Errore strategico dei Turchi e della Nato, con l’abbattimento dell’SU-24 Russo hanno lasciato a Putin il controllo aereo della Siria.

moskwa
Ankara ha presentato le sue condoglianze a Mosca, la reazione del ministro degli esteri Russo Lavrov: “Meglio tardi che mai“.
E’ ormai ufficiale: attualmente il Presidente Putin ha il controllo di un raggio di 500 km aerei, dopo lo pseudo-incidente aereo, nel giro di tre giorni, i Russi hanno creato una linea difensiva antiaerea che di fatto blinda i cieli della Siria rendendo impossibili i movimenti aerei non autorizzati dal confine settentrionale.
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La nave ammiraglia “Moskva”, incrociatore portamissili che opera presso il porto di Tartus in Siria, garantirà uno schermo difensivo in grado di disintegrare qualsiasi minaccia rilevata dai radar.

Il Moskva dispone di missili SS-N-12 Sandbox a lancio simultaneo e di missili terra aria S-300 PMU-1/2 di ultima generazione, in grado di neutralizzare tanto i caccia che missili nemici. L’ammiraglia è al momento la nave più potente della Marina Russa e impone alla Nato di rivedere la propria strategia.
Mosca in queste ore ha levato gli “scudi” difensivi con una strategia simile allo schema a testuggine delle legioni dell’antica Roma. E’ come se il Cremlino non si fidasse più di nessuno, la trappola assassina Turco-NATO ha fornito a Putin un legittimo pretesto il pretesto per controllare in modo ferreo lo spazio aereo siriano.
Significativo quanto avvenuto il 27 novembre u.s., in un raid aereo israeliano è stata distrutta una postazione missilistica jihadista in territorio siriano. Ebbene, per poter effettuare l’azione militare, il premier israeliano Netanyhau si è rivolto direttamente a Putin senza coinvolgere la NATO, ergo: Gerusalemme non si schiera contro la Russia, anzi, mantiene con Mosca un rapporto di amicizia.
La tensione tra Russia e Turchia resta alta, stamane il ministro degli esteri turco ha sconsigliato ai suoi concittadini di evitare di recarsi in Russia, finché la crisi sarà risolta. Il Presidente Vladimir Putin invece non risponde alle richieste di Erdogan, sottolineando che pesano le mancate scuse dopo l’abbattimento del cacciabombardiere Russo. Intanto il consigliere di Putin, Iuri Ushakov, ha annunciando l’incontro tra Putin e il premier israeliano Netanyhau a Parigi a margine della conferenza sul clima e che forse ci sarà un incontro col presidente Obama, ma che non al momento non parlerà con Erdogan. Sempre a Parigi ci sarà un incontro tra Putin e la cancelliera tedesca Merkel, mentre come annunciato il ministro degli esteri Sergei Lavrov, dal 1 gennaio 2016, verrà sospeso il regime “visa free” tra Russia e Turchia.
Recep Tayyip Erdogan, ha ribadito sull’intricato affaire del SU-24 russo abbattuto dall’aviazione turca usando parole molto forti contro Putin, esortandolo a non “giocare con il fuoco” e accusandolo di sostenere Assad. Resta il fatto che il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha chiamato il presidente Putin ben otto ore dopo l’abbattimento sopra la Siria del caccia bombardiere russo Su-24, un comportamento ambiguo fino al grottesco.
Comunque, è da venerdì 27 novembre che la Turchia ha prudentemente sospeso i voli militari sulla Siria nell’ambito delle operazioni NATO, mentre da parte Russa si sono definite le farneticazioni del premier Turco una “rappresentazione di una commedia del teatro dell’assurdo”.

Luciano Bonazzi

Fonti>
-www.ansa.it
-http://paper.li/FreedomFighte21
-http://www.difesaonline.it/
-http://www.polisblog.it/

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