30 maggio 2016: La Francia anche oggi è paralizzata dagli scioperi

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Dal momento che i media di regime italiani, stanno censurando le notizie sulla rivolta dei francesi contro il jobs-act transalpino, abbiamo pensato d’informarci oltralpe.
Parigi sta bruciando, è il riassunto degli eventi di questi giorni contro la riforma del lavoro, promessa da Hollande durante il G-7 in Giappone.
La Francia è semi-paralizzata, dai dockers di Havre, punto chiave di snodo commerciale, ai lavoratori delle raffinerie di petrolio, dei depositi di carburante, fino agli impianti nucleari che forniscono il 75% dell’elettricità del paese. Scioperano i dipendenti degli aeroporti, quelli della metropolitana di Parigi e delle ferrovie. Questi scioperi hanno mandato in tilt migliaia di stazioni di carburante ormai a secco e la maggior parte del sistema di trasporto francese è paralizzato.
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Quello che i manifestanti francesi definiscono “il cosiddetto governo socialista di Hollande” è precipitato nel punto più basso, un cataclisma d’impopolarità. Il disegno di legge introdotto da Hollande, cambierà drasticamente il “Codice del lavoro francese”, adottando una modalità neoliberista che mal scimmiotta il modello anglosassone, nel prendere la decisione ha dichiarato: “Mi assumo io la responsabilità”
Invece ha lasciato solo il primo ministro Manuel Valls, che ha difeso la riforma prendendo a pretesto il tentativo di contrastare la disoccupazione. Ovviamente, la misura in questione, sortirà lo stesso effetto del jobs-act italiano, precarietà e lavoratori troppo poveri e spaventati per trovare il coraggio di ribellarsi.
Questo Maggio 2016, per la Francia, non è certamente la riedizione del maggio 1968, qui non ci sono gli studenti che manifestavano al grido di “Pace, amore e fantasia”, piuttosto è la versione francese di “Occupy Wall Street”.
Questa rivolta è principalmente una battaglia tra il governo pseudo-socialista di pseudo-sinistra e i lavoratori, lo scontro tra una sinistra piegata a banche e finanza e i lavoratori che lottano contro il fantoccio del peggior capitalismo occidentalista.
L’esecutivo francese, ora minaccia di usare la forza per sbloccare le raffinerie, col pretesto della paralisi dei trasporti pubblici e privati. Il duo Holland-Valls ha indurito il proprio linguaggio, la posta in gioco per i due è: o la riforma del lavoro viene approvata o è la fine del loro governo.
In ogni caso, al momento, la linea presa da Valls è quella di promettere “emendamenti” e “miglioramenti” alla legge scellerata.
Tutta la questione si riduce in sostanza a una battaglia intestina nella sinistra francese, con la classe operaia contro un governo neoliberista e se-dicente di sinistra socialdemocratica al potere, in questo contesto il socialismo francese rischia di scomparire.
All’ottavo giorno di disordini e manifestazioni, il segretario generale della CGT, Philippe Martinez, chiede di essere ricevuto dal Presidente Hollande scavalcando il premier Valls, dal Giappone Hollande ha risposto laconicamente. La strategia della CGT sembrerebbe quella di dividere il duo Hollande-Valls, sfruttando il fatto che i due non avevano neppure idea che questa legge avrebbe ricevuto tanta ostilità.
Per quel che riguarda i francesi, inizialmente il 75% era contro la legge, mentre di recente, secondo un sondaggio successivo alla paralisi totale del paese, il 69% sarebbe disposto ad accettare una versione “ammorbidita” per superare il blocco della nazione. Secondo un altro sondaggio, il 62% ritiene le manifestazioni “giustificate”, nonostante il paese sia paralizzato.
Praticamente Hollande sta giocando coi numeri dei sondaggi, da parte nostra ci auguriamo che i francesi non siano stupidi come noi italiani, che ci siamo fatti buggerare dal comitato d’affari che ci governa.

Luciano Bonazzi

Fonti>
-https://www.rt.com/
-https://resistance71.wordpress.com/
-http://reseauinternational.net/

GEOPOLITICA

Informazioni su Luciano Bonazzi

Writer, traveler, Pastor & Protestant Missionary, I deal with geopolitics, various news, social issues, disabilities. / Scrittore, Viaggiatore, Pastore Protestante Missionario. Mi occupo di Geopolitica, notizie varie, tematiche sociali, disabilità.

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