natalizie dicendo ai clienti che l’emporio “è ora musulmano”.

-L’Europa sta già mutilando le sue tradizioni “per non offendere i musulmani”. Noi siamo diventati il nostro peggior nemico.

-I musulmani reclamano anche “la moschea di Cordoba”. Le autorità della città della Spagna meridionale di recente hanno assestato un colpo alla rivendicazione del diritto di proprietà della cattedrale da parte della Chiesa Cattolica. Ora gli islamisti la rivogliono indietro.

-L’esito finale del laicismo autodistruttivo dell’Europa potrebbe essere davvero un Califfato.
==================================================================================================

“Tutto è cristiano”, scriveva Jean-Paul Sartre dopo la guerra. Duemila anni di Cristianesimo hanno lasciato nella cultura, nella lingua e nel paesaggio francese una traccia profonda. Ma non secondo il ministro dell’Educazione francese, Najat Vallaud-Belkacem. Ella ha appena annunciato che invece di dire “Buon Natale”, i funzionari statali dovrebbero augurare “Buone Feste”, un deliberato intento di cancellare dal discorso e dallo spazio pubblico ogni riferimento alla cultura cristiana in cui la Francia è radicata.
Jean-François Chemain lo ha chiamato “sradicamento di ogni segno cristiano dal paesaggio pubblico”. Un anno fa si infiammò la polemica nella cittadina francese di Ploërmel, dove un tribunale decise che la statua di Papa Giovanni Paolo II, eretta in una piazza, andava rimossa perché violava la legge sulla “laicità”.
Poi, un tribunale ordinò al comune francese di Publier di rimuovere una statua della Vergine Maria. La senatrice Nathalie Goulet ha parlato di “ayatollah del laicismo”.
I quotidiani della “sinistra” francese, indignati per il divieto del burkini in Costa Azzurra imposto dalla “destra”, appoggiano questa politica anticristiana.
Il Consiglio di Stato ha appena stabilito che “l’installazione temporanea di presepi in un luogo pubblico è legale se ha un valore culturale, artistico o di festa, ma non se esprime il riconoscimento di un culto o di una preferenza religiosa”. Quali precauzioni per giustificare una millenaria tradizione!
Nella città di Scaer, una casa di riposo è stata oggetto di una simile denuncia laicista per la presenza di un affresco della Vergine Maria. Poi è stata la volta della mangiatoia nella stazione ferroviaria di Villefranche-de-Rouergue, in Aveyron. A Boissettes, le campane delle chiese oggi sono mute per decisione del giudice.
Fortunatamente, alcune idee dell’Osservatorio della laicità – l’organo istituito dal presidente François Hollande per coordinare le sue politiche neolaiciste – non sono state attuate. L’Osservatorio ha anche proposto di eliminare alcune feste nazionali cristiane per far posto a quelle islamiche, ebraiche e laiche.
Il presidente Hollande, in occasione delle festività pasquali “ha dimenticato” di rivolgere gli auguri ai cristiani di Francia. Pochi mesi prima, il capo dell’Eliseo aveva invece espresso i suoi migliori auguri ai musulmani di Francia in occasione della festa dell’Aid, che chiude il Ramadan. “Il saluto di Hollande ai musulmani è di natura opportunistica e politica. Per il Partito socialista, si tratta di una clientela elettorale essenziale”, ha detto il filosofo francese Gerard Leclerc, nel quotidiano Le Figaro.
Questa cristianofobia è il cavallo di Troia dell’Islam. Come scrive Charles Consigny sul settimanale Le Point, “a forza di questa tabula rasa del suo passato, la Francia farà piazza pulita del suo futuro”. Purtroppo, la Francia non è un caso isolato. Ovunque in Europa, una estenuante e laicista mancanza di determinazione e l’esistenza di valori confusi condannano il Cristianesimo a favore dell’Islam.
Un terrorista jihadista, che ha preso di mira un simbolo della tradizione cristiana, la settimana scorsa ha ucciso dodici persone in un mercatino natalizio a Berlino. Ma l’Europa sta già mutilando le sue tradizioni “per non offendere i musulmani”. Noi siamo diventati il nostro peggior nemico.
L’annuale processione a lume di candela di Santa Lucia (“Sankta Lucia”), una tradizione cristiana svedese che si celebra da centinaia di anni, “sta scomparendo”. Uddevalla, Södertälje, Koping, Umeå e Ystad sono alcune del crescente numero di città che non ospitano più questa bella manifestazione culturale. Secondo Jonas Engman, un etnologo del Museo nordico, l’interesse sempre minore per la processione di Santa Lucia accompagna una disaffezione più generale verso la cultura della Svezia cristiana. Uno studio condotto dalla Gallup International rivela che nella professione della religione cristiana, la Svezia è il paese “meno religioso del mondo occidentale”. Intanto l’Islam, contraddistinto da un nuovo, forte e motivato senso di determinazione e da una serie di valori propugnati dalla sharia, è sempre più diffuso.
Una scuola tedesca in Turchia ha appena vietato le celebrazioni natalizie. L’istituto Istanbul Lisesi, finanziato dal governo tedesco, ha deciso che le tradizioni e i canti di Natale non saranno più consentiti. Il Washington Post ha sintetizzato così la decisione: “Nessun insegnamento delle tradizioni natalizie, nessun festeggiamento e niente canti di Natale”. Non è un episodio isolato. In Germania, un grande magazzino Woolworth ha abolito le decorazioni natalizie dicendo ai clienti che l’emporio “è ora musulmano”.
In Gran Bretagna, David Isaac, il nuovo capo della Commissione per le Uguaglianze e i Diritti umani (EHRC), ha detto ai datori di lavoro che non devono sopprimere la tradizione cristiana per paura di offendere qualcuno. In precedenza, Dame Louise Casey, “zar” dell’integrazione del governo britannico, aveva già avvertito che “le tradizioni come la celebrazione del Natale scompariranno se la gente non difenderà i valori britannici”.
In molte città spagnole come Cenicientos, un comune della Comunità autonoma di Madrid, sono state rimosse le stazioni cristiane della Via Crucis. Poi, la sindaca di Madrid, Manuela Carmena, ha deciso di vietare la tradizionale esposizione dei presepi alla Puerta de Alcalá della capitale spagnola.
I musulmani reclamano anche “la moschea di Cordoba”. Le autorità della città della Spagna meridionale di recente hanno assestato un colpo alla rivendicazione del diritto di proprietà della cattedrale da parte della Chiesa Cattolica. Costruita sul sito della chiesa di San Vincenzo, è stata una moschea per più di 400 anni quando la Spagna islamica faceva parte di un califfato, prima che il regno cristiano di Castiglia conquistasse la città e la trasformasse di nuovo in chiesa Ora gli islamisti la rivogliono indietro.
0
I musulmani reclamano anche “la moschea di Cordoba”. Le autorità della città della Spagna meridionale di recente hanno assestato un colpo alla rivendicazione del diritto di proprietà della cattedrale da parte della Chiesa Cattolica. Costruita sul sito della chiesa di San Vincenzo, è stata una moschea per più di 400 anni quando la Spagna islamica faceva parte di un califfato, prima che il regno cristiano di Castiglia conquistasse la città e la trasformasse di nuovo in chiesa. (Fonte dell’immagine: James Gordon/Wikimedia Commons)

Anche il Belgio, la democrazia più islamizzata d’Europa, sta epurando la sua tradizione cristiana. Quest’anno a Holsbeek, alle porte di Bruxelles, non è stato allestito il tradizionale presepe, tra le polemiche sorte per “non offendere i musulmani”.
Come riportato dal quotidiano La Libre, i calendari scolastici della comunità francofona del Belgio stanno utilizzando una nuova terminologia laicizzata: la festa di Ognissanti (Congés de Toussaint) viene chiamata congedo di autunno; le vacanze di Natale (Vacances de Noël) diventano vacanze d’inverno; il Carnevale (Congés de Carnaval) è ora chiamato “congedo di riposo e relax” (Congé de détente) e le vacanze di Pasqua (Vacances de Pâques) sono diventate vacanze di primavera (Vacances de Printemps). E così, nella capitale Bruxelles, è stato anche installato un astratto albero di Natale scristianizzato.
In Olanda, la tradizione cristiana di “Black Pete” è sotto attacco e presto sarà abolita. In Italia, quest’anno i preti cattolici hanno rinunciato al presepe per “non offendere i musulmani”.
L’esito finale del laicismo autodistruttivo dell’Europa potrebbe essere davvero un Califfato, in cui il destino delle sue antiche e belle chiese ricorda quello delle chiese di Costantinopoli, dove Santa Sofia, che per migliaia di anni è stata la più grande cattedrale del Cristianesimo, di recente è stata trasformata in moschea. La chiamata del muezzin ora riecheggia all’interno di questa pietra miliare cristiana, per la prima volta in 85 anni.
I terroristi islamici hanno colpito il Natale a Berlino, ma sono i laici cristiani che lo stanno abolendo in tutta Europa.
5b
Giulio Meotti, redattore culturale del quotidiano Il Foglio, è un giornalista e scrittore italiano.

I commenti sono chiusi.