Arabia Saudita: confermate 14 condanne a morte


Saudi Police photo ©PressTV

Il canale televisivo libanese Al-Manar, vicino a Hezbollah, organizzazione paramilitare libanese che combatte l’ISIS in Siria, quindi oscurato da Stati Uniti e paesi vassalli, riferisce che verranno messi a morte 14 oppositori al Regime Saudita. Lo ha sentenziato la Corte Suprema Saudita, confermando la legittimità della pena di morte per 14 giovani, coinvolti nelle proteste popolari del 2011 contro il Regno del Terrore.

La polizia antisommossa saudita schierata contro i manifestanti l’11 marzo 2011. ©Reuters

Il punto sul quale si sono soffermati i giudici del tribunale penale, è che quella protesta contro la Famiglia Reale, fosse equiparabile a un atto di terrorismo. Secondo alcuni avvocati indipendenti, agli imputati è stato negato il diritto ad avere un avvocato presente durante l’interrogatorio del 2011 e che nei fatti la Corte Penale è uno strumento che dipende dal Ministero degli Interni Saudita. I legali hanno aggiunto che: “Questi imputati sono stati sottoposti a torture fisiche e morali, per estorcere i nomi degli altri manifestanti coinvolti”.


Martedì 28 marzo 2017: I Sauditi hanno ucciso Miqdad e Mohammed al-Nimr ©TasnimNews

Alcuni imputati hanno dichiarato, anche durante l’udienza, di essere stati torturati fisicamente e mentalmente per estorcere le loro confessioni. Col pretesto di lottare contro le minacce alla sicurezza interna, i funzionari sauditi agiscono impunemente uccidendo gli oppositori o applicando lunghe pene detentive.

8 gennaio 2016, Matteo Renzi conclude un accordo sulla fornitura di armi ai sauditi, definito genericamente “accordi commerciali” Italia-Arabia Saudita. Al termine degli accordi vi furono squallidi retroscena riferiti da IL FATTO QUOTIDIANO: Governo in visita in Arabia Saudita. La missione finisce in rissa per spartirsi i Rolex donati dai Sauditi ai nostri rappresentanti.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/01/08/governo-in-visita-in-arabia-saudita-la-missione-finisce-in-rissa-per-i-rolex-in-regalo/2356663/

Alcune dure condanne, sono state comminate dalle autorità giudiziarie in risposta ad accuse contro Riyadh, da parte di organizzazioni internazionali come Human Rights Watch.

Luciano Bonazzi

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