CARRARMATI USA IN POLONIA

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Dal Comitato promotore della campagna #NOGUERRA #NONATO Italia Riceviamo e pubblichiamo il seguente aggiornamento, alcune immagini vengono talvolta inserite a cura della Redazione

COMUNICATO SULLE MANIFESTAZIONI DEL 21 GENNAIO / ARTICOLO: CARRARMATI USA IN POLONIA

18 GEN 2017 — COMUNICATO DEL COORDINAMENTO NAZIONALE DEL COMITATO NO GUERRA NO NATO

Firenze, 14 gennaio 2017

Il CNGNN ritiene che manifestare in Europa, il 21 gennaio, contro il neoeletto presidente degli Stati Uniti Donald Trump significhi di fatto dare una mano all’amministrazione Obama che ha trasformato l’Europa in prima linea del confronto, anche nucleare, della Nato contro la Russia.
Trump viene accusato di aver usurpato il posto destinato a Hillary Clinton, grazie a una operazione ordinata dal presidente russo Putin. Le «prove» sono fornite dalla Cia, la più esperta in materia di infiltrazioni e colpi di stato.
Gli strateghi neocon, artefici della campagna, cercano in tal modo di impedire un possibile cambio di rotta nelle relazioni degli Stati uniti con la Russia, che l’amministrazione Obama ha riportato a livello di guerra fredda.
L’allentamento della tensione con la Russia viene temuto anzitutto dai vertici Nato, cresciuti d’importanza con la nuova guerra fredda, e dai gruppi di potere dei paesi dell’Est – in particolare Polonia, Ucraina e paesi baltici – che puntano sull’ostilità alla Russia per avere un crescente appoggio militare ed economico da parte della NATO e della UE.
Lo conferma il fatto che, su decisione dell’amministrazione Obama, è arrivata in Polonia il 12 gennaio la brigata corazzata statunitense che potenzia lo schieramento di forze Nato sotto comando Usa, comprese quelle italiane, nell’Europa orientale in una sempre più pericolosa escalation militare contro la Russia.
In tale quadro, le manifestazioni anti-Trump del 21 gennaio divengono di fatto funzionali a questa strategia di guerra.
Dobbiamo invece mobilitarci ancor più per liberare i nostri paesi dalla sudditanza verso gli Stati uniti, indipendentemente da chi ne sia presidente; per uscire dalla Nato, per rimuovere le armi nucleari Usa dai nostri territori nazionali.

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CARRI ARMATI USA SCHIERATI IN POLONIA

Il 12 gennaio, due giorni dopo il suo discorso di addio, il presidente Obama ha dato il via al più grande schieramento di forze terrestri nell’Europa orientale dalla fine della guerra fredda: un lungo convoglio di carrarmati e altri veicoli corazzati statunitensi, proveniente dalla Germania, è entrato in Polonia.
È la 3^ Brigata corazzata, trasferita in Europa da Fort Carson in Colorado: composta da circa 4000 uomini, 87 carrarmati, 18 obici semoventi, 144 veicoli da combattimento Bradley e centinaia di Humvees. L’intero armamento viene trasportato in Polonia sia su strada, sia con 900 carri ferroviari.
Alla cerimonia di benvenuto svoltasi nella città polacca di Zagan, l’ambasciatore Usa Jones ha detto che «man mano che cresce la minaccia, cresce lo spiegamento militare Usa in Europa». Quale sia la «minaccia» lo ha chiarito il generale Curtis Scaparrotti, capo del Comando europeo degli Stati uniti e allo stesso tempo Comandante supremo alleato in Europa: «Le nostre forze sono pronte e posizionate nel caso ce ne fosse bisogno per contrastare l’aggressione russa».
La 3^ Brigata corazzata resterà in una base presso Zagan per nove mesi, fino a quando sarà rimpiazzata da un’altra unità trasferita dagli Usa. Attraverso tale rotazione, forze corazzate statunitensi saranno permanentemente dislocate in territorio polacco. Da qui, loro reparti saranno trasferiti, per addestramento ed esercitazioni, in altri paesi dell’Est, soprattutto Estonia, Lettonia, Lituania, Bulgaria, Romania e probabilmente anche Ucraina, ossia saranno continuamente dislocati a ridosso della Russia.
Un secondo contingente Usa sarà posizionato il prossimo aprile nella Polonia orientale, nel cosiddetto «Suwalki Gap», un tratto di terreno piatto lungo un centinaio di chilometri che, avverte la NATO, «sarebbe un varco perfetto per i carrarmati russi». Viene così riesumato l’armamentario propagandistico USA/NATO della vecchia guerra fredda: quello dei carrarmati russi pronti a invadere l’Europa. Agitando lo spettro di una inesistente minaccia da Est, in Europa arrivano invece i carrarmati statunitensi.
La 3^ Brigata corazzata si aggiunge alle forze aeree e navali già schierate dagli Usa in Europa nell’operazione «Atlantic Resolve», per «rassicurare gli alleati Nato e i partner di fronte all’aggressione russa». Operazione che Washington ha lanciato nel 2014, dopo aver volutamente provocato col putsch di Piazza Maidan un nuovo confronto con la Russia. Strategia di cui Hillary Clinton è stata principale artefice nell’amministrazione Obama, mirante a spezzare i rapporti economici e politici della Russia con l’Unione europea dannosi per gli interessi statunitensi.
Nella escalation anti-Russia, la Polonia svolge un ruolo centrale. Per questo essa riceverà tra breve dagli Usa missili da crociera a lungo raggio, con capacità penetranti anti-bunker, armabili anche di testate nucleari.. Ed è già in costruzione in Polonia una installazione terrestre del sistema missilistico Aegis degli Stati uniti, analoga a quella già entrata in funzione a Deveselu in Romania. Anch’essa dotata del sistema Mk 41 della Lockheed Martin, in grado di lanciare non solo missili anti-missile, ma anche missili da crociera armabili con testate nucleari.
A Varsavia e nelle altre capitali dell’Est – scrive il New York Times – vi è però «forte preoccupazione» circa un possibile accordo del repubblicano Trump con Mosca che «minerebbe l’intero sforzo». Un incubo tormenta i governanti dell’Est che basano le loro fortune sull’ostilità alla Russia: quello che se ne tornino a casa i carrarmati inviati dal democratico Obama.

Manlio Dinucci, il manifesto, 17 gennaio 2017
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Informazioni su Luciano Bonazzi

Writer, traveler, Pastor & Protestant Missionary, I deal with geopolitics, various news, social issues, disabilities. / Scrittore, Viaggiatore, Pastore Protestante Missionario. Mi occupo di Geopolitica, notizie varie, tematiche sociali, disabilità.

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