Genocidio dei russofoni nel Donbass: La pazienza di Russia, Donetsk e Lugansk è agli sgoccioli

Genocidio dei russofoni nel Donbass: La pazienza della Russia e delle Repubbliche di Donetsk e Lugansk è agli sgoccioli

La scorsa settimana, come abbiamo documentato nell’articolo Torna la guerra nel Donbass ed è già emergenza umanitaria http://lucianobonazzi.altervista.org/torna-la-guerra-nel-donbass-ed-gia-emergenza-umanitaria/ , che l’esercito ucraino aveva violato per 6200 volte il cessate il fuoco. Nel corso delle ultime 24 ore, sono stati sparati 1980 razzi e bombe da parte delle Forze Armate Ucraine contro il territorio della Repubblica Popolare di Donetsk.

Il capo della giunta nazista ucraina Petro Poroshenko, è messo alle strette dall’emergenza energetica, oltre che dalle crescenti pressioni di una fronda ultra nazionalista che minaccia il golpe. Come non bastasse, il capo ucraino, nominato da Unione Europea e CIA, deve sopportare continue ramanzine dalla Cancelliera Merkel, che a nome dell’UE lo critica per la dilagante corruzione nel paese e per le lotte intestine interne al regime di Kiev, soprattutto tra lui e la pluricondannata, corrotta e corruttrice Yulia Tymoshenko.


……………………………………………………………………………………..
Una vignetta polacca che non troviamo surreale

La signora Yulia Tymoshenko, da condannata per malversazione di fondi pubblici, indossati gli abiti della passionaria occidentalista, preme fortemente affinché Poroshenko le ceda il potere: in poche parole l’Ucraina sta implodendo.
Trovandosi in bilico sul baratro, il regime ucraino sembra determinato a scatenare una guerra, un tentativo per mettere a tacere la fronda ultranazionalista, distogliendo così l’attenzione della popolazione stremata da freddo e miseria.
Nei piani di Kiev vi sarebbe la distruzione di infrastrutture vitali, iniziando dall’acqua, della quale vorrebbe privare le repubbliche di Donetsk e Lugansk. Poroshenko avrebbe così ordinato all’esercito ucraino di prendere possesso del depuratore di Donetsk in modo da “chiuderne i rubinetti”.
Ordini come questo, vengono dati a un esercito demotivato, dal quale i soldati disertano in massa, dove alla carenza di comandanti di unità si supplisce frettolosamente con soldati appena addestrati. Un altro metodo di Kiev è l’utilizzo di mercenari polacchi, musulmani e ai volontari neonazisti accorsi da mezza Europa nel dopo Maidan. I musulmani presumibilmente Ceceni, ma anche fuggiaschi del Califfato, combattono i russofoni dell’Ucraina orientale motivati dalla vendetta contro i russi, i neonazisti sperano ovviamente che il IV Reich possa rinascere partendo dall’Ucraina; In realtà non hanno capito che il IV Reich (economico) esiste già, ha sede a Bruxelles ed è guidato dalla Germania.
In questa situazione, l’OSCE, presente sul territorio per garantire il rispetto degli accordi di Minsk, non solo è cieca, sorda e muta, ma, come già denunciato, è infiltrata da spie che forniscono i numeri di cellulare dei comandanti russofoni all’esercito ucraino, il quale li localizza e uccide a distanza con razzi termo-balistici di precisione http://lucianobonazzi.altervista.org/losce-ovvero-le-spie-al-servizio-degli-stati-uniti/

Le violazioni del cessate il fuoco, l’occupazione delle località della zona cuscinetto, la distribuzione di un nuovo equipaggiamento militare (segretamente NATO), vietato in ogni caso dagli accordi di Minsk, oltre alle Repubbliche dell’est Ucraina, sta facendo arrabbiare Mosca.

Aleksandr Zacharčenko, Capo di Stato della Repubblica Popolare di Doneck

Mentre il leader del Donbass Alexander Zakharchenko ha sempre e scrupolosamente osservato gli accordi di Minsk, lo stesso non hanno fatto Poroshenko e l’Ucraina occidentale, per questo motivo, i russofoni ora rifiutano la consegna unilaterale delle loro armi: sarebbe come posare volontariamente il collo sul ceppo del boia!.
A tal proposito il leader del Donbass Alexander Zakharchenko, ha dichiarato: “L’OSCE ha rifiutato di ascoltare le nostre argomentazioni, ora la situazione diventa molto difficile: l’Ucraina non vuole risolvere il conflitto, mentre noi, da parte nostra, facciamo ogni sforzo per farlo”

Esiste comunque un altro grande, grave pericolo. La NATO, Italia compresa (senza il permesso del parlamento), sta ammassando truppe nei paesi baltici e il più vicino possibile alla Russia. L’ordine iniziale di ammassare truppe venne impartito dall’amministrazione Obama e non ci risulta che l’attuale presidente Trump ne abbia ordinato il ritiro. Fino a qualche mese fa, più d’uno tra i nostri contatti russi, non escludeva la guerra entro la primavera 2017. Ripensando a quanto abbiamo scritto finora, da parte nostra non escludiamo che l’Ucraina potrebbe essere un’ottima scusa (False Flag) per attaccare la Russia: Speriamo di sbagliare! NDR

Luciano Bonazzi

Fonti varie e https://dninews.com/

I commenti sono chiusi.